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<title>Catechesi di Dina Mite</title><link>http://www.resegone.com/dinamite/</link>
<description>Catechesi di Dina Mite</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Il dissenso si fa strada tra i sassi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Non si tratta del dissenso di &ldquo;Noi siamo Chiesa&rdquo; o di altre fazioni contestatrici, che nascono gi&agrave; intaccate dal virus del dissolvimento, o dei vari Neocatecumenali che il diavolo suscita per ridurre il culto eucaristico a sceneggiate conviviali. Si tratta anzi dei loro oppositori, che cominciano ad accorgersi dei disastri indotti nella Santa Madre Chiesa dai loro pi&ugrave; o meno noti corruttori e dallo smarrimento dottrinale che ne corrode la Fede. Si tratta dei settemila che non hanno piegato le loro ginocchia a Baal e delle bocche che non l&rsquo;hanno baciato (v. 1 Re 19, 18). Pochi, di fronte alla marea sterminata di quelli che vivono nell&rsquo;incoscienza o stanno al compromesso, e oggi sono considerati retriva mascella d&rsquo;asino. </p>
<p>Quella mascella che nelle mani di Sansone ha provocato uno sterminio di filistei (Gdc 15, 15s), nelle mani di Cristo Signore potr&agrave; buttare all&rsquo;aria la forza infernale che imprigiona il mondo e la Chiesa. Non &egrave; sempre vero che Dio si serve delle cose che non sono per annientare quelle che sono (1 Cor 1, 28)? Per le sue vittorie Dio ha sempre fatto leva sul piccolo resto, sui pochi soldati di Gedeone per mettere in fuga l&rsquo;esercito dei pi&ugrave; accaniti nemici. Chi sostiene le sconfinate galassie non ha bisogno di supporti terreni per le sue vittorie. </p>
<p>La radice robusta del piccolo resto &egrave; Cristo stesso, Radix David (Ap 5, 5), che non vuol pi&ugrave; sopportare i disordini della Chiesa di oggi. </p>
<p>Cristo rigetta questo modernismo, che ormai rivela in piena luce la sua velenosa indole massonica e diffonde puzza di Satana. </p>
<p>Ges&ugrave; respinge questo ecumenismo che insozza la Chiesa redenta e alimentata dal suo Sangue abbassandola al livello delle religioni che adorano il suo stesso nemico. </p>
<p>Ges&ugrave; non pu&ograve; pi&ugrave; sopportare che i vertici della sua Chiesa siano dominati da cardinali e vescovi traditori, che per la sete di potere si sono consegnati alla massoneria, gettando l&rsquo;antico serpente (Ap 12, 9) al collo del Vicario di Cristo in terra. </p>
<p>Non pu&ograve; pi&ugrave; vedere il popolo di Dio, il suo Corpo Mistico, consegnato nelle mani del nemico, il suo gregge condotto dai cattivi pastori tra vipere e rovi, mentre coloro che aveva scelto come prediletti, i suoi consacrati, continuano a prestarsi al compromesso progressista. </p>
<p>La Radice robusta di Davide si fa strada tra i sassi: rocce enormi, durissime, ma non indistruttibili. Il Forte non si &egrave; addormentato, e attende il momento di uscire come Sposo dal suo talamo (v. Sal 18, 6), sollevando alta la testa (Sal 109, 7), finch&eacute; tutti i suoi nemici siano posti a sgabello dei suoi piedi (Sal 109, 1; Mt 22, 44, ecc.). </p>
<p>Nel frattempo il piccolo resto si fa cosciente, si rafforza nell&rsquo;umiliazione, nella preghiera e nel Sacrificio Eucaristico, tempra le armi nel Vangelo, riacquista sicurezza nella solida dottrina tomistica, che non ha alternative e penetra la Parola di Dio con fedelt&agrave;. Il piccolo resto si fa contagioso, si allarga senza far rumore, si stringe attorno alla Roccia, consapevole che chi va contro di essa si sfraceller&agrave; (Mt 21, 44). </p>
<p>Ma io che devo fare? Qual &egrave; la mia vocazione personale in quest&rsquo;ora di totale smarrimento? </p>
<p>Nella storia della Chiesa la confusione non &egrave; mai mancata. Ges&ugrave; stesso disse: &ldquo;E&rsquo; inevitabile che avvengano scandali&rdquo; (Mt 18, 7), e gli Apostoli mettevano in guardia i primi credenti dai falsi profeti. Anche al tempo di San Tommaso d&rsquo;Aquino c&rsquo;erano pensatori che pensavano male e scrivevano peggio. Tommaso per&ograve; si impose nella Chiesa per una dottrina, confermata dalla santit&agrave;, che aveva il pregio di una profondit&agrave; e precisione insuperata, tanto che lo stesso Vaticano II, sette secoli dopo, rimanda alla sua dottrina per discernere con sicurezza il buon grano dal loglio. </p>
<p>Nostro compito &egrave; portare chiarezza. Chiarezza di dottrina, innanzi tutto. Possiamo compatire coloro che sbagliano, ma la nostra vocazione non &egrave; di portar fumo dove c&rsquo;&egrave; fumo. E ce n&rsquo;&egrave; tanto, troppo nella Chiesa. </p>
<p>La nostra fiducia &egrave; la profondit&agrave;: &egrave; scavare pi&ugrave; a fondo, rimettere in luce ci&ograve; che &egrave; calato nella tenebra. La verit&agrave; &egrave; una, ma non &egrave; conosciuta, non &egrave; accettata. Per&ograve; la Verit&agrave; &egrave; paziente, e viene a galla ad onta di tutto. </p>
<p>La profondit&agrave; &egrave; nel Vangelo, letto alla luce dello Spirito Santo e del Magistero della Chiesa, quello di sempre, non di certe spensieratezze ecumeniche. Scavando in questo solco, siamo sicuri che non perdiamo tempo e diamo agli altri quello di cui hanno maggior bisogno. A volte basta un santo, un pensatore sano e profondo per stroncare indirizzi aberranti. </p>
<p>La nostra miniera d&rsquo;oro non sono i sapienti del mondo, cos&igrave; confusi e smarriti. Non sono le idee peregrine dei media, non &egrave; il fascino falso della mondanit&agrave;: il mondo &egrave; tutto sotto il maligno (1 Gv 5, 19), che &egrave; menzognero e omicida. Le speranze politiche sono annientate dai fatti. Altre certezze sono sabbie mobili.</p>
<p>&nbsp;Noi abbiamo la guida nella Parola di Dio: &ldquo;Se siete costanti nella mia Parola - ci assicura Ges&ugrave; -, conoscerete la Verit&agrave;, e la Verit&agrave; vi far&agrave; liberi&rdquo; (Gv 8, 31s). &ldquo;Le mie parole sono Spirito e Vita&rdquo; (Gv 6, 64). Se vogliamo una conferma della verit&agrave;, l&rsquo;abbiamo nell&rsquo;essere perseguitati. </p>
<p>Non perdiamo tempo. La Parola di Dio rimane in eterno, e in essa abbiamo la sicurezza di non lavorare invano. </p>
<p>Vogliamo portare luce in questa selva oscura? Non portiamo fumo dove ce n&rsquo;&egrave; gi&agrave; troppo. Portiamo il Vangelo scavato pi&ugrave; a fondo. </p>
<p><strong>La prima Carit&agrave;, la pi&ugrave; indispensabile, &egrave; la Verit&agrave;. Senza la Verit&agrave;, la stessa Carit&agrave; va in dissoluzione. </strong></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=120]]></link>
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	<dc:date>2010-09-15T15:05:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il "dialogo" ossessione postconciliare]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L&rsquo;attuale momento ecclesiale &egrave; infestato da una parola che diventa sempre pi&ugrave; ossessiva: la parola Dialogo. Entra in tutte le salse postconciliari veicolata da prediche, riviste, proclami, rinnovamenti istituzionali come ultima scoperta dei rapporti con chiese, religioni, istituzioni. Ma corrisponde davvero al pensiero di Ges&ugrave; nei confronti di coloro che non sono ancora entrati nel Regno di Dio? Oppure nasconde un senso di confusione, di appiattimento del messaggio evangelico, di smarrimento nel clima di inammissibile ecumenismo che ritiene vie di salvezza tutte le religioni come agli incontri di Assisi? </p>
<p>Che ne pensa Ges&ugrave; nel Vangelo? </p>
<p><strong>&ldquo;Predicate il Vangelo&rdquo;</strong> </p>
<p>L&rsquo;Evangelista Marco conclude il Vangelo con la missione trasmessa da Ges&ugrave; agli Apostoli con questo comando: &ldquo;Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crede e si fa battezzare sar&agrave; salvo, chi non crede sar&agrave; condannato&rdquo; (Mc 16, 15s). </p>
<p>Il comando di Ges&ugrave; &egrave; tradotto in greco con il verbo keruzate, che deriva dal termine kerux, il banditore inviato dal re ad annunciare il suo arrivo o i suoi decreti. Quindi keruzate assomma il senso di convocate, bandite, proclamate, annunziate ad alta voce in modo che tutti sentano. Il Vangelo &egrave; kerigma, Annunzio: Lieto Annunzio. </p>
<p>Lo ribadisce Ges&ugrave; stesso in un altro passo notevole: &ldquo;Ci&ograve; che Io vi dico nelle tenebre, voi ditelo in piena luce, e ci&ograve; che vi si dice all&rsquo;orecchio, predicatelo sopra i tetti&rdquo; (Mt 10, 27; v. anche Lc 12, 2). </p>
<p>Il dialogo non si addice alla Parola di Dio: ne sminuirebbe l&rsquo;origine divina, l&rsquo;assolutezza, l&rsquo;incontrastabilit&agrave;. Dio non si mette sullo stesso piano dell&rsquo;uomo a discutere sulla verit&agrave;: la Verit&agrave; &egrave; Lui stesso (v. Gv 14, 6), e l&rsquo;uomo decaduto non &egrave; capace di sicurezza nella verit&agrave;. Esiste un pronunciamento del Magistero caduto in dimenticanza che dice: &ldquo;Si deve attribuire alla Rivelazione che nelle cose divine ci&ograve; che per s&eacute; non &egrave; impervio alla ragione umana, nell&rsquo;attuale condizione del genere umano possa essere conosciuto con facilit&agrave;, ferma sicurezza e senza mescolanza di errori&rdquo; (Vaticano I, Dz 1786). In parole semplici, la Rivelazione divina &egrave; indispensabile per conoscere la Verit&agrave;. </p>
<p>L&rsquo;uomo non pu&ograve; competere con Dio mediante un dialogo chiarificatore. Pu&ograve; soltanto inginocchiarsi in ascolto di ci&ograve; che lo Spirito dice alle Chiese (Ap 2, 7). </p>
<p>La proclamazione del Vangelo ha un&rsquo;efficacia garantita dalla grazia di Dio che dispone ad accoglierla, e Ges&ugrave; manifesta la sua gioia nel vederla accolta dagli umili: &ldquo;Ges&ugrave; esult&ograve; con allegrezza per virt&ugrave; dello Spirito Santo e disse: &lsquo;Io Ti lodo e Ti ringrazio, o Padre, Signore del Cielo e della terra, che hai tenuto nascoste queste cose ai saggi e agli scaltri, e le hai rivelate ai semplici. S&igrave;, o Padre, perch&eacute; cos&igrave; &egrave; piaciuto a Te. Ogni cosa &egrave; stata data a Me dal Padre mio, e nessuno conosce il Padre e il Figlio se non il Padre, n&eacute; chi &egrave; il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo&rsquo;&rdquo; (Lc 10, 21s). Parole misteriose che confermano la forza del Vangelo, la sua origine celeste, la necessit&agrave; della grazia per accoglierlo. </p>
<p><strong>Non dialogo, ma annunzio</strong> </p>
<p>Il dialogo pu&ograve; avere un valore interlocutorio, di chiarimento e di reciproca conoscenza, quindi non &egrave; da escludersi per principio. Pu&ograve; disporre all&rsquo;accoglienza del Vangelo. E&rsquo; preevangelizzazione. </p>
<p>Il dialogo &egrave; comunicazione, ma non comporta per s&eacute; un cambiamento degli interlocutori. Si conosce il pensiero altrui, ma non necessariamente lo si condivide. </p>
<p>L&rsquo;annuncio evangelico invece esprime un intervento di Dio che esige di essere accettato e mira al cambiamento di mente, o met&agrave;noia: metanoeite, cambiate mente, cambiate costumi, convertitevi. E&rsquo; la prima esortazione del Battista (Mt 3, 2) e di Ges&ugrave; stesso (Mt 4, 17). </p>
<p>Ad Atene l&rsquo;Apostolo Paolo imposta il suo discorso a dialogo, diremmo culturale, e ricorda come gli ateniesi hanno un altare al Dio Ignoto, che potrebbe bene adattarsi al Dio del Vangelo, ma la reazione &egrave; deludente: &ldquo;Udendo parlare di risurrezione dei morti, alcuni si misero a beffarlo, e altri dissero: &lsquo;Su questo ti udremo un&rsquo;altra volta&rsquo;&rdquo;. Paolo si ritir&ograve;, ma alcuni si unirono a lui e credettero, come Dionigi l&rsquo;Areopagita, Damaride e qualche altro (At 17, 15s). </p>
<p>Paolo comprese chiaramente come le conversioni non erano frutto di sublimit&agrave; di eloquio, ma della grazia di Dio, che salva i credenti mediante &ldquo;la stoltezza della predicazione&rdquo;: &ldquo;Noi predichiamo Cristo Crocifisso, che &egrave; uno scandalo per i giudei, una stoltezza per i pagani, ma per quelli che da Dio sono chiamati&hellip;&egrave; potenza di Dio e sapienza di Dio&rdquo; (si rilegga il magnifico brano di 1 Cor 1, 18s). </p>
<p>Ges&ugrave; stesso, che &egrave; venuto come segno di contraddizione (Lc 2, 24s), spartiacque tra il bene e il male, si imbatte continuamente tra chi lo accetta e chi lo rifiuta. Il Vangelo di Giovanni &egrave; particolarmente sensibile a questo aspetto, che ha momenti acuti nella proposta del Pane di Vita a Cafarnao e soprattutto nella Passione. Ricordiamo: &ldquo;Gli uni dicevano &lsquo;E&rsquo; uomo dabbene&rsquo;; gli altri replicavano: &lsquo;No, anzi travia la gente&rsquo;&rdquo; ( Gv 7, 12s; v. anche Gv 2, 23s; 4, 39s; 5, 16s; 6, 26s, 59s; ecc.). </p>
<p>Di fronte a queste eventualit&agrave;, Ges&ugrave; non deflette, ma ribadisce le sue parole. Non vuole compromessi, rifiuta gli equivoci: &ldquo;Il vostro dire sia s&igrave; s&igrave;, no no: il di pi&ugrave; &egrave; dal maligno&rdquo;(Mt 5, 37). A Cafarnao, osservando i molti discepoli che Gli voltano le spalle, provoca gli stessi Apostoli: &ldquo;Volete andarvene anche voi?&rdquo; (Gv 6, 67 ). </p>
<p><strong>Il Vangelo storicizzato</strong> </p>
<p>Il dialogo nasconde un altro enorme guaio del clima attuale: storicizza il Vangelo, lo relativizza, lo considera come probabilit&agrave;, affida le espressioni evangeliche al libero esame. </p>
<p>Si dilata un&rsquo;aperta dissidenza proprio all&rsquo;interno della Chiesa, e lo si vede nel decadimento teologico dei nostri giorni, che tutto rimette in discussione, come se il Signore non avesse assicurato: &ldquo;Cielo e terra passeranno, ma le mie parole non passeranno&rdquo; (Mt 24, 35). </p>
<p>Molti esegeti, roditori della scorza evangelica, si sono affannati a disconnettere i Vangeli nella loro scorza storica, senza capire che la scorza dei Vangeli, ossia ci&ograve; che l&rsquo;esegesi si sforza di analizzare sul piano storico, ha una garanzia nel suo midollo, che &egrave; il contenuto evidentemente soprannaturale. Il postconcilio vive un clima plagiano: ha dimenticato il trattato De Gratia! </p>
<p>Nel Vangelo Ges&ugrave; ha consegnato alla sua Chiesa la sua Parola di Vita (&ldquo;Le mie parole sono Spirito e Vita:Gv 6, 64). &ldquo;Nel suo Vangelo - ripete la Vergine a Medjugorje &ndash; Ges&ugrave; vi ha detto tutto!&rdquo;. L&rsquo;unit&agrave;, la santit&agrave;, la bellezza unica della Rivelazione consegnata da Ges&ugrave; alla Chiesa &egrave; garanzia della sua origine dall&rsquo;Alto. Non esiste nulla di simile sull&rsquo;orizzonte umano. </p>
<p>Quindi le espressioni evangeliche vanno prese alla lettera. Nel linguaggio essenziale, accessibile anche ai pi&ugrave; sprovveduti e al tempo stesso sfida agli intelletti pi&ugrave; elevati, dobbiamo cogliere il disegno unitario di Dio per la nostra Redenzione. </p>
<p>Il detto tradizionale &ldquo;E&rsquo; Vangelo&rdquo; faceva intendere la sua infallibilit&agrave; di fronte alle false affermazioni del mondo, ma oggi &egrave; ancora cos&igrave;? Eppure esiste sotto il cielo altro nome dato agli uomini per il quale possiamo essere salvi? (At 4, 12). </p>
<p>Il Vangelo non &egrave; un&rsquo;accozzaglia di detti alla maniera del Talmud o del Corano: &egrave; un diamante indivisibile di verit&agrave; divina. </p>
<p><strong>&ldquo;Scuotete la polvere dai piedi&hellip;&rdquo;</strong> </p>
<p>La proclamazione del Vangelo &egrave; esposta al rischio del rifiuto, come avvenne a Cafarnao e in altri episodi della predicazione di Ges&ugrave;. Ma il Divino Maestro ne ha spiegato la ragione: &ldquo;E&rsquo; lo Spirito che vivifica, la carne non giova a nulla&hellip; Nessuno pu&ograve; venire a Me se non gli &egrave; dato dal Padre&rdquo; (Gv 6, 63s), e anche &ldquo;Nessuno va al Padre se non per Me. Le mie parole sono Spirito e Vita&rdquo; (Lc 10, 21s). </p>
<p>La Parola di Ges&ugrave; &egrave; legata a una sanzione terribile: &ldquo;Chi non creder&agrave; sar&agrave; condannato&rdquo;. Non &egrave; un richiamo che si possa trascurare impunemente: ha tutto il peso di Parola di Dio ineludibile. Una Chiesa che dubita sullo scrigno di verit&agrave; salvifica che le &egrave; stata consegnata dall&rsquo;alto della Croce, e che con un ecumenismo deviato viene a patti con gli errori enormi professati da religioni pagane e da chiese dissidenti, perde ogni potere conversivo e diventa sinagoga di Satana. </p>
<p>Ges&ugrave; stesso ci offre un insegnamento sul modo di comportarci di fronte a chi non crede. Egli disse agli Apostoli: &ldquo;Se qualcuno non ascolta le vostre parole, nell&rsquo;uscire da quella casa o da quella citt&agrave; scuotete la polvere dai vostri piedi. In verit&agrave; vi dico che nel giorno del giudizio Sodoma e Gomorra avranno sorte pi&ugrave; tollerabile che quella citt&agrave;&rdquo; (Mt 10, 14s; v. anche Mc 6, 1s; Lc 9, 5; 10, 11; At 13, 51). </p>
<p>Questa terribile minaccia ci fa intendere come l&rsquo;annunzio del Vangelo &egrave; dotato di una grazia che &egrave; sacrilego respingere. </p>
<p>Quindi non perdiamo tempo a dialogare, alla maniera dei Testimoni di Geova: se non ci ascoltano, facciamo come gli Apostoli che si rivolgevano ad altri. Nella parabola del banchetto regale Ges&ugrave; insegna che se i grandi non rispondono all&rsquo;invito, dobbiamo rivolgerci ai poveri e sprovveduti che attendono lungo le siepi dello smarrimento e dell&rsquo;emarginazione. </p>
<p>Occorre quindi tornare alla purezza della predicazione evangelica. </p>
<p>Il movimento di Assisi &egrave; una deviazione enorme dal Vangelo: si snoda sotto il segno massonico dell&rsquo;apostasia, &egrave; seduzione di Satana, anche se per un incomprensibile accecamento teologico si fregia della protezione di guide della Chiesa. L&rsquo;ecumenismo di Assisi nel suo spensierato buonismo non tiene conto dell&rsquo;origine e dell&rsquo;indole satanica delle deviazioni religiose quale appare dai loro frutti. Mai la storia della Chiesa si &egrave; macchiata di tanto smarrimento, che assume oggi dimensioni universali. </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=119]]></link>
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	<dc:date>2010-09-01T14:22:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA["In Spirito Santo e fuoco"]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Lo Spirito Santo nella Scrittura viene raffigurato con vari simboli: di Vento o Soffio per indicarne l&rsquo;onnipresenza spirituale (Gn 1, 2; v. Gv 3, 8; 20,22 soffiato sugli Apostoli dal Risorto; At 2, 1s), di Colomba per indicarne la soavit&agrave; (Mt 3, 16; v. anche 1 Re 19, 12). </p>
<p>Egli &egrave; lo Spirito di Verit&agrave; che porta alla verit&agrave; intera (Gv 16,13), &egrave; il Paraclito (Advocatus), inviato come Confortatore (Gv 14, 15, 25; 16, 7), che parler&agrave; nei perseguitati davanti ai giudici (Mc 13, 11 e Parr.). </p>
<p>Lo Spirito Santo &egrave; inviato soprattutto come Fuoco: il Battista annunzia Ges&ugrave; come colui che battezzer&agrave; in Spirito Santo e Fuoco (Mt 3, 11), a Pentecoste lo Spirito discende sugli Apostoli in lingue spartite come Fuoco (At 2, 3). </p>
<p>Nel Fuoco la letteratura cristiana ravvisa il fervore dello spirito, l&rsquo;amore (Spirito di Amore), l&rsquo;attitudine a fondere in unit&agrave;, come recita l&rsquo;Ufficio divino all&rsquo;Ora Matutina: O Spirito Paraclito&hellip; il tuo fuoco ci unisca in un&rsquo;anima sola. </p>
<p>L&rsquo;immagine del Fuoco evidenzia la sua attitudine a unire, a fondere insieme. </p>
<p>La sua natura di Spirito Fonditore appare anzitutto in seno alla Santissima Trinit&agrave;, nella quale il Padre e il Figlio sono Uno in forza dello Spirito che hanno insieme, e che li fonde come specchio reciproco: &ldquo;Egli mi glorificher&agrave;, perch&eacute; ricever&agrave; di ci&ograve; che &egrave; mio per annunziarlo a voi; &egrave; mio tutto quanto ha il Padre&rdquo; (Gv 16, 14). </p>
<p>Nel Fuoco dello Spirito Santo si compie la fusione di Dio con l&rsquo;Umanit&agrave; tramite l&rsquo;Incarnazione del Verbo: l&rsquo;Angelo infatti disse a Maria: &ldquo;Lo Spirito Santo verr&agrave; sopra di te, e la potenza dell&rsquo;Altissimo ti coprir&agrave;, perci&ograve; anche il Santo che nascer&agrave; sar&agrave; chiamato Figlio di Dio&rdquo; (Lc 1, 35); cos&igrave; Maria si trov&ograve; incinta per virt&ugrave; dello Spirito Santo (Mt1, 18, ), ed &egrave; opera dello Spirito Santo ci&ograve; che in lei &egrave; generato (Mt 1, 20). Il grembo di Maria, Madre di Dio, &egrave; la fornace purissima in cui il Fuoco dello Spirito Santo ha fuso il Figlio di Dio nel Figlio dell&rsquo;Uomo perch&eacute; abitasse in mezzo a noi. Dante canta a Maria: &ldquo;Nel ventre tuo si raccese l&rsquo;Amore / per lo cui caldo nell&rsquo;eterna pace / cos&igrave; &egrave; germinato questo Fiore: Ges&ugrave;. </p>
<p>Nel Fuoco Fonditore dello Spirito Santo si compie infine la fusione del Corpo Mistico: &ldquo;Che tutti siano Uno come Tu, Padre in Me e Io in Te&rdquo; (Gv 17, 21); &ldquo;Un solo corpo siamo noi, quantunque molti, perch&eacute; partecipiamo di un unico Pane e siamo imbevuti di un unico Spirito&rdquo; (1 Cor 11, 17; 12, 13), il quale distribuisce nel Corpo Mistico i suoi doni come a Lui piace (1 Cor 12, 17), e santifica gli stessi nostri corpi come Tempio dello Spirito Santo (1 Cor 6, 19). </p>
<p>Come Fuoco Fonditore lo Spirito Santo fa s&igrave; che chi si unisce al Signore, fa un solo Spirito con Lui (1 Cor 6, 17). </p>
<p>Si tratta di una fusione di grazia operata dallo Spirito mediante i Sacramenti (&ldquo;Battezzer&agrave; in Spirito Santo e fuoco&rdquo;; &ldquo;Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi&rdquo;, ecc.). </p>
<p>Questa configurazione esistenziale che ci rende partecipi della natura divina (2 Pt 1, 4) comporta tutta una configurazione spirituale operata dallo Spirito Santo in modo che abbiamo in noi lo stesso sentire che &egrave; in Cristo Ges&ugrave; (Fp 2, 5). E&rsquo; in grazia del Fuoco Fonditore dello Spirito Santo che si realizza la nostra fusione spirituale con Cristo fino a conformarci a Lui nel modo di pensare, giudicare, agire, cos&igrave; che come l&rsquo;Apostolo possiamo dire: &ldquo;Non sono pi&ugrave; io che vive, ma &egrave; Cristo che vive in me&rdquo; (Gal 2, 20). </p>
<p>Lo Spirito Santo supplisce alla nostra insufficienza perch&eacute; noi non sappiamo che cosa chiedere come conviene, ma lo Spirito lo implora per noi con gemiti inesprimibili, e Colui che scruta i cuori sa quale sia l&rsquo;anelito dello Spirito, sa che Egli prega per i santi come Dio vuole (Rm 8, 26s). E nessuno pu&ograve; dire Ges&ugrave; Signore se non per lo Spirito Santo (1 Cor 12, 2). </p>
<p>L&rsquo;apostolo Paolo illustra l&rsquo;intera opera dello Spirito Santificatore nella dottrina della configurazione. </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=118]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=118</guid>
	<dc:date>2010-08-30T19:16:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA["Chi come Dio?"]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il dialogo con la Samaritana si conclude con la sua richiesta di un chiarimento: “I nostri padri hanno adorato su questo monte, voi invece dite che il luogo dove bisogna adorare &egrave; Gerusalemme”. </p>
<p>Al dilemma Ges&ugrave; risponde: “Voi adorate ci&ograve; che non conoscete, noi adoriamo ci&ograve; che conosciamo, perch&eacute; la salvezza viene dai giudei. Ma si avvicina l’ora, anzi gi&agrave; ci siamo, che i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verit&agrave;. Poich&eacute; tali il Padre vuole i suoi adoratori. Dio &egrave; spirito, e coloro che lo adorano devono adorarlo in Spirito e Verit&agrave;” (Gv 4, 19s). </p>
<p>L’incontro tra Ges&ugrave; e la samaritana avviene presso il pozzo di Giacobbe, un pozzo di 39 metri che al patriarca dovette costare una fatica notevole. Il luogo ricorda una storia particolare: Giacobbe in quelle vicinanze ebbe la visione della scala su cui gli angeli scendevano e salivano, e al risveglio esclam&ograve;: “Quanto &egrave; venerando questo luogo! Non &egrave; che Tempio di Dio e Porta del Cielo!” (Gn 28, 17s). Giacobbe vi eresse un altare e diede al luogo il nome di Bet-El, ossia Casa di Dio, e decise: “Terr&ograve; il Signore per mio Dio”. </p>
<p>Alla morte di Salomone, Geroboamo, usurpatore del suo regno, eresse a Betel un tempio che fosse il centro religioso idolatrico della Samaria, finch&eacute; fu distrutto dal riformatore Giosia. </p>
<p>La samaritana pone quindi a Ges&ugrave; il dilemma di fondo della religione vera, chi adorare, e Ges&ugrave; le risponde con chiarezza, richiamando l’intera Rivelazione e la via giusta della salvezza, che viene dai giudei. Con un ritocco di grande importanza sul modo di adorare, non pi&ugrave; legato a un luogo ma a un atteggiamento interiore, Ges&ugrave; le insegna: “I veri adoratori adoreranno Dio in Spirito e Verit&agrave;”. </p>
<p><strong>Adorazione radice del culto</strong> </p>
<p>L’adorazione &egrave; l’atto fondamentale del culto dovuto a Dio. E’ il riconoscimento primordiale della distanza incolmabile che esiste tra Dio e gli esseri creati, angeli, uomini e tutto il resto. Dio &egrave; Colui che E’ , Colui al quale l’Essere appartiene per essenza, Cuius essentia est esse, che non pu&ograve; non esistere, mentre noi siamo contingenti, ossia precari: abbiamo cominciato ad essere e siamo sostenuti dall’atto creativo di Dio. Il resto non esiste se non in forza di Lui, della sua potenza creatrice. </p>
<p>La Scrittura ci informa del primo avvenimento angelico: agli inizi della creazione Lucifero non riconobbe la sovranit&agrave; di Dio. L’Arcangelo Michele lott&ograve; contro Lucifero e gli angeli ribelli, e sconfisse Lucifero. Il suo nome significa “Chi come Dio?”. </p>
<p>Dio solo &egrave; il Creatore e Signore di quanto esiste, ed esige questo riconoscimento in quanto &egrave; Verit&agrave;: l’adorazione &egrave; il riconoscimento radicale della sua gloria, e giustamente Dio dice: “La mia Gloria non la do ad altri” (Is 42, 8). </p>
<p><strong>L’adorazione &egrave; amore.</strong> </p>
<p>La parola adorare viene dal latino ad os, alla bocca, e indica il gesto di portare la mano alla bocca per baciare, quindi indica amore. L’adorazione in radice &egrave; amore di Dio, e racchiude in s&eacute; tutti gli atti di amore verso Dio. </p>
<p><strong>L’adorazione &egrave; contemplazione.</strong> </p>
<p>Noi non possiamo dare nulla a Dio che non ci venga da Lui stesso. Possiamo solo riconoscere che Lui &egrave; la fonte di ogni bene. In radice quindi l’adorazione &egrave; anche conoscenza, contemplazione. I beati del Paradiso contemplano estasiati la bellezza, la grandezza e tutte le meraviglie di Dio, e ne rimangono illuminati. Il loro canto &egrave; silenzio contemplativo, &egrave; stupore contemplativo. </p>
<p>Anche su questa terra l’adorazione parte dalla conoscenza di Dio, ed &egrave; tanto pi&ugrave; profonda quanto meglio si conosce Dio. Per adorare Dio in Verit&agrave; bisogna avere un concetto vero di Dio stesso, che non si &egrave; manifestato ai dissidenti sul monte Garizim ma ai giudei sul Sion, e nel Nuovo Testamento in Ges&ugrave; che &egrave; Verit&agrave;, grazie allo Spirito di Verit&agrave; effuso da Cristo stesso. Bisogna avere la beatitudine di un cuore puro che consente di vedere Dio (Mt 5, 8). </p>
<p><strong>“Mi sono trovato fatto”</strong> </p>
<p>L’adorazione &egrave; un dovere personale che rinnoviamo ogni mattino quando preghiamo: “Vi adoro, mio Dio e Vi amo con tutto il cuore”. Riflettendo sul nostro essere, noi ci troviamo fatti, ma non sappiamo come.</p>
<p>Non sappiamo come da un seme quasi invisibile penetrato nell’ovulo materno si sia sviluppato un organismo cos&igrave; complesso come il nostro corpo con le sue ossa, i vasi sanguigni, le nervature, il cuore pulsante, e come l’anima influisca sul corpo, in modo che possiamo governare anima e corpo su nostra iniziativa. Non sono capace di far sorgere un pelo, un dente o un’unghia. Non so come io possa vedere, udire, percepire, gustare. Non so che cosa sia la stessa materia: il suo essere profondo mi &egrave; ignoto. Sono cosciente di ci&ograve; che penso, so di avere un’anima, ma non conosco il suo essere misterioso. Posso disporre di qualcosa del mio divenire, fare le mie scelte. Ma l’essere Dio lo tiene saldamente in pugno, nel suo eterno segreto. </p>
<p>Sono riflessioni di ogni uomo, che portano inevitabilmente a riconoscere una Causa del nostro mistero personale contro la quale possiamo accanirci come calabroni di fronte alla lampada fino a bruciarci gli occhi: &egrave; il peccare contro la Luce che apre la strada a tutti gli altri peccati (V. Rm 1, 18s). </p>
<p>Giustamente il Salmista pone a fondamento dell’adorazione queste parole: </p>
<p>“Signore, Tu mi scandagli e conosci… Dove potrei sottrarmi al tuo spirito, dove sfuggire alla tua presenza?…Tu hai composto le mie viscere, mi hai formato nel grembo di mia madre. I tuoi occhi vedevano le mie vicende, che nel tuo libro erano tutte scritte coi giorni in cui dovevano prodursi, quando non ne esisteva neppure uno… Scandagliami, o mio Dio, e riconosci il mio cuore…E guidami per la via dell’eternit&agrave;” (Sal 138, 1s). </p>
<p>Adorare &egrave; riconoscere la mia totale dipendenza da Dio e sottomettermi al suo disegno di amore. </p>
<p><strong>Ges&ugrave; primo Adoratore</strong> </p>
<p>Il primo e grande adoratore &egrave; Cristo Signore. Come Figlio del Padre e suo Verbo eterno non pu&ograve; essere in disaccordo col Padre, avendo lo stesso Spirito del Padre. E “nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo” (Lc 10, 22). </p>
<p>L’adorazione &egrave; il motivo dell’Incarnazione del Verbo. Assumendo la natura umana il Figlio di Dio dice: “Mi hai foggiato un corpo: eccomi, o Dio, a fare il tuo volere, come &egrave; scritto per Me” (Eb 10, 5s). Conoscendo la perfezione del Padre, il Figlio decide di adorarlo non solo come Dio, ma anche come uomo, riepilogando in S&eacute; l’intera creazione. E lo fa in modo cos&igrave; profondo da assumere sulle proprie spalle i peccati dell’intero creato, Angeli compresi, e le pene ad essi dovute: </p>
<p>“Si addoss&ograve; i nostri malanni, si caric&ograve; dei nostri dolori… Fu trafitto per i nostri misfatti, calpestato per le nostre colpe. La punizione per noi salvifica fu inflitta a Lui, e le sue piaghe ci hanno guariti… Ma piacque al Signore che il calpestato e trafitto dando la sua vita in espiazione godesse di una discendenza duratura... (Is 53, 4s). </p>
<p>Non c’&egrave; adorazione profonda come quella di Cristo in croce: “Pur sussistendo nella natura di Dio…, umili&ograve; se stesso facendosi obbediente fino alla morte, e alla morte in croce” (Fp 1, 5s). E in questa adorazione ripara i peccati di tutto il mondo, angelico e umano. </p>
<p>Non &egrave; un’adorazione soltanto contemplativa, ma fatta di sottomissione fino al sangue, di obbedienza che ripara tutte le disobbedienze delle creature. “Bench&eacute; fosse Figlio, dai patimenti sofferti conobbe a prova la sottomissione, e reso perfetto divenne causa di salvezza eterna per tutti i sottomessi a Lui” (Eb 5, 8). </p>
<p>L’adorazione nostra ha il suo necessario compimento nelle opere, nell’esecuzione perfetta della volont&agrave; di Dio. Non pu&ograve; sussistere col peccato, sia pure piccolo. </p>
<p>A volte l’adorazione si fa indignazione, come nello scontro di Michele con Satana: “Chi come Dio?”. Oppure come quando Ges&ugrave; impugna la frusta contro i venditori del tempio e rovescia i banchi dei cambiavalute. Non ci meraviglia quindi la severit&agrave; di Padre Pio con certi peccatori, o la riprensione di Fra Cecilio al suo padre provinciale che non faceva il proprio dovere. I santi non sono morbidi, ma vigorosi difensori dei diritti di Dio contro ogni mancanza di rispetto. </p>
<p><strong>Maria prima Adoratrice</strong> </p>
<p>Eletta da Dio a Madre Immacolata del Verbo, Maria supera ogni altra creatura per la sua singolare dignit&agrave;. </p>
<p>Lo ha adorato con la sua umilt&agrave; all’annuncio dell’Angelo: “Ecco la serva del Signore: si faccia di me secondo la sua Parola”. </p>
<p>Lo ha adorato accogliendolo alla nascita a Betlemme come suo Figlio. </p>
<p>Lo ha adorato nella intimit&agrave; materna di Nazaret. </p>
<p>Lo ha adorato soprattutto ai piedi della croce come Corredentrice pienamente partecipe all’offerta sacrificale del suo Figlio. </p>
<p>Lo ha adorato tra gli Apostoli e la prima comunit&agrave; cristiana come Madre della Chiesa nella preghiera pentecostale. </p>
<p>Lo adora in Cielo come Regina degli Adoratori celesti, Angeli e Santi, e di tutti coloro che sulla terra adorano Dio in Spirito e verit&agrave;. </p>
<p><strong>Il rifiuto di adorare</strong> </p>
<p>Il libro di Isaia si apre con questo lamento: “Udite, o cieli, ascolta, o terra, che parla il Signore! Ho fatto grandi dei figli, li ho innalzati, ed essi mi sono ribelli! Il bue conosce il suo padrone, e l’asino la greppia del suo possessore, ma Israele non ha conoscenza, il mio popolo non mi intende!” (Is 1, 1s). </p>
<p>Gli fa eco Geremia che esclama: </p>
<p>“Stupite, o cieli, di questa cosa, e inorriditene al sommo: due mali ha commesso il mio popolo:hanno abbandonato Me, fonte di acqua viva,per scavarsi delle cisterne screpolate che non tengono l’acqua” (Ger 2, 12s). </p>
<p>Non possono essere adoratori coloro che non riconoscono Dio e vivono nel peccato: l’Apostolo li rimprovera perch&eacute;, pur conoscendo Dio per l’impronta indistruttibile impressa da Dio creando l’uomo a sua immagine e somiglianza, e il cosmo che lo sostiene, non lo onorarono come Dio, n&eacute; gli resero grazie, ma vaneggiarono nei loro pensieri, e la loro mente ottusa ne rimase ottenebrata (Rm 1, 18s). </p>
<p>Il primo frutto dell’ateismo &egrave; la deformazione della mente, che diventa ostile alla Verit&agrave;. Dio ha impresso nell’uomo una legge inesorabile: che ognuno sia premio o castigo a se stesso secondo il suo modo di agire. Che cosa ottiene chi si nasconde alla verit&agrave;, se non che la Verit&agrave; si nasconde a lui? Il primo castigo del peccato &egrave; il peccato stesso, perch&eacute; deforma nell’uomo l’immagine di Dio, la sua dignit&agrave;. La deformazione pi&ugrave; profonda dell’uomo &egrave; l’ateismo, perch&eacute; inquina le radici dell’essere umano, la sua dipendenza da Dio. Il resto viene da s&eacute;, per terribile automatismo. Ci&ograve; appare oggi in dimensioni cos&igrave; vistose, da provocare un senso di terrore. </p>
<p><strong>L’ateismo e’ peccato contro il Creatore.</strong> </p>
<p>Vediamo l’accanimento degli atei nel negare l’intervento creativo di Dio nel cosmo. </p>
<p>Tutto porta a intravvedere nell’interdipendenza degli esseri naturali l’intuito unitario della mente divina nel creare il mondo. </p>
<p>L’evoluzione &egrave; un fatto globale molto pi&ugrave; esteso di quanto pensino i materialisti, e ha inizio dal Fiat che ha dato origine, come ci insegnano gli scienziati, agli ammassi di materia fortemente concentrata dall’energia gravitazionale dalla quale esplode la luce. Il moto ondulatorio che caratterizza l’espansione della luce e le vibrazioni dell’etere, dell’aria e dell’acqua, e rende possibili le trasmissioni radiotelevisive e sonore, agisce in profondit&agrave; sugli elementi materiali in modo che non &egrave; possibile comprendere con esattezza il loro influsso sui viventi. Nulla avviene a caso, anche per leggi statistiche, e tutto rivela l’intelligenza insondabile che dirige ogni cosa con precisione al miliardesimo di miliardesimi. </p>
<p>Il racconto del Genesi, rivolto ai semplici in parole comprensibili, enunzia una successione di tempi che corrisponde alle grandi epoche della creazione confermate dalle scienze: all’inizio la sistemazione degli elementi materiali (luce, acque, ammassi materiali); poi il regno vegetale; poi gli animali; infine l’uomo. </p>
<p>E’ un fatto incontestabile che le energie fondamentali accompagnano l’intero sviluppo degli elementi. Senza l’energia gravitazionale tutto si disintegrerebbe nel caos. La fotosintesi, che investe l’intero regno vegetale e indirettamente l’intero regno animale, non sarebbe possibile senza l’energia luminosa e gli elementi gi&agrave; approntati dalle trasformazioni atomiche precedenti (acqua, ossigeno, carbonio…). </p>
<p>L’evoluzione darwiniana delle specie viventi &egrave; contestata soprattutto dai biologi, che constatano l’immutabilit&agrave; del DNA fin dal primo apparire. Certe affermazioni evoluzionistiche, a chi conosce le scienze, appaiono semplificazioni da analfabeti. </p>
<p>Per una legge di compensazione che porta inconsciamente l’uomo a cercarsi dei surrogati alla verit&agrave; rifiutata, al rifiuto dell’adorazione di Dio subentra l’adorazione degli idoli e dell’io con tutte le vergognose aberrazioni morali ricordate da Paolo (Rm 1, 22s). </p>
<p><strong>L’ateismo &egrave; peccato contro la Redenzione, contro l’Amore.</strong> </p>
<p>Chi rifiuta Dio Creatore, maggiore difficolt&agrave; trova nell’accettare il mistero della Incarnazione del Verbo e della sua morte in croce, mistero insondabile dell’amore infinito di Dio e della sua Sapienza, che supera la nostra intelligenza quanto il cielo supera la terra (Is 55, 9; v. 1 Cor 1, 16s ). “Per Lui create, a Lui sono destinate tutte le cose, e tutto sussiste in Lui” (Col 1, 15s). </p>
<p>Il Vangelo non &egrave; parola di uomo. Anche se la sua origine &egrave; storicamente ben documentata, la sua indole soprannaturale &egrave; dimostrata dal suo contenuto: “Dai frutti si giudica l’albero”, ci insegna Ges&ugrave;. L’Evangelista Giovanni non si trattiene in dimostrazioni, ma dice perentoriamente: “Chi &egrave; mentitore, se non chi nega che Ges&ugrave; sia il Cristo? Costui &egrave; l’Anticristo, colui che nega il Padre e il Figlio” (1 Gv 2, 22). </p>
<p>Come Satana, che &egrave; mentitore e omicida (Gv 8, 44s), coloro che rifiutano Dio non amano neanche l’uomo, come dimostrano le immani tragedie di questo secolo provocate dall’ateismo. Massoni, comunisti, atei hanno ingannato i popoli e li hanno assoggettati alle pi&ugrave; assurde guerre, sofferenze e torture. </p>
<p>La fede in Ges&ugrave; non &egrave; opera d’uomo, ma dono dello Spirito Santo, dato a chi ha rettitudine del cuore. E lo Spirito d&agrave; testimonianza. Ges&ugrave; dice: “Nessuno viene a Me se non &egrave; mandato dal Padre mio” (v. Gv 6, 65s): &egrave; il Padre che crea le disposizioni per credere nel Figlio, ma chi si pone contro Dio chiude gli occhi alla Luce. </p>
<p>L’adorazione quindi sta alla radice di tutte le virt&ugrave; e i giusti comportamenti nei confronti di Dio, ed &egrave; il compendio della religione vera. Nei veri adoratori che adorano Dio in Spirito e Verit&agrave; il senso dell’adorazione si radica e si sviluppa in un crescente rispetto nei confronti di Dio, dilatando la percezione dell’abisso tra Colui che E’ e tutto ci&ograve; che non &egrave; Dio. La santit&agrave; di un cristiano si misura dal grado di adorazione raggiunto nella vita. </p>
<p>L’adorazione &egrave; umilt&agrave;. L’Apocalisse, che esalta l’umilt&agrave; di Cristo, porta anche l’immagine dei vegliardi che davanti al trono dell’Altissimo stendono a terra la propria corona (Ap 4, 10). </p>
<p><strong>L’adorazione eucaristica</strong> </p>
<p>Soltanto dei superficiali, perdipi&ugrave; succubi di suggestioni massoniche, potevano indurre la Chiesa a un culto eucaristico tanto irrispettoso da portarci al dissolvimento della fede nella Presenza Reale di Ges&ugrave; nell’Eucaristia. </p>
<p>I santi non avrebbero fatto cos&igrave;. </p>
<p>Sant’Ignazio di Loyola, grande convertito, ordinato sacerdote non osava celebrare la Messa e la rimand&ograve; di oltre un anno. Un altro grande del nostro tempo, lo scienziato Enrico Medi, parlando ai sacerdoti diceva: “Sacerdoti, come fate a vivere dopo aver celebrato la Messa?”. Il cancelliere austriaco Dolfuss, fatto assassinare da Hitler, si ritenne indegno di seguire la vocazione sacerdotale. </p>
<p>La vita dei Santi &egrave; ricca di esempi di profonda riverenza di fronte all’Eucaristia. E’ nostro dovere aprire gli occhi e reagire a un costume che in radice distrugge la Fede, il culto dovuto al vero Dio, la Chiesa. Dobbiamo ricuperare quel senso di rispetto che Dio stesso ha impresso fin dalle origini alla sua Creazione, quando l’arcangelo Michele sconfisse Satana e le sue schiere. Non si tratta di emozione, ma di verit&agrave;. </p>
<p>Nessuno &egrave; rispettoso quanto Dio stesso, che ha dato all’uomo il dono della libert&agrave; e non interviene mai a violarla, a costo di lasciare che il peccatore si ribelli contro di Lui, Lo bestemmi, Lo insulti per tutta l’eternit&agrave;. </p>
<p>Dio chiama illuminando. Satana, al contrario, coglie l’uomo in fallo, lo tenta nel suo punto debole, lo inganna, come la seppia diffonde fumo e seduce mediante la confusione. </p>
<p><strong>I segni dell’adorazione</strong> </p>
<p>Al grande mistico +M la Madre di Dio Maria insegna: “Al Signore si va con le braccia aperte e con la fronte chinata fino a terra, per indicare che si accetta da Lui tutto con infinito amore e che si sta in adorazione, perch&eacute; Lui &egrave; Dio e noi siamo delle povere creature” (4.1.91; L 5.2.94). Sono due segni molto espressivi: fronte piegata fino a terra come sottomissione dell’intelligenza alla intelligenza divina, soggezione compensata dal dono inestimabile della Verit&agrave;. braccia aperte come accoglienza della divina volont&agrave; per amore, mente e braccia, pensiero e azione in profonda riverenza verso Dio Creatore e Redentore. </p>
<p>Il primo segno tradizionale della riverenza verso Dio &egrave; piegare il ginocchio, come ricorda Paolo: “Ogni ginocchio deve piegarsi in Cielo, in terra e negli inferi” (Fp 2, 9s; v. anche Col 1, 12s; Ef 3, 8s). </p>
<p>Nella Scrittura &egrave; Dio stesso che nelle numerose teofanie bibliche illumina sul rispetto a Lui dovuto ed interviene nelle numerose teofanie bibliche a indicare i gesti a Lui graditi .</p>
<p>A Mos&egrave; dice: “Levati i sandali, perch&eacute; la terra che calpesti &egrave; santa” (Es 3, 5). Abramo cade bocconi (Gn 17, 1). Giacobbe &egrave; preso da profonda riverenza e innalza un altare (Gn 28, 17s). Isaia trema tra i serafini che si velano il volto (Is 6, 1s). Geremia &egrave; colto da sgomento (Ger 1, 4s). Ezechiele viene corroborato: “Ti do un viso saldo…” (Ez 1, 4s). Daniele &egrave; colto da stupore (Dan 7, 13s, ecc.). Pietro e gli Apostoli cadono in ginocchio (Lc 5, 8, ecc.).… </p>
<p>Dio ci ha donato l’intelligenza per conoscere la verit&agrave;, e la prima Verit&agrave; &egrave; Lui stesso: “Io sono la Via, la Verit&agrave; e la Vita” (Gv 14). </p>
<p>Quanto &egrave; lontano da questi segni l’attuale trattamento di Ges&ugrave; presente nell’Eucaristia! I tabernacoli che sono il cuore pulsante della Chiesa sono emarginati e molti sacerdoti celebrano con l’Eucaristia alle spalle. Gli inginocchiatoi sono stati sostituiti da poltrone, la celebrazione del Sacrificio &egrave; disturbata dal segno di darsi la mano prima della Comunione, la Comunione &egrave; data a mani incoscienti, sacrileghe, traditrici, il ringraziamento della Comunione, a tempo ridotto al minimo, &egrave; fatto seduti e distratto da avvisi del celebrante, da canti o peggio. Tutto insomma porta a esaltare l’uomo come centro della celebrazione e a dissipare il senso della Presenza reale di Ges&ugrave; nell’Eucaristia. </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=117]]></link>
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	<dc:date>2010-08-28T14:07:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I due sigilli]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Riflessione sulle Letture del 20 ottobre 2002, festa della Dedicazione del Duomo di Milano </p>
<p>Prendiamo lo spunto dalla Lettera di Paolo a Timoteo: “Il fondamento gettato da Dio sta saldo e porta questo sigillo: ‘Il Signore conosce i suoi’, e ancora ‘Si allontani dall’iniquit&agrave; chiunque invoca il nome del Signore’” (2 Cor 2, 19s). La Chiesa ha quindi un solido fondamento sigillato.</p>
<p> Il significato del sigillo oscilla tra cosa chiusa, come fu chiusa la tomba di Ges&ugrave; per impedire che la sua salma fosse trafugata, quindi realt&agrave; occulta, mistero nel senso dei sigilli dell’Apocalisse; e dato che il sigillo portava il fregio di chi ne era possessore o garante, il sigillo ha anche il valore di simbolo, marchio, timbro, segno, come le ceralacche che custodivano le pergamene dei re. La Chiesa &egrave; fondata sul mistero, un mistero saldo, e il suo simbolo &egrave; la Croce: Dio riconosce i segnati dalla Croce e rigetta l’iniquit&agrave;.</p>
<p> Scrive Giovanni nell’Apocalisse:</p>
<p> “Alla destra di Colui che sedeva sul trono vidi un rotolo scritto al di dentro e sul dorso sigillato da sette sigilli. Vidi ancora un angelo che bandiva a gran voce: ‘Chi &egrave; degno di aprire il rotolo e di scioglierne i sigilli?’. E nessuno era capace, n&eacute; in Cielo n&eacute; in terra n&eacute; sotto terra di aprire il rotolo e gettarvi uno sguardo. E io piangevo dirotto perch&eacute; non si trov&ograve; nessuno che fosse degno di aprire il rotolo e gettarvi lo sguardo. Ma uno dei vegliardi mi disse: ‘Non piangere! Ecco che il leone della trib&ugrave; di Giuda, il rampollo di Davide, ha vinto, s&igrave; da poter aprire il rotolo e i suoi sette sigilli” (Ap 5, 1s).</p>
<p> La vicenda dell’Apocalisse si svolge intorno ai misteriosi sette sigilli aperti dagli Angeli nel nome dell’Agnello, simbolo di Ges&ugrave;. Egli si fece avanti a prendere il rotolo alla destra di Colui che sedeva sul trono, e tutti i viventi al suo cospetto iniziarono a cantare un canto nuovo: “Degno sei di prendere il rotolo e di aprirne i sigilli, perch&eacute; fosti ucciso e hai riscattato a Dio, con il tuo sangue, anime di ogni trib&ugrave; e lingua, d’ogni popolo e nazione, e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e tanti sacerdoti, e regneranno sopra la terra”.</p>
<p> Il sigillo indica una realt&agrave; chiusa, inaccessibile a chi non ne abbia la chiave, e Ges&ugrave; nell’Apocalisse &egrave; chiamato anche: “Colui che tiene la chiave di Davide, e quando apre nessuno mai chiuder&agrave;, e quando chiude nessuno apre” (Ap 3, 7; v.anche 1, 18; 9, 1), come gi&agrave; aveva preannunciato Isaia (Is 22, 22).</p>
<p> Il sigillo sta quindi a indicare il mistero, la realt&agrave; misteriosa di Dio stesso, inaccessibile alla nostra capacit&agrave; di intendere e di raggiungere. E il Vangelo ci dice: “Nessuno ha mai visto Dio, ma l’Unigenito di Dio che sta nel seno del Padre ce lo ha rivelato” (Gv 1,18). Mistero fondamentale e insondabile &egrave; quindi “Colui che sta al di l&agrave; di tutte le cose” (S. Gregorio Nazianzeno). A Mos&egrave; che chiede di vedere Dio, Dio stesso risponde: “Far&ograve; passare davanti a te tutto il mio bene…, ma non puoi vedere il mio volto, perch&eacute; un uomo non pu&ograve; vedere me e pur vivere” (Es 33, 20). Dio passa e Mos&egrave; vede il suo passaggio alle spalle dal cavo della roccia. Isaia vede il passaggio di Dio nella brezza soave (v. 1 Re 19, 1s). Ma il volto di Dio resta sigillato agli uomini viventi. </p>
<p>Quanto al significato di simbolo, timbro, segno, Ges&ugrave; stesso dice che il Padre ha impresso su di Lui il suo sigillo (v. Gv 6,27), sigillo che &egrave; lo stesso Spirito del Padre. Il segno di Ges&ugrave; a sua volta &egrave; il sangue dell’agnello (Es 12, 13), il tau salvifico (Ez 9, 6), la croce, segno del Figlio dell’Uomo (Mt 24, 30). Tutte realt&agrave; cariche di mistero. </p>
<p><strong>Le realt&agrave; sigillate</strong> </p>
<p>La creazione rimane in gran parte sigillata. Le ricerche continuano a ritmo fortemente accelerato e il progresso tecnologico accresce alle migliaia di scienziati investigatori le possibilit&agrave; di scoperte. Tuttavia rimangono ancora sigillate energie di base quali la luce, la forza di gravit&agrave;, e i processi di fotosintesi e cellulari. La via rimane aperta ai giganti della ricerca in competizione con Colui che tutte queste splendide creature ha lanciato con un'unica intuizione dell’Intelligenza divina. Tutti abbiamo un’anima spirituale, ma che cos’&egrave; l’anima rimane un sigillo inviolabile. </p>
<p>Ma non &egrave; tanto questo progresso che interessa l’uomo in quanto uomo. Leggiamo nel profeta Baruc: “Quanto &egrave; grande la casa di Dio! Quanto &egrave; vasto il luogo del suo dominio. E’ grande e non ha fine, &egrave; alto e non ha misura… L&agrave; nacquero i famosi giganti dei tempi antichi, alti di statura, esperti nella guerra. Ma Dio non scelse costoro e non diede loro la via della saggezza, ed essi perirono per la loro insipienza” (Bar 3, 24s). Quanto &egrave; attuale questo lamento per molti giganti di questo mondo! L’Apostolo parla di uomini che tengono inceppata la verit&agrave; nell’ingiustizia, mentre ci&ograve; che di Dio si pu&ograve; conoscere &egrave; ad essi manifesto” (Rm 1, 18s), perch&eacute; il Verbo &egrave; la Luce che illumina ogni uomo veniente in questo mondo (Gv 1, 9), quindi non esistono atei in buona fede. “Fin dalla creazione del mondo infatti gli attributi invisibili di Dio,come la sua eterna potenza e la sua divinit&agrave;, con la riflessione della mente sulle cose create si ravvisano. Essi quindi sono inescusabili, perch&eacute; pur conoscendo Dio, non lo hanno onorato come Dio n&eacute; gli hanno reso grazie, ma vaneggiarono nelle loro elucubrazioni e si ottenebr&ograve; la loro mente ottusa. Pur vantandosi sapienti, sono diventati stolti” (Rm 1, 20s). </p>
<p>Ma gi&agrave; secoli prima la Sapienza marchia di infamia gli stolti che da natura non seppero riconoscere Dio, e dai beni visibili non seppero intuire Colui che E’, e conclude: “Se tanto giunsero a sapere da potere farsi un’idea dell’universo, come mai non hanno pi&ugrave; agevolmente intravisto il suo Signore?” (Sap 13, 1s). </p>
<p>La torre di Babele, simbolo biblico della superbia umana, si attualizza nelle Torri Gemelle a conferma del sigillo impresso sulla mano destra e sulla fronte dalla Bestia simboleggiata dal numero 666. </p>
<p>Solo Ges&ugrave; pu&ograve; strappare la coltre che copre ancora oggi gran parte del mondo e sciogliere il velo di coloro che ancora giacciono nelle tenebre e nell’ombra della morte (Lc 1, 79). </p>
<p>Chi non porta il sigillo di Dio, cio&egrave; non gli appartiene, &egrave; schiavo di un altro sigillo: quello di Satana. Ges&ugrave; lo ha detto con estrema chiarezza ai giudei del suo tempo: ”In verit&agrave;, in verit&agrave; vi dico: chiunque commette il peccato &egrave; schiavo del peccato… Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Fin dal principio egli &egrave; stato omicida e non stette fermo nella verit&agrave;, perch&eacute; in lui non &egrave; verit&agrave;. Quando dice menzogne parla secondo la sua natura, perch&eacute; egli &egrave; mentitore ed &egrave; il padre della menzogna”(Gv 8, 34, 44s). </p>
<p>Satana impone un sigillo durissimo ai suoi schiavi. Lo vediamo, ad esempio, in quanti sono giocati da Satana nella loro intelligenza incapace di bene e dediti ad ogni genere di vilt&agrave;. Essi sanno che pesa su di loro la condanna dell’Apocalisse, che li definisce “i vigliacchi” (Ap 21, 8), ma non riescono a liberarsi dalla forza di inerzia che li spinge a volere il male per il male. Hanno la possibilit&agrave; di verificare il fallimento tragico delle loro teorie nelle centinaia di milioni di morti e nei fiumi di lacrime suscitate dalla marcia del comunismo nella storia attuale, ma il sigillo di Satana li impedisce di agire diversamente. Respirano vilt&agrave; per gravitazione irresistibile, ne hanno bisogno come l’albero ha bisogno di concime o lo scarabeo stercorario ha bisogno di fogna. Loro lo sanno, nei momenti lucidi annusano il fetore della propria depravazione, ma hanno bisogno che qualcuno abbia il coraggio di ricordarglielo, semmai riescano a liberarsi dallo spirito di stordimento (Rm 11, 8) che ha colpito i loro sigillati cervelli. E’ penoso vedere la profonda devastazione della dignit&agrave; umana in questi infelici, ma il sigillo di Satana &egrave; pi&ugrave; duro del diamante. </p>
<p>Anche la Redenzione rimane per molti sotto sigillo. Ges&ugrave; rimaneva una realt&agrave; sigillata per gli oppositori suoi contemporanei. “Ges&ugrave; passeggiava nel tempio sotto il portico di Salomone. Allora i giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: ‘Fino a quando terrai l’animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente’. Ges&ugrave; rispose loro: ‘Ve l’ho detto e non credete. Le opere che Io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza, ma voi non credete perch&eacute; non siete mie pecore’” (Gv 10, 22s). Essi hanno l’altro sigillo, quello di Satana. Le loro intelligenze sono sigillate dal marchio di Lucifero, che li impedisce di entrare nel Regno di Ges&ugrave;. Il Maestro li smaschera: “Ipocriti, sepolcri imbiancati!…” (Mt 23, 25s); “Guai a voi, dottori della Legge: vi siete impossessati della chiave della scienza, non siete entrati voi e avete impedito coloro che volevano entrare” (Lc 11, 52). </p>
<p>“Non siete mie pecore”: “Non portate il mio sigillo, e Io sono per voi sigillato! “Chi non &egrave; con Me, &egrave; contro di Me, e chi non raccoglie con me, disperde” (Lc 11, 23). Condanna terribile il non appartenere a Ges&ugrave;. E il marchio di Satana &egrave; sempre la superbia che fece dire a Lucifero: “Non serviam”. </p>
<p>Ges&ugrave; ci introduce in un mistero che resta in parte sigillato e fa parte dell’insondabilit&agrave; di Dio: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, e Io le conosco ed esse Mi seguono”. Mi seguono perch&eacute; “il Padre mio me le ha date, e nessuno potr&agrave; rapirle dal Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10, 22s). E’ in forza di questa misteriosa elezione divina, il cui mistero resta sigillato, che si stabilisce la congenialit&agrave; spirituale con Ges&ugrave; e il Padre: “Io sono il Buon Pastore e conosco le mie pecore, e le mie pecore conoscono Me, come il Padre conosce Me e Io conosco il Padre, e per le mie pecore do la mia vita” (Gv 10, 14). </p>
<p>Il mistero di Ges&ugrave; rimane sempre in profondit&agrave; sigillato anche ai santi, perch&eacute; Dio &egrave; infinito. Tuttavia Ges&ugrave; stesso indica la via dritta per conoscerlo in modo progressivo: “Se voi rimanete costanti nella mia Parola sarete veramente miei discepoli, conoscerete la Verit&agrave;, e la Verit&agrave; vi far&agrave; liberi” (Gv 8, 31s).”Quando verr&agrave; Lui, lo Spirito di Verit&agrave;, vi condurr&agrave; alla Verit&agrave; tutta intera. Non vi parler&agrave; da S&eacute; ma vi dir&agrave; quanto ascolta, e vi annunzier&agrave; le cose future. Egli mi glorificher&agrave; perch&eacute; ricever&agrave; di ci&ograve; che &egrave; mio per annunziarlo a voi. E’ mio tutto quanto ha il Padre” (Gv 16, 12s). Magnifico passo trinitario che riguardo al futuro previene la rottura dei sette sigilli dell’Apocalisse. </p>
<p>Le disposizioni per entrare nella Verit&agrave; Sigillata sono chiaramente definite in particolare nei grandi discorsi di Ges&ugrave;: sulle Beatitudini (Mt 5s), sul Pane di Vita (Gv 6, 22s), dell’ultima Cena (Gv 13s). </p>
<p>“Ges&ugrave; esult&ograve; di gioia per virt&ugrave; dello Spirito Santo e disse: ‘Io ti lodo e Ti ringrazio, o Padre, Signore del Cielo e della terra, perch&eacute; hai tenuto nascoste queste cose ai saggi e agli scaltri, e le hai rivelate ai semplici. S&igrave;, o Padre, perch&eacute; cos&igrave; &egrave; piaciuto a Te. Ogni cosa &egrave; stata data dal Padre mio, e nessuno conosce chi &egrave; il Figlio se non il Padre, n&eacute; chi &egrave; il Padre se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo” (Lc 10, 21s). </p>
<p>I segreti di Dio si rivelano agli umili: “Se non vi farete piccoli come fanciulli, non entrerete nel Regno dei Cieli” (Mt 18, 3). </p>
<p>Ci sono gradi diversi di comprensione: “In una casa grande non ci sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche di legno e di coccio” (2 Tm 2, 19s). Tuttavia l’Apostolo esorta ad anelare ai carismi migliori (1 Cor 12, 21), e Lui stesso indica quali. Il migliore &egrave; quello della Carit&agrave; (1 Cor 13, 13), il primo comandamento, perch&eacute; “Dio &egrave; Amore” (1 Gv 4, 8), e l’Amore &egrave; il sigillo dei suoi eletti: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio, perch&eacute; potente come la morte &egrave; l’amore…e le sue fiamme sono fiamme divine” (Cant 8, 6s). Esattamente il contrario del marchio di Satana sulla fronte e sulla mano. </p>
<p>Sul sentiero della carit&agrave; perfetta si sviluppa nella Chiesa il dono mistico, che porta necessariamente il sigillo della Croce, a volte visibile nelle Stigmate, come in Padre Pio. Senza questo segno, non c’&egrave; che illusione, come nei presunti carismatici che oggi vanno diffondendo messaggi a iosa. Il dono mistico tiene sigillato con vigore alla Croce, ma al tempo stesso apre al mistico le cose sigillate di Dio. Il mistico ha un accesso privilegiato al mondo di Dio ed &egrave; innalzato a conoscere Dio, Ges&ugrave;, la Vergine, gli Angeli in modo esperienziale non consentito ad altri, abitualmente con squarci profetici riguardanti il futuro, secondo la promessa di Ges&ugrave;. </p>
<p>La Chiesa porta il sigillo gerarchico di Pietro e il sigillo mistico di Giovanni e di Paolo. Il sigillo gerarchico &egrave; fondato sulla promessa di Ges&ugrave; “Tu sei Pietro e su questa pietra fonder&ograve; la mia Chiesa” (v. Mt 16, 18s). Il sigillo mistico si radica nella promessa dello Spirito Santo che porta alla Verit&agrave; tutta intera (Gv 16, 12s). Il radicamento gerarchico garantisce la stabilit&agrave; della Chiesa sino alla fine dei tempi sulla base della Parola eterna del Vangelo (Mt 28, 20); mediante i mistici Ges&ugrave; si fa presente alla sua Chiesa a tempo reale, offrendo ai Pastori e al Popolo di Dio indicazioni aggiornate su come pensare, giudicare, agire di fronte a grandi prove alle quali &egrave; soggetta la Chiesa. Si pensi alla luce proiettata sulla Chiesa di oggi dalle Apparizioni di Lourdes, Fatima, Medjugorje con il dono profetico di Maria Rosa Mystica, e anche ai grandi mistici come Caterina da Siena, Don Bosco, Padre Pio, e ai mistici oggi viventi di cui trasmettiamo i richiami accuratamente vagliati. Essi sono la voce viva di Ges&ugrave; nel buio che avvolge la terra sotto la minaccia di una tragedia planetaria. </p>
<p>Il disegno sigillato di Dio si va dipanando nell’attesa di un’epoca nuova che seguir&agrave; il grande travaglio minacciato dalle voci mistiche suscitate in mezzo a noi. “Lo Spirito e la Sposa dicono: Vieni!” (Ap 22, 17). </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=116]]></link>
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	<dc:date>2010-08-24T20:47:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Grande Disegno]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nell'imminenza della terza guerra mondiale, che avanza in un vortice inarrestabile a causa dei gravissimi peccati degli uomini, &egrave; bene riflettere come le rivoluzioni e le guerre di questi ultimi secoli sono state volute per un chiaro disegno massonico. Gi&agrave; il rosacroce Valentin Andreas dichiarava che &quot;La grande opera, forse pi&ugrave; grande della costruzione del Tempio un tempo desiderato da Davide&quot; sarebbe stata la distruzione della Chiesa. Al congresso di Liegi nel 1865, il Gran Maestro La Fargue dichiarava: &quot;Sono quattrocento anni che noi scalziamo il Cattelicesimo, la macchina pi&ugrave; forte che sia stata inventata in fatto di spiritualismo. Essa &egrave; solida ancora, disgraziatamente. La Rivoluzione &egrave; il trionfo dell'uomo su Dio&quot; (Delassus, Il problema dell'ora presente, vol 1, p. 32). Quattro secoli riportano alle origini della setta dei Rosacroce, di ispirazione ebraic, precursori della Massoneria, che contiene ancora i Rosacroce nel diciottesimo grado della Massoneria (18=3x6, i tre sei dell'empiet&agrave; equivalente al 666 dell'Apocalisse 13, 18). </p>
<p>La stessa Massoneria considera il suo pi&ugrave; autorevole antenato il Rosacroce Komenius (1592-1671), che nel suo Pansophiae Prodromus (1631) deline&ograve; i tratti di una nuova ecumene opposta alla Chiesa, e istitu&igrave; a Londra il &quot;Collegium Lucis&quot;, titolo che ha un riscontro nel Lucifer Trust, poi chiamato Lucis Trust istituito nel 1922 dalla satanista Alice Bailey, dal quale si svilupp&ograve; il New Age. </p>
<p>Un momento assai significativo dell'attuazione del mondialismo massonico, dopo la Rivoluzione Francese suscitata dalla Massoneria in collaboreazione con gli Illuminati di Baviera, &egrave; quanto su indicazione di Lord Palmerston, ministro della regina Vittoria, nel 1849 venne pubblicato sul Globe di Londra riguardo al futuro assetto dell'Europa (nel 1848 sotto la sua guida si scaten&ograve; la rivoluzione europea, organizzata dal satanista Mazzini con Kossuth e Ledru Rollin, mentre Marx era a Londra a pubblicare Il Capitale): far leva sulla Prussia e alleati per una guerra che portasse alla distruzione dell'Impero Austroungarico e dello Zarismo russo, unificare l'Italia contro il Papato, indebolire l'intera area cattolica nelle sue periferie (v. Il vitello d'Oro, p. 190s e note). </p>
<p>Le logge massoniche furono imbevute di questo programma e non &egrave; da meravigliarsi che abbiano favorito in pieno lo scoppio della prima guerra mondiale, dalla quale l'Europa usc&igrave; come era stata ideata dal Parlmerston. </p>
<p>I trattati mondialisti massonici hanno avuto diverse messe a punto, fino agli scritti del massone Saint Yves d'Alveydre (1842-1909), al Patto Sinarchico (1935) e alle recenti pubblicazioni sul Piano Global 2000 ecc. Il Sinarchismo massonico punta alla fusione delle culture, delle politiche, delle istituzioni sociali, delle stesse religioni sotto un'unica autorit&agrave; mondiale massonica, e non ci vuole particolare perspicacia per vedere come lo stesso ecumenismo in atto nella Chiesa, lo sbandamento modernista, l'invasione dell'Islam in Europa e altri fatti vistosi si svolgano su ispirazione del sinarchismo massonico. Si veda su questi argomenti Il Vitello d'Oro, che illustra le principali tappe del mondialismo massonico. </p>
<p>Dal documentato volume di Jean Lombard, La face cach&eacute;e de l'histoire moderne, vol 1&deg;, pp. 563, edito in francese a Madrid nel 1964, traduco la conclusione di pp. 552-554, sulle predizioni di Albert Pike e Giuseppe Mazzini circa le guerre dell'800 e le guerre modiali di questo secolo. </p>
<p>E' fuori dubbio che Mazzini fu massone e satanista molto attivo, organizzatore da Charleston a Calcutta dei Triangoli del Palladismo in collaborazione col generale massone Albert Pike. Di questa organizzazione internazionale sono riportati i centri nel volume di Margiotta, massone di alto grado uscito dalle logge. </p>
<p>Giova riflettere sulle date, anche della pubblicazione del volume di Lombard, in cui viene delineata la situazione del mondo negli anni sessanta, in cui non si prevedeva quanto oggi avviene sotto i nostri occhi. </p>
<p>&quot;Delle due sconfitte subite dalla Francia, sconfitta militare e fallimento del socialismo (alla Comune del 1870), approfittarono soprattutto i finanzieri cosmopoliti dell'Europa centrale e i fedeli discepoli di Karl Marx. Ben presto i manipolatori del gioco hanno aggiornato i loro piani sostituendo alla formula della rivoluzione gnerale (1848) e della guerra-rivoluzione (1870.71), il trinomio crisi-guerra-rivoluzione e di un ciclo di tre guerre mondiali che devono marchiare il XX secolo. </p>
<p>Promotori del Word Revolutionary Movement, Giuseppe Mazzini e il generale americano Albert Pike concepirono ed esposero questo piano nella corrispondenza che si scambiarono il 22 gennaio 1870 e il 15 agosto 1871. </p>
<p>Mazzini, fautore inveterato di internazionali e di rivoluzioni ci &egrave; ben noto. Quanto al suo interlocutore Pike , bench&eacute; nato a Boston (nel 1809) e formato ad Harvard, &egrave; un Sudista che ha governato territori indiani e comandante degli ausiliari reclutati loro tramite dalla Confederazione (che bisogn&ograve; presto bandire per mettere a fine i loro saccheggi); ma &egrave; soprattutto un alto dignitario della Massoneria: 33&deg; grado e discepolo all'inizio del celebre occultista Gran Maestro Mackey, &egrave; divenuto Sovrano Gran Commendatore di Rito Scozzese per il Sud, poi fond&ograve; la sua propria obbedienza Luciferina, il New Reformed Palladian Rite, destinato a ispirare e controllare il Movimento rivoluzionario mondiale, sottomesso all'autorit&agrave; dei tre Supremi Consigli a Charleston (Carolina del Sud), Roma e Berlino, con 23 Consigli subalterni, presto collegati tra loro (prima di Marconi), mediante una rete di sette Arcula Mystica (raggi) tra Charleston, Roma (ove il Gran Maestro Lemmi, del Grande Oriente Italiano succeder&agrave; a Pike), Napoli, Berlino, Wahsington, Montevideo e Calcutta (ove dalla met&agrave; del XVI secolo i Rosa Croce superiori possedevano un collegio). </p>
<p>In seguito a ricerca, abbiamo potuto stabilire che questa corrispondenza si trova conservata negli Archivi di Rito Scozzese a Temple House (Wahsington D.C.), ma off limits (ossia di consultazione riservata), bench&eacute; la lettera di Albert Pike sia stata esposta una volta alla British Museum Library di Londra. </p>
<p>Noi ci siamo attenuti a pubblicare qui a modo di conclusione di questo primo volume e d'introduzione al successivo, gli estratti riassunti o citati dal Commodoro William Guy Carr nel suo libro Pawns in the Game (1967, a p.XV ). Questo ufficiale di marina canadese faceva parte della squadra fomata dall'ammiraglio britannico Sir Barry Domville, gi&agrave; capo della Naval Intelligence, destituito nel 1936 e pi&ugrave; tardi pensionato da Winston Churchill come antibellicista. </p>
<p>Ecco questi testi. </p>
<p><strong>La prima guerra mondiale</strong> dev'essere provocata al fine di permettere agli Illuminati di rovesciare il potere degli Zar in Russia e di fare di questo paese una fortezza del comunismo ateo. Le divergenze suscitate dall'agentur degli Illuminati tra gli imperi britannico e tedesco devono servire a fomentare questa guerra. Alla fine il Comunismo dovr&agrave; essere edificato e utilizzato a distruggere gli altri governi e indebolire le religioni. </p>
<p><strong>La seconda guerra mondiale</strong> dev'essere fomentata approfittando delle divergenze tra i Fascisti e i Sionisti politici. Tale guerra deve essere provocata in modo che il Nazismo venga distrutto e che il Sionismo sia abbastanza forte da instaurare lo stato sovrano in Palestina. Durante la seconda guerra mondiale, l'Internazionale Comunista deve diiventare abbastanza forte da controbilanciare la Cristianit&agrave;. Questa sar&agrave; allora contenuta e tenuta in scacco fino al momento in cui si sarebbe ricorso ad essa per il cataclisma sociale finale. Quale persona informata potrebbe negare cheRoosevelt e Churchill hanno realizzato questa politica? </p>
<p><strong>La terza guerra mondiale</strong> dev'essere fomentata approfittando delle divergenze suscitate dall'agentur degli Illuminati tra i Sionisti politici e i dirigenti del Mondo Islamico. Essa deve essere condotta in maniera che l'Islam (il mondo arabo musulmano) e il Sionismo politico si distruggano a vicenda. Mentre le altre nazioni, una volta in pi&ugrave; divise su questo affare, saranno costrette a combattersi tra loro fino al totale epuisement fisico, morale, spirituale ed economico. </p>
<p>Quale pesona ragionevole e imparziale potrebbe negare che gli intrighi in atto nel Vicino e nel Medio Oriente, come nell'Estremo Oriente, non preparino il compimento di questo disegno infernale? Il 15 agosto 1871 Pike disse a Mazzini che alla fine della terza guerra mondiale coloro che aspirano a dominare il mondo fuori contesto provocheranno il pi&ugrave; grande cataclisma sociale che il mondo abbia mai conosciuto. </p>
<p>Qui citiamo con esattezza le espressioni prese dalla sua letera del British Museum Library di Londra: </p>
<p>&quot;Noi stiamo per sciogliere i Nichilisti e gli Atei e provocare un formidabile cataclisma sociale che in tutto il suo orrore mostrer&agrave; chiaramente alle nazioni gli effetti di un ateismo assoluto, origine del pi&ugrave; selvaggia e sanguinosa sovversione. </p>
<p>Allora tutti i cittadini, costretti a difendersi contro la minoranza rivoluzionaria mondiale, stermineranno i demolitori della civilizzazione e le masse deluse dal Cristianesimo, il cui spirito deista, abbandonato da questo momento senza bussola alla ricerca di una ideologia, senza sapere verso chi rivolgere la propria adorazione, ricever&agrave; la vera luce grazie alla manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, rivelata infine agli occhi di tutti, manifestazione che seguir&agrave; l'annientamento del Cristianesimo e dell'ateismo, simultaneamente sottomessi e distrutti&quot;. </p>
<p>L'agenzia ai primi di ottobre ha diffuso l'informazione che l'11 ottobre i duemila ebrei impiegati nelle due Torri erano stati avvertiti di non presentarsi al lavoro. Questo fatto rimette in discussione l'intera vicenda dell'assalto alle due Torri... </p>
<p><strong>Il sinarchismo massonico</strong> </p>
<p>Contemporaneamente, nel 1922 nascevano a Vienna il Movimento Paneuropeo e in Francia il Movimento Sinarchico, entrambi ispirati al programma di esser modelli di quella organizzazione che dovr&agrave; diffondere i principi dell&rsquo;&laquo;ordine nuovo&raquo;. Tra i vari compiti la Sinarchia dovr&agrave;: integrare tutte le tendenze dello spirito, culturali e religiose, attraverso una rivoluzione silenziosa, ma reale e totale, che si compir&agrave; &laquo;ignorando i privilegi ecclesiastici, nobiliari, tradizionali o recentemente acquisiti&raquo;; la rivoluzione degli spiriti si compir&agrave; con la riduzione di tutti i valori ad un unico denominatore; il &laquo;nuovo umanesimo&raquo; o &laquo;umanesimo integrale&raquo;; far comprende ai massoni ancora fermi a una furiosa offensiva contro la Chiesa e non ancora preparati alla tattica dei solve et coagula (scompiglia a riunisci) il gioco sottile dell&rsquo;assorbimento della Chiesa, disunendo i cattolici e tendendo apparentemente la mano alla Chiesa stessa; far sparire, affinch&eacute; gli attacchi possano essere fruttuosi, la diffidenza ancora esistente nei cattolici contro la massoneria; col passare degli anni emerger&agrave; uno spiritualismo ecumenico &laquo;al di l&agrave; di tutte le religioni&raquo;. </p>
<p>&mdash; Dal 1921 negli ambienti modernisti circolava un memoriale anonimo (Le M&eacute;moire sur la Sapini&egrave;re = Memoriale sulla bara) che divent&ograve; un&rsquo;arma nelle mani di quei cattolici appassionati di un &laquo;ordine nuovo&raquo; nel nome dei quale vengono deplorati gli indugi della Chiesa e affermata la necessit&agrave; di porla nel senso della storia, adeguandola alla evoluzione dei tempi in direzione modernista. </p>
<p>Il dialogo tra massoni ed ecclesiastici diventava una realt&agrave; dapprima in Germania, poi in Francia con gli incontri di Aix-la-Chapelle, ecc., e una serie di conversazioni rivolte a por termine alle polemiche tra cattolici e framassoni. Questo tentativo di dialogo coinvolse in seguito altri sacerdoti. </p>
<p>&mdash; Nei 1935 venne alla luce il Pacte Synarchique, un docu mento segreto che (in 13 punti e 538 articoli) esponeva i princIpi e le tecniche della pianificazione sinarchica mondiale: tutte le religioni sono uguali e ugualmente chiamate a integrarsi nella visione sinarchica; </p>
<p>in particolare l&rsquo;adattamento del Cattolicesimo alla Sinarchia impone: un suo avvicinamento culturale alle altre religioni e un addolcimento giurisdizionale secondo le esigenze dei collegialismo sinarchico; il riavvicinamento della Chiesa alla massoneria, motivato anche dal fatto che la massoneria avrebbe un fondo di cristianesimo non riconosciuto dai Papi che l&rsquo;hanno condannata (di qui la necessit&agrave; di rivedere le condanne); </p>
<p>la Sinarchia comporta la creazione di un Ordine Nuovo che abbracci tutte le manifestazioni della vita sociale e individuale (religioni, culture, imprese, sindacati, ecc.): &laquo;La nazione sinarchica si manifesta ontologicamente attraverso l&rsquo;insieme dei suoi universitari, pedagoghi, ecclesiastici, artisti, saggi, intellettuali, tecnici puri: essi formano una demos-ideocrazia di servizio, di merito, di talento&raquo;. Anima di questa religione universale: l&rsquo;esoterismo; </p>
<p>ne risulterebbe un &laquo;uomo nuovo&raquo; cosmopolita le cui idee, aspirazioni e comportamenti dovrebbero omogeneizzarsi con un nuovo ordinamento mondiale, elaborato dalle alte sfere della Sinarchia al di sopra di ogni diversit&agrave; di religione, di razza, di sesso, di ceto sociale&rdquo;. </p>
<p>La dottrina sinarchica troverebbe la sua rappresentazione plastica nel Tempio della Comprensione (The Temple of Understanding), in progetto da alcuni anni a cura di studiosi ed esperti di religioni, associati allo scopo negli Stati Uniti. </p>
<p>&laquo;Il &quot;Tempio&rdquo; doveva sorgere sulle rive del fiume Hudson, a nord-ovest di Washington, ma il progetto originario fu mutato poich&eacute; la localit&agrave; prescelta &mdash; come &egrave; stato comunicato da Washington, da persone che lavorano alla sua esecuzione &mdash; non consentiva la realizzazione di quell&rsquo;oasi di pace pi&ugrave; confacente ad un luogo di raccoglimento, di meditazioni e di studi, cui vuole essere destinato il &ldquo;Tempio&rdquo;, come nelle intenzioni dei suoi promotori. </p>
<p>Lo scopo fondamentale di questa grandiosa costruzione, per la realizzazione della quale si prevedeva inizialmente una spesa di oltre 50 milioni di dollari, &egrave; quello di dare al mondo un centro di studi delle sue pi&ugrave; grandi e fondamentali religioni, partendo dal principio chd Dio &egrave; unico e che, quindi, tutte le religioni girano intorno ad un asse, con differenze solo formali e non sostanziali. Lo studio ditali differenze formali, delle loro origini, degli attriti che esse procurano tra i fedeli delle diverse fondamentali religioni (sino a minacciare talvolta la pace dei popoli), dovrebbe esser alla base delle finalit&agrave; istituzionali dei tempio. In altre parole, ii &ldquo;tempio della comprensione&rdquo; dovrebbe avere, per i problemi riguardanti le religioni, lo stesso compito che ha l&rsquo;ONU per quanto riguarda i rapporti politici tra i diversi stati del mondo. </p>
<p>Il tempio &egrave; stato ideato come una grandiosa costruzione avente la seguente struttura architettonica: un grande cerchio centrale, frazionato in &ldquo;sei&rdquo; archi; ciascun arco rappresenta una delle facciate dei singoli &ldquo;sei&rdquo; templi che andranno ad ospitare le. &ldquo;sei&rdquo; rispettive religioni. Ogni singola ala del tempio (e cio&egrave; ogni singola sede delle religioni pi&ugrave; diffuse dei mondo) conterr&agrave; biblioteche, sale di studio, centri di ricerche e di informazioni, ed un vasto stuolo di funzionari ed impiegati. Per ciascuna delle religioni vi saranno degli organi direttivi indipendenti, sui quali avr&agrave; autorit&agrave; superiore un organo collegiale in cui saranno rappresentate tutte le religioni, una sorta di &ldquo;super-governo&rdquo; con poteri sopranazionali, che dovrebbe tra l&rsquo;altro essere investito dei compito di dirimere le controversie sorgenti tra le varie religioni, e di interferire nei conflitti scaturienti dai diversi riti. </p>
<p>La realizzazione del &ldquo;tempio della comprensione&rdquo; &mdash; per il quale &egrave; stata promossa in tutti gli stati del mondo una colossale raccolta di fondi &mdash; ha avuto il pieno assenso dei governo degli Stati Uniti&raquo;&rsquo;.</p>
<p>&nbsp;Un altro tentativo di tempio sinarchico era gi&agrave; stato organizzato da Edith Kermit Roosevelt con una circolare del 31 marzo 1962, che porta queste espressioni: &laquo;E in programma l&rsquo;erezione di un tempio a Washington per i cittadini dei mondo allo scopo di sviluppare l&rsquo;intelligenza universale al posto delle sue limitazioni nazionaliste... La futura costruzione avr&agrave; Ie caratteristiche di una Unione Spirituale delle Nazioni, e sar&agrave; il simbolo della fraternit&agrave; deI genere umano... Un&rsquo;ala di questa moderna Torre di Babele sar&agrave; affittata alle sei religioni internazionali: Induismo, Giudaismo, Buddismo, Confucianesimo, Cristianesimo e Islam... Il simbolismo previsto per il Monumento &egrave; un ritorno alla Magia nera praticata dai pontefici dell&rsquo;antico Egitto... Sar&agrave; illuminato tutta la notte per manifestare simbolicamente che, anche quando il mondo dorme, la luce dello spirito continua a brillare, ecc.&raquo;. Tra le adesioni reclamizzate dall&rsquo;appello per la raccolta dei fondi figurano i nomi di alte personalit&agrave; iniziatiche. Il documento accenna a un tempio occultistico di Londra e alla &laquo;Camera di Meditazione&raquo; di New York City (Vr 212-214). </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=115]]></link>
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	<dc:date>2010-03-15T17:47:17+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L’Arbore della Carità  ]]></title>
	<description><![CDATA[<p>(S. Caterina da Siena) </p>
<p>L&rsquo;Arbore della Carit&agrave; &egrave; radicato nella Fede in Dio che &egrave; Amore: &ldquo;La forza dell&rsquo;albero &egrave; tutta nelle radici&rdquo;, cos&igrave; la forza dell&rsquo;amore verso il prossimo &egrave; radicata nell&rsquo;Amore di Dio e da esso alimentata. </p>
<p>Dio &egrave; Amore (1Gv 4, 8). </p>
<p>Il Padre: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito (Gv 3, 16) </p>
<p>Il Figlio: Nessuno ha amore pi&ugrave; grande </p>
<p>Lo Spirito Santo: Spirito Fonditore che fa di tutti uno </p>
<p><strong>L&rsquo;Arbore della Carit&agrave; &egrave; il primo Comandamento</strong> </p>
<p>Ascolta, Israele: Il Signore &egrave; il nostro Dio. Il Signore &egrave; uno solo. Ama dunque il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze. Il secondo &egrave; questo: Ama il prossimo tuo come te stesso. Non c&rsquo;&egrave; altro comandamento maggiore di questi (Mc 12, 28s; Mt 22, 34s). Questi precetti che Io ti do ti siano fissi nel cuore: li ripeterai ai tuoi figli, e parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai (Dt 6, 4s). Vi do un comandamento nuovo&hellip;Questo &egrave; il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come Io ho amato voi (Gv 15, 12). </p>
<p><strong>L&rsquo;Arbore della Carit&agrave; si alimenta</strong> mediante la Speranza. Venite, benedetti del Padre mio: ebbi fame e mi avete dato da mangiare (Mt 25, 31s) Beati i misericordiosi (v. Mt 5, 1s) In Paradiso non entra nulla di impuro (v. Ap 21, 27) </p>
<p><strong>L&rsquo;Arbore della Carit&agrave; si dirama nei dieci Comandamenti:</strong> </p>
<p>i primi tre che riguardano Dio: Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro dio fuori di Me </p>
<p>Non nominare il nome di Dio invano </p>
<p>Ricordati di santificare le feste </p>
<p>Gli altri sette riguardano il prossimo: </p>
<p>Onora il Padre e la madre </p>
<p>Non ammazzare </p>
<p>Non commettere atti impuri </p>
<p>Non rubare </p>
<p>Non dire falsa testimonianza </p>
<p>Non desiderare la donna d&rsquo;altri </p>
<p>Non desiderare la roba d&rsquo;altri </p>
<p><strong>L&rsquo;Arbore della Carit&agrave; produce fiori profumati e frutti gustosi:</strong> </p>
<p>Ebbi fame e mi avete dato da mangiare: l&rsquo;avete fatto a Me! (Mt 25, 31s) </p>
<p>La carit&agrave; &egrave; paziente (Inno di San Paolo: 1 Cor 13, 1s) </p>
<p>Frutti dello Spirito sono amore, gioia, pace (Gal 5, 22s) </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=114]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=114</guid>
	<dc:date>2010-03-15T17:35:32+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Note al Credo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>In una delle prime apparizioni a Medjugorje, avviando i veggenti alla preghiera, la Regina della Pace disse loro di iniziare con la recita del Credo, da Lei definita &ldquo;la preghiera pi&ugrave; bella&rdquo;. Essa &egrave; il fondamento e la sintesi della Fede cattolica. E&rsquo; detta simbolo apostolico perch&eacute; riassume in espressioni essenziali i misteri principali della Fede trinitaria trasmessa dagli Apostoli: la Creazione, la Redenzione, lo Spirito Santo, la Chiesa, la Fine del mondo. </p>
<p>Il Credo contiene cose enormi e meravigliose, che occorre meditare e gustare con immensa gratitudine a Dio che ci ha sottratti dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo diletto Figlio, nel quale abbiamo la Redenzione (Col 1, 13). </p>
<p>Rendiamoci conto della ricchezza inesauribile che Dio ci ha donato senza alcun nostro merito. </p>
<p><strong>Dio Creatore</strong> </p>
<p><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della&nbsp;terra,&nbsp;di tutte le cose visibili e invisibili. </em></p>
<p><strong><em>Credo in un solo Dio. </em></strong>La fede di sempre non ammette altri d&egrave;i, come pretenderebbe il falso ecumenismo massonico suggerito da Satana per distruggere la Chiesa. </p>
<p>Il monoteismo accompagna l&rsquo;intera Rivelazione dalle origini fino ad oggi, senza oscillazioni. Il primo comandamento &egrave; &ldquo;Il Signore &egrave; uno solo. Non avrai altro dio di fronte a Me. Tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le forze (Dt 4, 6; 6, 4s), e a Lui solo servirai&rdquo; (Dt 6,14). &ldquo;Non andrete dietro ad altri d&egrave;i, poich&eacute; un Dio geloso &egrave; il Signore tuo Dio: che non si accenda la collera del Signore tuo Dio contro di te, e ti stermini dalla faccia della terra&rdquo; (Dt 6, 14s). </p>
<p>Allah non &egrave; un dio, ma un demonio: egli con la &ldquo;guerra santa&rdquo; vuole la morte di coloro che non lo adorano, mentre il vero Dio ha dato la vita sulla croce per salvare anche coloro che non credono. Altre religioni non conoscono il vero Dio, e le religioni panteiste (Induismo ecc.) identificano dio con il divenire del mondo, oppure hanno idee molto deviate, che giungono fino all&rsquo;adorazione di Satana, il grande mistificatore dell&rsquo;idea di Dio che fin dalle origini ha sedotto gli uomini a religioni false. &ldquo;Gli d&egrave;i dei gentili sono demoni&rdquo; (Sal 15, 5). </p>
<p><strong><em>Dio Padre.</em></strong> </p>
<p>Dio &egrave; Padre innanzitutto del Figlio suo prediletto. Dio &egrave; anche Padre nostro. Questa verit&agrave; ci &egrave; rivelata da Ges&ugrave;, che ci invita a rivolgere a Dio il titolo di Padre e ci rivela i tratti meravigliosi della divina paternit&agrave;: &ldquo;Il Padre vi ama&rdquo; (Gv 16, 27). E ci invita: &ldquo;Quando pregate, dite:&rsquo;Padre nostro che sei nei Cieli&rsquo;&rdquo; (Mt 6, 9S). </p>
<p><strong><em>Onnipotente.</em></strong> </p>
<p>Ges&ugrave; ci esorta a una fede illimitata nel Padre: &ldquo;Se aveste fede quanto un granello di senape, direste a questo monte &lsquo;Spostati di qua a l&agrave;&rsquo;, e si sposterebbe, e nulla vi sar&agrave; impossibile&rdquo; (Mt 17, 20), perch&eacute; &ldquo;Nulla &egrave; impossibile a Dio&rdquo; (Lc 1, 37). E&rsquo; il Creatore! </p>
<p><strong><em>Creatore del Cielo e della terra.</em></strong> </p>
<p>La Creazione &egrave; il primo Vangelo, la prima rivelazione di Dio alla portata di tutti. &ldquo;I cieli infatti narrano la gloria di Dio, e le opere da Lui fatte predica il firmamento&rdquo; (Sal 18). </p>
<p>Contro il dogma della Creazione la massoneria ha sferrato un attacco furioso, mobilitando soprattutto gli scienziati ad affermare un evoluzionismo ateo. La negazione in fondo si riduce all&rsquo;irrazionale, sostituendo al principio della causalit&agrave; il caso (Monod ecc.), la magia, il nulla. </p>
<p>La Scrittura richiama alla ragione: &ldquo;Dalla grandezza e belt&agrave; delle cose, argomentando, se ne deduce il Primo Fattore&hellip;Se giunsero a saper tanto da poter farsi un&rsquo;idea dell&rsquo;universo, come mai non hanno pi&ugrave; presto trovato il Signore di esso?&rdquo; (Sap 13, 1-9). &ldquo;Gli attributi invisibili di Dio&hellip;con la riflessione della mente sulle cose si ravvisano&rdquo; (Rm 1, 20s). </p>
<p>Le scienze ci consentono di intuire nel cosmo il tessuto unitario che dalla luce ha dato origine per processo evolutivo a tutti i gradi della materia dalle forme pi&ugrave; semplici alle pi&ugrave; complesse. Dio non pensa col nostro contagocce intellettuale di un&rsquo;idea dopo l&rsquo;altra, ma vede tutto in unit&agrave; onnicomprensiva. </p>
<p>L&rsquo;evoluzione &egrave; un fatto globale. Esiste nel mondo materiale una interdipendenza temporale e spaziale di tutti gli elementi senza interruzioni o sfasature. </p>
<p>Nel tempo: nel creare la luce, Dio pensa le iridescenze delle farfalle e gli occhi delle aquile. Gli scienziati stessi evidenziano le epoche dei salti qualitativi della materia dalle forme pi&ugrave; semplici alle pi&ugrave; complesse fino all&rsquo;apparire della vita. Ogni salto qualitativo sarebbe impossibile senza i precedenti, che rimangono come indispensabile suo fondamento. Senza la luce, senza l&rsquo;energia gravitazionale, una fragola sarebbe impossibile. </p>
<p>Nello spazio: ogni forma sussiste in stretta armonia con le altre indispensabili forme che la rendono possibile. Quante energie, quanti elementi convergono in un grappolo d&rsquo;uva! </p>
<p>Ges&ugrave; ci rivela in particolare la bont&agrave; di Dio nella Provvidenza (Mt 6, 24s), nella Misericordia (Mt 5, 43s), nella Redenzione (Gv 3, 16, ecc.). </p>
<p>&ldquo;Tu solo sei buono e fonte della vita, e hai dato origine all&rsquo;universo per effondere il tuo amore su tutte le creature e allietarle con gli splendori della tua luce&rdquo; (Lit. Can. IV). </p>
<p><strong><em>Creatore di tutte le cose invisibili.</em></strong> </p>
<p>Il mondo spirituale rispecchia il soprannaturale, nel quale la Fede ci dice che Dio ha creato gli Angeli, puri spiriti indipendenti come Dio dalla materia: &ldquo;Schiere innumerevoli di Angeli stanno davanti a Te per servirti, contemplano il tuo volto, e giorno e notte cantano la tua lode&rdquo; (Lit. Can. IV). Agli Angeli Dio ha affidato la custodia dell&rsquo;uomo (Lc 4, 10; Ps 90, 11; ecc.). Parte degli Angeli per ribellione a Dio sono diventati demoni (Ap 12, 7s ecc.), che seducono al male. Dio ha disposto anche l&rsquo;interferenza degli esseri spirituali, buoni o cattivi, con l&rsquo;uomo. </p>
<p><strong><em>Signore del cielo e della terra.</em></strong> </p>
<p>Dio che crea, sostiene e redime &egrave; anche Signore assoluto di tutte le cose, e nessuno ha il diritto di contrastare questa regalit&agrave; che Egli esercita con amore e provvidenza infallibile. &ldquo;Dir&agrave; forse l&rsquo;argilla al vasaio: &lsquo;Che stai facendo?&rdquo; (Is 45, 9s). </p>
<p>Dio ha posto le sue leggi come condizioni di vita, ed esige che esse siano osservate con fedelt&agrave;. I suoi comandamenti sono la difesa dell&rsquo;uomo, la norma del suo sviluppo. E per l&rsquo;uomo ha disposto ogni cosa con la condizione infallibile che ciascuno sia premio o castigo a se stesso secondo il suo modo di operare. Nessuno sfugge a questa condizione radicale. Ogni atto virtuoso porta una gioia e una crescita, ogni peccato ha la sua punizione nello sfregio che porta al peccatore, deformando il suo volto, prima di danneggiarlo negli effetti. Una menzogna rende menzognero, un furto rende ladro. </p>
<p>Questa legge unisce in modo ammirevole il diritto supremo e inviolabile di Dio ad essere obbedito, e la libert&agrave; dell&rsquo;uomo. </p>
<p>Il ripetersi di azioni cattive trascina in una spirale distruttiva che pu&ograve; portare all&rsquo;indurimento del cuore e alla cecit&agrave; spirituale, come il calabrone che si ostina a urtare contro una lampada fino a rovinarsi gli occhi. </p>
<p>La parola Signore esalta anche la signorilit&agrave; di Dio, la sua indole regale di gran Signore della Vita (Archegos tes Zoes). Una lettura attenta del Vangelo e anche degli scritti di mistici veri, una riflessione sui particolari della creazione, rivela la finezza di Dio, la sua squisitezza veramente divina che, quali immagini di Dio dobbiamo imitare: &ldquo;Siate perfetti come il Padre vostro che &egrave; nei cieli&rdquo; (Mt 5, 48). </p>
<p><strong><em>Pratica della Fede.</em></strong> </p>
<p>Non siamo noi a offrire a Dio i suoi fiori sull&rsquo;altare: &egrave; Lui che ce li dona con la gentilezza di Gran Signore! Nell&rsquo;offrirci i suoi doni, Dio nasconde la sua mano, ma ama di essere indovinato. Trattato da Signore ci ricolma di attenzioni commoventi, che ci accendono di amore riconoscente. </p>
<p>Il primo atto richiesto da Dio stesso ai suoi amici &egrave; l&rsquo;Adorazione, la Riverenza verso il suo nome: a Mos&egrave; davanti al roveto ardente dice: &ldquo;Levati i calzari, perch&eacute; la terra che calpesti &egrave; santa&rdquo; (Es 3, 5). &ldquo;Abramo si gett&ograve; bocconi&rdquo; (Gn 17, 3) davanti al Signore. &ldquo;Nel nome di Ges&ugrave; ogni ginocchio si pieghi in cielo, in terra e sotto terra&rdquo; (Fp 2, 10).. </p>
<p>Dio offre al vignaiolo grappoli d&rsquo;uva dorati: se il vignaiolo incespica, ripaga con una bestemmia! Cos&igrave; l&rsquo;uomo risponde ai suoi doni! Ricordiamo: &ldquo;Indovina, Messia, chi ti ha percosso&rdquo; (Mt 26, 68). </p>
<p>La Fede in Dio si espande soprattutto nella preghiera. </p>
<p><strong>Credo in Ges&ugrave; Cristo</strong> </p>
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<p><strong><em>Unit&agrave; e Trinit&agrave; di Dio</em></strong>. Dio &egrave; Uno, ma nell&rsquo;unit&agrave; della natura divina sussistono Tre Persone uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Padre &egrave; ingenerato, il Figlio &egrave; generato, lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio. La Creazione intera porta l&rsquo;impronta trinitaria. </p>
<p><strong><em>Ges&ugrave; Figlio, Verbo, Sapienza, Luce</em></strong> </p>
<p><strong><em>Figlio</em></strong>: &ldquo;Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch&eacute; chiunque crede in Lui non perisca ma abbia la vita eterna&rdquo;(Gv 3, 16).Il Figlio &egrave; della stessa sostanza (consubstantialis) del Padre. </p>
<p><strong><em>Verbo</em></strong>: &ldquo;In principio era il Verbo&hellip;E il Verbo si &egrave; fatto carne e abit&ograve; tra noi&rdquo;. Verbum in latino, Logos in greco, significano il concetto concepito nella mente e anche la parola che lo esprime con la bocca. Ges&ugrave; &egrave; indicato nel libro della Sapienza come Speculum bonitatis illius, Specchio&hellip;, immagine della bont&agrave; del Padre (Sap 7, 26). E&rsquo; quindi l&rsquo;Intelligenza riflessa del Padre (come noi abbiamo l&rsquo;intelligenza che si riflette su se stessa, quindi la capacit&agrave; di capire che cosa pensiamo, quindi l&rsquo;autocoscienza. Il Verbo &egrave; l&rsquo;Autocoscienza del Padre, lo specchio della sua intelligenza. </p>
<p><strong><em>Sapienza</em></strong> eterna, increata: &ldquo;Dio mi ha posseduta fin dalle origini, quando fissava i cieli e posava le fondamenta della terra&hellip; Ero accanto a Lui come architetto&rdquo; (Prov 8, 22s). </p>
<p><strong><em>Luce</em></strong> che risplende tra le tenebre, che illumina ogni uomo&hellip; Ma le tenebre non lo hanno accolto (Gv 1, 5s). E&rsquo; il mistero del rifiuto che ha inizio con la ribellione degli angeli (Ap 12)e si fa acutissima contro Ges&ugrave;: respinto da Betlemme, dalla Palestina in Egitto, da Nazaret, da Gadara, dal tempio, muore fuori le mura di Gerusalemme, e ancora oggi &egrave; respinto dal mondo con odio patologico: via ogni segno del suo Natale, via il Vangelo, via il Crocifisso, via l&rsquo;Eucaristia! </p>
<p>&ldquo;Non vogliamo che Costui regni su di noi &ldquo; Non Ges&ugrave;, ma Barabba!&rdquo;. Non la Fede, non la Chiesa, ma la Massoneria, il Comunismo&hellip;, il nulla! </p>
<p>Ges&ugrave; travolge l&rsquo;opposizione alla luce, vince perdendo. Sembra travolto, ma &egrave; travolgente. &hellip; &ldquo;La pietra scartata dai costruttori &egrave; diventata testata angolare, e chi cadr&agrave; contro di essa si sfraceller&agrave;&rdquo; (v. Mt 21, 42s). </p>
<p><strong><em>Termine fisso d&rsquo;eterno consiglio (Dante).</em></strong> &ldquo;Per Lui create, a Lui sono volte tutte le cose, e tutto sussiste in Lui&rdquo; (Col 1, 16s). Ges&ugrave; &egrave; il principio, il fine, il fondamento di quanto &egrave; creato. Il Padre ha prestabilito di incentrare tutte le cose in Cristo (Ef 1, 10). Tutto sta insieme in forza di Lui: anche nell&rsquo;ambito della materia tutto il lavorio dell&rsquo;evoluzione confluiva alla formazione del Corpo di Ges&ugrave; nel grembo di Maria; ma soprattutto nell&rsquo;ambito spirituale Ges&ugrave; &egrave; il centro di tutto, la via al Padre (Gv 14, 6). </p>
<p>Figl<strong><em>io di Dio e Figlio dell&rsquo;Uomo, Vero Dio e vero Uomo. </em></strong></p>
<p>Uomo in tutto partecipe della nostra fragilit&agrave;: dignit&agrave; regale, signorilit&agrave; del cuore, sensibilit&agrave; finissima al dolore, alle espressioni di carit&agrave;, alle offese, alle percosse, all&rsquo;amicizia, alle ingratitudini, ai rifiuti&hellip; Fino al Getsemani, alla flagellazione, alla morte in croce, alla trafissione del costato&hellip;&ldquo;Il nostro Sommo Sacerdote non &egrave; incapace di compatire le nostre debolezze, ma le ha provate tutte a somiglianza nostra, escluso il peccato&rdquo; (Eb 4, 14s). </p>
<p>Questa fragilit&agrave; umana per&ograve; &egrave; sostenuta dalla forza divina che lo fa spasimare il compimento della Passione e Morte per glorificare il Padre, da Lui conosciuto come Figlio, e salvare gli uomini. &ldquo;Di un battesimo devo essere battezzato In un bagno devo essere sommerso, e quanta ansia mi sento finch&eacute; sia compiuto!&rdquo; (Lc 12, 50; Mc 10, 38). In una visione a santa Caterina, Ges&ugrave; ricorda il suo spasimo di offrirsi sulla croce, e la sua gioia nel vedere avvicinarsi quel momento. </p>
<p>La forza pi&ugrave; grande del cosmo non &egrave; quella che sostiene le sconfinate galassie, ma la forza dell&rsquo;amore infinito che portava Ges&ugrave; a offrirsi sulla croce per adorare il Padre e salvare gli uomini. </p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si &egrave; incarnato nel seno della vergine Maria e si &egrave; fatto uomo. </p>
<p><strong><em>Figlio di Maria.</em></strong> </p>
<p>Maria, come Eva, per il corpo &egrave; tratta da Adamo e nostra sorella. La sua anima &egrave; stata tratta dal Cuore del Verbo: &egrave; Immacolata, Creazione nuova, Paradiso in terra. </p>
<p>E&rsquo; la Donna vestita di Sole (Ap 12, 1s), che irradia la Luce del Verbo. </p>
<p>E&rsquo; la Madre di Cristo e del suo Corpo Mistico, la Chiesa. Essa stessa &egrave; la Chiesa, la primizia della Chiesa, la Chiesa nel suo germe genetico, e come la Chiesa, &egrave; Madre di Misericordia (v. Isacco della Stella, sab. II di Avv.). </p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mor&igrave; e fui sepolto. Il terzo giorno &egrave; risuscitato, secondo le Scritture, &egrave; salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verr&agrave;, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avr&agrave; fine. </p>
<p><strong><em>Ges&ugrave; &egrave; la Via.</em></strong> </p>
<p>&ldquo;Io sono la via, la Verit&agrave; e la Vita&rdquo; (Gv 14, 6). </p>
<p>&ldquo;Io sono la luce del mondo: chi segue me non camminer&agrave; nelle tenebre, ma avr&agrave; la luce della vita&rdquo; (Gv 8, 12; v. anche Gv 12, 45). </p>
<p>&ldquo;Chi vede Me, vede anche il Padre&rdquo; (Gv 14, 9). </p>
<p>&ldquo;Chi mi avr&agrave; riconosciuto davanti agli uomini, anche il Figlio dell&rsquo;Uomo lo riconoscer&agrave; davanti agli Angeli di Dio. Ma chi mi avr&agrave; rinnegato davanti agli uomini, verr&agrave; rinnegato davanti agli Angeli di Dio&rdquo; (Lc 12, 8s). </p>
<p><strong><em>In Ges&ugrave; il Padre ci ha dato tutto: il resto &egrave; un sovrappi&ugrave;.</em></strong> Ges&ugrave; &egrave; l&rsquo;immensa ricchezza da noi ereditata nella Chiesa Cattolica senza alcun nostro merito. Egli &egrave; Dio, e noi Lo abbiamo presente nell&rsquo;Eucaristia. Il resto ci &egrave; dato in vista di Lui, per conoscerlo, incontrarlo, amarlo, goderlo&hellip; Ricordiamo l&rsquo;esortazione di Ges&ugrave; stesso: &ldquo;Cercate il Regno di Dio e la sua giustizia, e il resto vi sar&agrave; dato in pi&ugrave;&rdquo; (Mt 6, 33). Il regno di Dio &egrave; Ges&ugrave; che ci assorbe in S&eacute; e ci configura con Se stesso. E&rsquo; al tempo stesso Via e Vita eterna. </p>
<p><strong>Credo nello Spirito Santo</strong> </p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Credo nello Spirito Santo, che &egrave; Signore e d&agrave; la vita,e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio &egrave; adorato e glorificato,e ha parlato per mezzo dei profeti. </p>
<p>&ldquo;Lo Spirito di Verit&agrave; vi guider&agrave; verso la Verit&agrave; intera&hellip;Mi glorificher&agrave;, perch&eacute; ricever&agrave; del mio per annunziarlo a voi. E&rsquo; mio tutto quanto ha il Padre&rdquo; (Gv 16, 12s). </p>
<p>&ldquo;Ricevete lo Spirito Santo: A chi rimetterete i peccati saranno rimessi&rdquo; (Gv 20, 22). </p>
<p>&ldquo;Venne all&rsquo;improvviso dal cielo, un frastuono come soffio di venti impetuoso, e riemp&igrave; tutta la casa dove abitavano, E apparvero loro delle lingue spartite come di fuoco, e si posarono su ciascuno di loro, e furono tutti ripieni di Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue&hellip;&rdquo; (At 2, 1s). </p>
<p>&ldquo;Tutto &egrave; operato dall&rsquo;unico e medesimo Spirito. Siamo stati battezzati in un unico Spirito per costituire un solo corpo, e tutti siamo stati imbevuti di un unico Spirito&rdquo; (1 Cor 12, 11s). </p>
<p>&rdquo;Nessuno pu&ograve; dire Ges&ugrave; &egrave; il Signore se non per lo Spirito Santo&rdquo; (1 Cor 12, 3). </p>
<p>&ldquo;Il nostro corpo &egrave; tempio dello Spirito Santo&rdquo; (1 Cor 6, 19). </p>
<p><strong>Credo la Chiesa</strong> </p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. </p>
<p>&ldquo;Tu sei Pietro, e su questa pietra Io edificher&ograve; la mia Chiesa, e le porte dell&rsquo;inferno non prevarranno contro di essa. E a te dar&ograve; le chiavi del regno dei Cieli, e ci&ograve; che legherai sulla terra sar&agrave; legato nei Cieli, e ci&ograve; che scioglierai sulla terra rester&agrave; sciolto nei Cieli&rdquo; (Mt 16, 18s). </p>
<p>La vera Chiesa &egrave; una, santa, cattolica e apostolica. I fratelli separati non sono la vera Chiesa: essi rifiutano dogmi fondamentali della Chiesa, quali l&rsquo;Eucaristia, l&rsquo;Immacolata, l&rsquo;obbedienza al Vicario di Cristo. Pensiamo al danno prodotto dal fatto che non si confessano e non hanno l&rsquo;Eucaristia. </p>
<p>La Chiesa &egrave; santa in Ges&ugrave; che l&rsquo;alimenta di S&eacute;: pensiamo alle file di fedeli che ogni giorno si accostano ai Sacramenti e sono santificati. Ges&ugrave; l&rsquo;ha fatta suo Corpo Mistico: &ldquo;Un corpo solo siamo noi, perch&eacute; nutriti dello stesso Pane imbevuti dello stesso Spirito&rdquo; (1 Cor 12, 11s). </p>
<p>Bisogna distinguere in essa l&rsquo;elemento santificante dall&rsquo;elemento santificabile, come il clero e i fedeli, soggetti a errori. Nonostante tutti i difetti e peccati umani, Ges&ugrave; continua nella Chiesa a santificare coloro che si accostano a Lui con rettitudine. </p>
<p>Garante della Fede &egrave; il Papa, dotato di infallibilit&agrave; quando proclama in modo solenne (ex Cathedra) qualche verit&agrave; di Fede e nel magistero ordinario con fedelt&agrave; alla Tradizione. Per mezzo del Papa, lo Spirito Santo, che anima la Chiesa, la porta verso la Verit&agrave; tutta intera (Gv 16, 12s). </p>
<p>&ldquo;Battezzate tutte le genti&rdquo; (Mt 28, 19s). </p>
<p>&ldquo;Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi&rdquo; (Gv 20, 22). </p>
<p><strong>Aspetto la risurrezione</strong> </p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Aspetto la risurrezione dei morti e la vita nel mondo che verr&agrave;. Amen.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Tu hai parole di vita eterna&rdquo; (Gv 6, 68). </p>
<p>&ldquo;Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e Io lo risusciter&ograve; nell&rsquo;ultimo giorno&rdquo; (Gv 6, 54). </p>
<p>&ldquo;Si semina corpo animale, risorge spirituale&rdquo;(1 Cor 15, 44).</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Allora vedremo Dio a faccia a faccia&rdquo; (1 Cor 12, 12). &ldquo;Lo vedremo come Egli &egrave;&rdquo;(1 Gv 3, 2). &ldquo;Lo conoscer&ograve; bene, come sono conosciuto&rdquo; (1 Cor 12,12). </p>
<p>&ldquo;Le sofferenze del tempo presente non hanno proporzione alcuna con la gloria che dovr&agrave; manifestarsi&hellip;La creazione geme nell&rsquo;attesa&rdquo; (Rm 8, 18s). </p>
<p>&ldquo; Con tutte le creature, liberate dalla corruzione del peccato e della morte, canteremo la tua gloria&rdquo; (Can IV)&rdquo;Finch&eacute; Dio sia tutto in tutti&rdquo; (1 Cor 15, 20s). </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=113]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=113</guid>
	<dc:date>2010-03-12T13:45:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I Santi e l’Eucaristia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dopo aver assistito alla Messa di Padre Pio, un sacerdote disse: &ldquo;Io non ho sentito alcun profumo, non ho avuto rivelazioni, non mi sono accorto che egli conoscesse i segreti della mia anima. Ma ho assistito alla sua Messa, e quella Messa io non la dimenticher&ograve; mai&rdquo;. </p>
<p>A un amico che esprimeva meraviglia nel vederlo piangere durante la Messa, Padre Pio rispose:&ldquo;Che cosa sono quelle poche lacrime di fronte a ci&ograve; che avviene sull&rsquo;altare? Torrenti di lacrime ci vorrebbero!&rdquo;. </p>
<p>Un suo figlio spirituale gli chiese: &ldquo;Padre, come dobbiamo partecipare alla Messa?&rdquo;. Rispose: &ldquo;Come la Madonna, san Giovanni e le pie Donne sul Calvario, amando e compatendo&rdquo;. </p>
<p>E a un altro:&ldquo;Nell&rsquo;assistere alla Messa incentra tutto te stesso nel tremendo mistero che si sta svolgendo sotto i tuoi occhi: la Redenzione della tua anima e la riconciliazione con Dio&rdquo;. </p>
<p>Gli fu detto: &ldquo;Padre, quanto le tocca soffrire nello stare per tutta la Messa in piedi, poggiando sulle piaghe sanguinanti dei piedi!&rdquo;. E il Padre rispose:&ldquo;Durante la Messa non sto in pedi: sto appeso&rdquo;. Con Ges&ugrave; sulla Croce, crocifisso con Lui! </p>
<p>Chi ha assistito alla Messa di <strong>Padre Pio</strong> ricorda quelle sue lacrime brucianti, quella sua imperiosa richiesta ai presenti di seguire la Messa in ginocchio. Ricorda il silenzio impressionante che avvolgeva il sacro rito e la sofferenza crudele che si sprigionava dal volto del Padre quando sillabava a strappi violenti le parole della Consacrazione, mentre i presenti lo seguivano in silenzio per pi&ugrave; di un&rsquo;ora. </p>
<p>A volte stentava visibilmente a toccare l&rsquo;Eucaristia perch&eacute; se ne riteneva indegno. </p>
<p>Il fratello di San <strong>Giuseppe Cottolengo</strong> espresse la sua meraviglia che il santo piangesse di commozione celebrando la Messa. La mamma gli disse: Lascia pure che pianga: lui sa il perch&eacute;. All&rsquo;altare si piange bene&rdquo;. </p>
<p>Alla Messa si preparava con ore di preghiera e non consentiva che lo si disturbasse prima o dopo la celebrazione. Diceva: &ldquo;Prima Dio, poi il resto&rdquo;. Gli capit&ograve; anche con la marchesa Faustina, dama di corte venuta a parlargli in nome del re. Mostrandosi infastidita per l&rsquo;attesa, il Santo se ne scus&ograve; dicendole che era in udienza presso la Maest&agrave; di Dio. </p>
<p>A tutti, insegnanti, infermiere, medici, genitori raccomandava la Messa quotidiana, e a chi diceva di non aver tempo, rispondeva: &ldquo;Cattiva economia, cattiva economia di tempo!&rdquo;. Quanto a se stesso diceva:&rdquo;Se la Chiesa permettesse di celebrare dieci Messe al giorno, vorrei celebrarle tanto volentieri senza lasciarne una sola&rdquo;. </p>
<p>Arrivava fino a dire: &ldquo;Le ostie per me fatele grosse, perch&eacute; ho bisogno di trattenermi a lungo con Ges&ugrave; e non vorrei che le sacre Specie si consumassero troppo presto&rdquo;. </p>
<p>A san <strong>Giuseppe da Copertino</strong> il superiore chiese come mai inceppasse nel pronunciare le parole della consacrazione, e il santo rispose: &ldquo;Le parole santissime della Consacrazione sono sulle mie labbra come carboni ardenti. Pronunciandole devo fare come chi deve ingoiare cibi bollenti&rdquo;. E avrebbe desiderato avere mani riservate solo a toccare l&rsquo;Eucaristia. </p>
<p>Nel suo diario <strong>sant&rsquo;Ignazio di Loyola</strong> annota spesso le lacrime da lui sparse durante la celebrazione della Messa. &ldquo;Ogni mattina, nonostante i molti impegni, premetteva un tempo di preparazione alla celebrazione dell&rsquo;Eucaristia, alla quale seguivano abitualmente due ore di orazione durante le quali non voleva essere disturbato. La celebrazione eucaristica costituiva il centro della sua orazione, era il tempo privilegiato per le sue pi&ugrave; intime comunicazioni con Dio, spesso accompagnate da doni mistici. All&rsquo;Eucaristia portava le sue intenzioni e preoccupazioni, che non mancavano nel governo della Compagnia, e in essa riceveva illuminazioni e ispirazioni che lo guidavano al fedele compimento dei disegni divini&rdquo; (Giovanni Paolo II, 31.7.90). </p>
<p>San <strong>Francesco di Assisi</strong> ascoltava abitualmente due Messe, e le lacrime da lui versate a volte diventavano sanguigne. Diceva: &ldquo;L&rsquo;uomo deve tremare, il mondo deve fremere, il Cielo intero deve commuoversi quando sull&rsquo;altare tra le mani del sacerdote appare il Figlio di Dio&rdquo;. </p>
<p>San <strong>Tommaso di Aquino</strong> dopo la sua Messa ne serviva un&rsquo;altra in ringraziamento. Sono suoi i meravigliosi inni per la festa del Corpus Domini. </p>
<p>San <strong>Luigi IX,</strong> re di Francia, ascoltava ogni giorno diverse Messe. A quel ministro che lo voleva pi&ugrave; dedito agli affari del regno, il santo rispose: &ldquo;Se impiegassi doppio tempo nei divertimenti o nella caccia, nessuno ne avrebbe da ridire!&rdquo;. Ascoltava la Messa in ginocchio sul nudo pavimento, e quando gli fu presentato un inginocchiatoio, disse: &ldquo;Nella Messa Dio si immola, e quando Dio si immola, anche i re si inginocchiano sul pavimento. </p>
<p>Altri rilievi si potrebbero fare ricordando il rispetto dei Santi per i frammenti eucaristici, cos&igrave; scandalosamente trascurati non solo nelle Messe dei neocatcumenali. Essendogli caduta inavvertitamente una particola, san <strong>Carlo Borromeo</strong> per quattro giorni non ebbe il coraggio di celebrare la Messa e si impose la penitenza di otto giorni di digiuno. </p>
<p>Santa <strong>Teresa d&rsquo;Avila</strong> dopo la Messa vide un frammento di Ostia sulla patena. Chiam&ograve; allora le novizie, e in processione port&ograve; in sacrestia la patena con somma venerazione. Esagerazione di Santi? No, ma senso di proporzione di fronte alla divina Presenza. </p>
<p>Occorrerebbe rileggere le vite dei Santi, come <strong>Filippo Neri, Lorenzo da Brindisi, Veronica Giuliani, Giuseppe da Copertino, Alfonso de Liguori, Gemma Galgani</strong> e tanti altri per conoscere la loro sentita e spesso sofferta partecipazione al mistero della Croce. </p>
<p>&ldquo;Come rimanere indifferenti di fronte alla crocifissione di Ges&ugrave;? Non saremo come gli Apostoli addormentati nel Getsemani, o peggio come i soldati che ai piedi della Croce giocavano a dadi, incuranti degli spasimi atroci di Ges&ugrave; morente? Eppure questa &egrave; l&rsquo;impressione angosciosa che si prova oggi assistendo alle Messe celebrate al ritmo delle chitarre e delle tarantole, con donne in abiti sconci e giovani dalle fogge pi&ugrave; stravaganti?&rdquo; (P. Stefano Manelli). E peggio ancora </p>
<p><strong>La Messa &egrave; anzitutto Sacrificio</strong> </p>
<p>Al di l&agrave; delle aberrazioni avvenute in questi anni, rimane una riforma liturgica infetta di progressismo e superficialit&agrave; elaborata in fucine progressiste ben lontane dalla luce donata alla Chiesa dalla tradizione di mistici e santi che ben percepivano il valore redentivo della Messa. </p>
<p>Il cardinal Ratzinger denunzia una diffusa riluttanza di teologi anche cattolici ad affermare il valore sacrificale della Messa, per accentuarne l&rsquo;aspetto conviviale, riducendola a cena alla maniera protestante. Tale deformazione va contro le chiare indicazioni della Scrittura, le parole di Ges&ugrave; nell&rsquo;istituzione eucaristica, la tradizione perenne della Chiesa e l&rsquo;atteggiamento dei Santi. Occorre approfondire il senso del Sacrificio. </p>
<p>&ldquo;Sacrificium&rdquo; &egrave; &ldquo;sacrum facere&rdquo;, rendere sacro, consacrare. </p>
<p>I sacrifici, anche pagani, si ispirano pi&ugrave; o meno consapevolmente all&rsquo;idea che l&rsquo;oggetto offerto in sacrificio entra nella sfera inviolabile del sacro. Mediante il Sacrificio della Croce Cristo&ldquo;entra nel Santuario una volta per tutte&rdquo; (Eb 9, 11s), entra nella Luce inaccessibile di Dio offrendo se stesso al Padre come vittima senza macchia che si sostituisce a tutte le vittime offerte a Dio dagli uomini, sia nell&rsquo;Antica Alleanza che nella Nuova: il suo &egrave; il Sangue della Nuova Alleanza. </p>
<p>Il senso della sua offerta &egrave; espresso da Ges&ugrave; stesso entrando nel mondo con queste parole rivolte al Padre: &ldquo;Tu non volesti sacrifici e oblazioni, ma mi hai foggiato un corpo; non volesti olocausti n&eacute; vittime espiatorie. Allora dissi: &lsquo;Eccomi, o Dio, come &egrave; scritto per Me, a fare il tuo volere&rdquo;. E&rsquo; un &ldquo;volere per il quale noi siamo santificati mediante l&rsquo;oblazione del Corpo di Ges&ugrave; Cristo una volta per sempre&hellip; Il nostro Sacerdote ha offerto in perpetuo un solo Sacrificio per i peccati e si &egrave; assiso alla destra di Dio, e con un&rsquo;unica oblazione ha reso perfetti per sempre coloro che vengono santificati&rdquo; (Eb 10, 5s). </p>
<p>Questa &ldquo;consacrazione&rdquo; &egrave; espressa dunque da Ges&ugrave; nel &ldquo;fare il volere del Padre&rdquo;:&rdquo;Mio cibo &egrave; fare la volont&agrave; di colui che mi ha mandato e compiere l&rsquo;opera sua&rdquo; (Gv 4, 34). </p>
<p>Il Sacrificium si attua dunque in una configurazione di Amore del Figlio per il Padre in forza dello Spirito che fa del Padre e del Figlio una cosa sola. Il fondo del Sacrificio &egrave; quindi l&rsquo;Amore, che consacra nella verit&agrave;. </p>
<p>Il Sacrificio di Ges&ugrave; Cristo ci rende sacri configurandoci con Ges&ugrave; nel suo Amore per il Padre. Quindi il Sacrificio Eucaristico, che perenna il Sacrificio della Croce, &egrave; essenzialmente Comunione di Amore di Ges&ugrave; con il Padre, comunione nostra di amore con Ges&ugrave;. La Comunione &egrave; il compimento del Sacrificio. </p>
<p>Il Sacrificio della Croce e il Sacrificio Eucaristico che lo attualizza hanno per noi un valore redentivo: il significato profondo della Messa &egrave; la Redenzione operata da Ges&ugrave; sulla Croce: lo ha detto Lui stesso nell&rsquo;atto di istituire il Sacrificio Eucaristico: &ldquo;Questo &egrave; il mio Corpo, dato per voi&hellip; Questo Calice &egrave; la Nuova Alleanza nel mio Sangue: fate questo, tutte le volte che lo berrete, in memoria di Me&rdquo;. &rdquo; Quindi - commenta l&rsquo;Apostolo - ogni volta che voi mangiate di questo Pane e bevete di questo Calice, voi annunziate la morte del Signore fino a che Egli venga&rdquo; (1 Cor11, 23s e parr.). </p>
<p><strong>Da Sacro Convito a comunit&agrave; secolarizzata</strong> </p>
<p>Spostando la prospettiva verso una concezione conviviale della Messa incentrata nella comunit&agrave;, ossia oscurando il valore sacrificale della Messa a vantaggio dell&rsquo;aspetto conviviale, la corrente liturgica modernista cade inevitabilmente nell&rsquo;alterazione dello stesso valore conviviale dell&rsquo;istituzione eucaristica, ossia dell&rsquo;indole essenzialmente redentiva del Sacro Convito: da Comunione di Redenti radunati per alimentarsi del Corpo e del Sangue di Cristo e trasformarsi in Colui che mangiamo (LG 26) l&rsquo;assemblea decade in riunione umanitaria, un incontro di amici per interessi terreni. </p>
<p>A questo punto rileviamo un altro increscioso smarrimento di certa teologia attuale: ossia l&rsquo;esortazione a non fare nella celebrazione eucaristica moralismo o dell&rsquo;ethos, come allude Ratzinger. </p>
<p><strong>Decadimento della spiritualit&agrave;</strong> </p>
<p>Questa &ldquo;messa in guardia&rdquo; dal moralismo appare&nbsp;in una&nbsp;lettera per il Congresso Eucaristico di Milano. Ci si chiede che senso abbia tale esclusione: non &egrave; forse istituita l&rsquo;Eucaristia per santificarci nella Verit&agrave;, come ha pregato Ges&ugrave; nell&rsquo;orazione sacerdotale? Che senso dare alle parole di Ges&ugrave;: &ldquo;Come il Padre, il Vivente ha mandato me, e io vivo per il Padre cos&igrave; chi mangia di me vivr&agrave; per me&rdquo; (Gv 6,57)? Come dissociare l&rsquo;Eucarista dalla configurazione spirituale e morale con Ges&ugrave; Amore, dalla metanoia o conversione che anima l&rsquo;intero Vangelo? Dimenticando l&rsquo;aspetto conversivo, di configurazione spirituale con Cristo, si pu&ograve; ancora parlare di Eucaristia? O si vuole ridurre la Comunione a un fatto puramente fisiologico o simbolico? </p>
<p>Vivere per Ges&ugrave; significa vivere nella sua grazia, vivere senza peccato, rinunciare a se stessi e portare la croce, vivere moralmente puri come esige il Vangelo. </p>
<p>S. <strong>Giovanni Crisostomo</strong> esortava: &ldquo;Come potremmo noi fare dei nostri corpi un&rsquo;ostia? I vostri occhi non guardino nulla di cattivo, e avrete offerto un sacrificio; la vostra lingua non proferisca parole sconvenienti, e avrete fatto un&rsquo;offerta; la vostra mano non commetta peccato, e avrete compiuto un olocausto&rdquo;. Senza trasformazione morale la Comunione &egrave; vana. </p>
<p>Col consueto acume teologico il grande Agostino insegna che &ldquo;il Sacrificio Eucaristico ha come scopo che tutta la citt&agrave; redenta, ossia la riunione e la comunit&agrave; dei santi, si offra a Dio come sacrificio universale per mezzo del Grande Sacerdote, il quale ha offerto se stesso per noi con la sua passione per farci diventare corpo di cos&igrave; eccelso Capo&rdquo; (PO 2). L&rsquo;offerta non &egrave; tanto materiale quanto spirituale, di conformit&agrave; con Cristo e con Dio.</p>
<p><strong>&nbsp;Il dissolvimento graduale</strong></p>
<p>&nbsp;La carenza di profondit&agrave; nell&rsquo;intuire le implicanze del Sacrificio ha indotto le Messe spettacolo, svuotamento dell&rsquo;efficacia redentiva ed esaltazione dell&rsquo;esteriorit&agrave;. Il profano rimpiazza il sacro fino alle forme pi&ugrave; dissacranti, come nelle new look Masses con ragazze in calzamaglia, o nelle clown Masses celebrate perfino poco fa da Salesiani, nelle Messe con musiche e danze mondane! </p>
<p>I Santi non hanno fatto questione di spettacolarit&agrave; liturgica. Pio XII nell&rsquo;enciclica Mediator Dei ci ha indicato lo spirito con cui si deve partecipare alla Messa: mediante una configurazione con Cristo in modo che ciascuno possa ripetere le parole di San Paolo: &ldquo;Sono confitto con Cristo in Croce, e vivo non gi&agrave; io, ma vive in me Cristo&rdquo;. Sospesi con Ges&ugrave; sulla Croce, come Padre Pio! </p>
<p>La Messa &egrave; fatta di segni, e i segni sono frecce che rimandano ai significati. Il cambiamento dei segni ha anticipato e seguito l&rsquo;alterazione dei significati eucaristici. </p>
<p>E&rsquo; avvenuta una rivoluzione graduale che io stesso ho potuto seguire nel mio istituto religioso, che ha avuto una parte di guida in questa deplorevole vicenda. </p>
<p>Visitando certe nostre case religiose gi&agrave; negli anni settanta mi accorsi che i tabernacoli erano stati emarginati e gli inginocchiatoi erano stati sostituiti da sedie o panche. </p>
<p>Ancor prima che fosse introdotto l&rsquo;uso della Comunione nelle mani (in seguito a una votazione della CEI nella quale l&rsquo;esigua maggioranza del s&igrave; era stata raggiunta introducendo votanti non vescovi), uno dei superiori ne aveva dato l&rsquo;ordine, e un mio confratello che si rifiut&ograve; di accettare l&rsquo;abuso fu impedito di celebrare la Messa domenicale nella nostra chiesa. </p>
<p>Un altro superiore, che sbrigava la sua Messa in sette minuti, pretese che si celebrasse senza paramenti con la sola stola, abuso ormai abituale tra i religiosi di altre nazioni. </p>
<p>E&rsquo; stata negata la richiesta di celebrare rivolti verso la Croce, e fino all&rsquo;ultima cappella il tabernacolo &egrave; stato emarginato dal centro.A Bergamo e a Schilpario i tabernacoli, a forma di lanterna, sono stati abbassati all'altezza del ginocchio, tanto che una bimba a Schilpario li apr&igrave; e due volte consum&ograve; le particole consacrate. Tale abbassamento avvenne anche a Gignese, e la presenza eucaristica veniva velata dall'organo o dalle corone di fiori per defunti ecc. Il parroco fu ricoverato per pazzia. </p>
<p>L&rsquo;ultimo fatto significativo &egrave; stata la concelebrazione dei superiori italiani intorno a un dimesso tavolino nello stesso appartamento del Fondatore. E&rsquo; il simbolo ben visibile di una linea di condotta, di un deciso orientamento assunto dai superiori verso la &ldquo;modernizzazione&rdquo; della Messa a un fatto conviviale avulso dal Sacrificio della Croce. E tutto questo &egrave; avvenuto in modo graduale, per evitare traumi, sotto la copertura dell&rsquo;obbedienza ai superiori! Tanto decadimento liturgico non sarebbe stato possibile se l&rsquo;elezione di superiori non fosse avvenuta per via di discutibili cooptazioni. E altrettanto &egrave; avvenuto tra teologi che si esaltano a vicenda in misura degli errori da essi sostenuti. </p>
<p><strong>Altre implicanze</strong> </p>
<p>Si pongono, a questo punto, altri quesiti riguardanti il Sacerdozio, la Vita Consacrata e la stessa Chiesa. </p>
<p>Svuotata la Messa del suo valore sacrificale e ridotta l&rsquo;assemblea ad adunanza conviviale, che valore rimane al Sacerdozio? </p>
<p>E&rsquo; scritto: &ldquo;Ogni sommo sacerdote, venendo assunto di mezzo agli uomini, a pro degli uomini &egrave; costituito nei rapporti con Dio per offrire oblazioni e sacrifici espiatori, sapendo benignamente compatire quelli che peccano per ignoranza o errore, perch&eacute; anch&rsquo;egli &egrave; soggetto a debolezze, e per esse deve, come per il popolo e cos&igrave; anche per s&eacute;, offrire espiazioni&rdquo; (Eb 5, 1s). Questa funzione sacrificale &egrave; interpretata come estesa ad ogni presbitero che celebra il Sacrificio Eucaristico in nome dell&rsquo;Eterno Sacerdote nella Chiesa. Se decade la funzione espiatoria, all&rsquo;intero ordine sacerdotale rimane una semplice funzione sociale, umanitaria, che non ha nulla di sacro, di redentivo. </p>
<p>Per conseguenza, che senso rimane a un istituto religioso che si considera sacerdotale? La deduzione &egrave; lampante: non ha pi&ugrave; ragione di essere, e la stessa vita religiosa decade in assembramento illusorio, anche perch&eacute; l&rsquo;Eucaristia perderebbe la sua forza trasformante, di configurazione con Cristo, di santificazione. </p>
<p>Ma essendo tutta la vita della Chiesa incentrata nel Sacerdozio di Cristo e nella sua Presenza Reale, che senso rimarrebbe alla Chiesa se non di istituzione umanitaria? </p>
<p>Hanno riflettuto i responsabili della curva dissolvitrice del senso sacrificale della Messa sulle conseguenze della loro spensieratezza? E non hanno ragione i sudditi di tali istituti di sentirsi traditi dai propri superiori? Per consapevole tradimento a Cristo, alla sua Chiesa, ai loro stessi sudditi, o per semplice mediocrit&agrave; intellettuale? A Dio il giudizio. Ma perch&eacute; certi superiori si accaniscono ancora a segare il ramo su cui sono seduti? </p>
<p><strong>Il valore dei segni</strong> </p>
<p>I segni oggi parlano chiaro: </p>
<p>i tabernacoli sono stati emarginati: Ges&ugrave; non &egrave; pi&ugrave; al centro della chiesa come Presenza da adorare. </p>
<p>Con il decentramento dell&rsquo;Eucaristia il celebrante si insedia nel centro del presbiterio voltando le spalle alla Croce e facendosi centro della celebrazione rivolta alla comunit&agrave;: dato che questo &egrave; avvenuto per suggestione modernista, quindi atea, ci si chiede se non si verifichi oggi la profezia dell&rsquo;Apostolo sull&rsquo;uomo dell&rsquo;empiet&agrave;, il figlio della perdizione, l&rsquo;avversario, che si innalza al di sopra di quanto viene chiamato Dio o &egrave; oggetto di venerazione, fino ad assidersi nel tempio di Dio proclamando di essere Dio lui stesso (2 Ts 2, 3s). </p>
<p>La celebrazione assume facilmente un aspetto spettacolare con la coreografia dei canti e delle musiche, o di altre trovate simboliche, come l&rsquo;erezione della ghigliottina in segno di protesta, come &egrave; avvenuto a Monaco di Baviera. </p>
<p>Il darsi la mano prima della Comunione sottolinea la dimensione comunitaria e distoglie dal debito raccoglimento di unione con Ges&ugrave; presente nell&rsquo;Eucaristia, che divenuto Uno in tutti &egrave; il vero autore dell&rsquo;unione tra i presenti alla mensa eucaristica; </p>
<p>La Comunione nella mano banalizza la divina Presenza, ed &egrave; anche occasione di dispersione delle particole consacrate e di dissacrazioni, perfino satanistiche. L&rsquo;eccessiva facilit&agrave; delle Comunioni moltiplica i casi di comunioni sacrileghe per rispetto umano: molti dimenticano il richiamo di Paolo, che &ldquo;chiunque mangia il Pane e beve il Calice del Signore indegnamente&hellip;, mangia e beve la propria condanna&rdquo; (1 Cor 11, 27s). </p>
<p>Col pretesto di dissolvere quanto fu chiamato intimismo, il dialogo personale con Ges&ugrave; presente nella Comunione viene disturbato e impedito mediante la riduzione del tempo del ringraziamento, dal segno di pace dato nell&rsquo;imminenza della Comunione, da ingombri di canti e musiche, dagli avvisi del celebrante rimandati proprio nei pochi minuti del ringraziamento. </p>
<p>Se si abbracciano altri elementi dell&rsquo;attuale liturgia eucaristica, come l&rsquo;abolizione degli inginocchiatoi, l&rsquo;invito a stare seduti alla Comunione e in genere l&rsquo;allergia al senso della riverenza profonda dovuta alla Presenza Reale, si ha la dimostrazione dell&rsquo;indole deviante della riforma liturgica postconciliare, e le stesse parole della Consacrazione, rimaste a segnare la centralit&agrave; del Sacrificio, appaiono quasi fuori contesto celebrativo. </p>
<p>Ben diversi appaiono i segni dei Santi, ben consapevoli di quanto si svolge sull&rsquo;altare durante il Sacrificio Eucaristico. Se la riforma liturgica fosse stata fatta dai santi non saremmo certo arrivati a questo punto, in cui durante il Sacrificio Eucaristico non si sa pi&ugrave; dove sia andato a finire Ges&ugrave; Crocifisso, oggi sostituito da celebranti che si mettono in primo piano oscurando la Presenza del Sommo ed Eterno Sacerdote che unisce la Chiesa al suo Sacrificio di adorazione del Padre e salvezza dell&rsquo;umanit&agrave;. </p>
<p>Si vorranno forse criticare certe imposizioni restrittive del passato per la Comunione Eucaristica: il digiuno da mezzanotte, il riceverla in ginocchio alla balaustra con le mani sotto la tovaglia, il ringraziamento in ginocchio e prolungato. I liturgisti d&rsquo;oggi con la loro tendenza a facilitare tutto, la loro allergia a esigere sacrifici, hanno certo allungato le file dei comunicanti, ma hanno filtrato l&rsquo;eventualit&agrave; di comunioni sacrileghe, di dispersione dei frammenti eucaristici, gli atteggiamenti troppo superficiali riservati al Santo Sacramento? Una pi&ugrave; coraggiosa richiesta di mortificazione contro la faciloneria e il permissivismo, ne siamo convinti, ci avrebbe dato un cattolicesimo migliore. </p>
<p><strong>Torniamo ai Santi</strong> </p>
<p>Il dono mistico si esprimeva nei Santi con la riverenza di cui abbiamo riportato qualche esempio, e bisognerebbe rivisitare l&rsquo;intera bibliografia della santit&agrave; per valutarne la portata. I Santi agivano cos&igrave; perch&eacute; percepivano il valore del Sacrificio Eucaristico. Ne ricordiamo alcuni pensieri. </p>
<p><strong>S. Agostino</strong>: &ldquo;Dio, essendo onnipotente non pot&eacute; dare di pi&ugrave;, essendo sapientissimo non seppe dare di pi&ugrave;, essendo ricchissimo non ebbe da dare di pi&ugrave;&rdquo;. &ldquo;Negli uomini Cristo non trov&ograve; nulla di mondo da potere offrire a vantaggio degli stessi uomini. Allora offr&igrave; se stesso come vittima pura, vittima felice, vittima vera, sacrificio immacolato. Non offr&igrave; cose che noi gli avevamo dato, o meglio offr&igrave; cose prese da noi ma da lui stesso purificate: offr&igrave; infatti la carne che aveva presa da noi. E da chi la prese? Dal seno della Vergine Maria. Egli &egrave; Re e Sacerdote: rallegriamoci in lui&rdquo;. </p>
<p><strong>S. Bernardo</strong>: &ldquo;L&rsquo;Eucaristia &egrave; l&rsquo;Amore che supera tutti gli amori del Cielo e sulla terra&rdquo; (Amore di Cristo che muore in croce per la salvezza del mondo). </p>
<p><strong>S. Bonaventura</strong>: &ldquo;La Messa &egrave; l&rsquo;opera in cui Dio ci mette sotto gli occhi tutto l&rsquo;amore che ci ha portato: &egrave; la sintesi di tutti i suoi benefici&rdquo;. </p>
<p><strong>S. Tommaso</strong>: &ldquo;Tanto vale la celebrazione della Messa quanto vale la morte di Ges&ugrave; in croce&rdquo;. E ogni mattina dopo la sua Messa ne serviva un&rsquo;altra in ringraziamento. </p>
<p><strong>S. Filippo Neri</strong>: &ldquo;Con l&rsquo;orazione noi domandiamo a Dio le grazie, nella santa Messa costringiamo Dio a darcele&rdquo;. </p>
<p><strong>S.Lorenzo Giustiniani</strong>: &ldquo;Nessuna lingua umana pu&ograve; enumerare i favori dei quali &egrave; sorgente il Sacrificio della Messa: il peccatore si riconcilia con Dio, il giusto diventa pi&ugrave; giusto, sono cancellate le colpe, annientati i vizi, alimentate le virt&ugrave;, confuse le insidie diaboliche&rdquo;. </p>
<p><strong>S. Giovanni Maria Vianney</strong>: &ldquo;Il martirio non &egrave; nulla in confronto della Messa, perch&eacute; il martirio &egrave; il sacrificio dell&rsquo;uomo a Dio, mentre la Messa &egrave; il Sacrificio di Dio per l&rsquo;uomo!&rdquo;. &ldquo;Tutte le opere buone riunite insieme non possono valere una Santa Messa, perch&eacute; esse sono opere degli uomini, mentre la Santa Messa &egrave; opera di Dio&rdquo;. </p>
<p><strong>S. Leonardo da Porto Maurizio</strong>: &ldquo;La Santa Messa &egrave; il sole dei cristiani, l&rsquo;anima della fede, il centro della religione cattolica, dove convergono tutti i riti e tutti i sacramenti. Insomma &egrave; il compendio di tutto il buono che si trova nella Chiesa di Dio&rdquo;.</p>
<p><strong>S. Alfonso</strong>: &ldquo;Dio stesso non pu&ograve; fare che vi sia un&rsquo;azione pi&ugrave; santa e pi&ugrave; grande della celebrazione di una Santa Messa&rdquo;. </p>
<p><strong>S. Pier Giuliano Eymard</strong>: &ldquo;La Messa &egrave; l&rsquo;atto pi&ugrave; santo della Religione: tu non potresti far niente di pi&ugrave; glorioso a Dio, n&eacute; di pi&ugrave; vantaggioso alla tua anima che di ascoltarla piamente e il pi&ugrave; sovente possibile&rdquo;. </p>
<p><strong>S. Bernardetta</strong> a un sacerdote novello: &ldquo;Ricordati che il Sacerdote sull&rsquo;altare &egrave; sempre Ges&ugrave; Cristo in croce!&rdquo;. </p>
<p><strong>S. Teresa di Ges&ugrave; Bambino</strong>: &ldquo;Nella Messa offriamo a Dio pi&ugrave; di quello che riceviamo da Lui&rdquo;. </p>
<p><strong>Padre Pio</strong>: &ldquo;Se gli uomini comprendessero il valore della Mesa, ci vorrebbero i carabinieri per tenere in ordine le folle di gente nelle chiese&rdquo;. &ldquo;La Santa Messa &egrave; infinita come Ges&ugrave;. Chiedete a un Angelo che cosa sia una Messa, ed egli vi risponder&agrave; con verit&agrave;: Capisco che cos&rsquo;&egrave; e perch&eacute; si fa, ma non comprendo quale valore abbia. Un Angelo, mille Angeli , tutto il Cielo sanno questo e cos&igrave; pensano&rdquo;. </p>
<p><strong>&ldquo;Ges&ugrave;, balla con noi!&rdquo;</strong> E&rsquo; il ritornello che risuona nella Messa festiva di una parrocchiale milanese. Dove sono andati a nascondersi certi cervelli sacerdotali? La Chiesa chiama alla Messa festiva sotto pena di peccato grave, impegnando a una seriet&agrave; che i fedeli hanno il diritto di esigere per non sprecare il proprio tempo. Ma chi protesta? </p>
<p>E dove &egrave; andato a finire il richiamo alla santit&agrave; in questo clima di vuoto buonismo, di ecumenismo che ritiene salvifica ogni religione, di comunitarismo spensierato&hellip;? Le vocazioni sacerdotali e religiose nascono dall&rsquo;Eucaristia, ma quale? </p>
<p>La Chiesa &egrave; Ges&ugrave;! E&rsquo; Ges&ugrave; che l&rsquo;ha amata come Sposa e per essa ha dato se stesso al fine di santificarla, purificandola col lavacro dell&rsquo;Acqua e della Parola, per farsela comparire innanzi, questa Chiesa, risplendente di gloria, senza macchia n&eacute; ruga o altro di simile, perch&eacute; sia santa e irreprensibile&rdquo; (Ef 5, 24s). </p>
<p>Ex Corde scisso Ecclesia, Cristo iugata, nascitur: lo abbiamo dimenticato?</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=112]]></link>
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	<dc:date>2010-03-12T13:39:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fede è Sicurezza]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Parlando di stabilit&agrave;, solidit&agrave;, sicurezza, la Scrittura indica il modello pi&ugrave; alto in Dio, usando queste espressioni: Tu, o Dio, rimani in eterno (Sal 101, 13); Dio solo &egrave; il Giusto, l'Onnipotente ed Eterno (Mc 1, 25); La sua fedelt&agrave; rimane in eterno (Sal 116, 2); Eterna &egrave; la sua misericordia (Sal 102, 17); oppure espressioni equivalenti attinte dalla considerazione delle sue opere: Con la sua parola Dio ha reso stabile il cielo (Sal 32, 6); Ti amo, Signore, mia roccia di rifugio e mio baluardo (Sal 17, 1s). </p>
<p>Tutto quello che Dio fa, rimane stabile, acquista consistenza incrollabile, come il firmamento (=ci&ograve; che rimane fermo, saldo, irremovibile), la terra, il regno di Davide, il regno di Ges&ugrave;, la Chiesa fondata su Pietro, i credenti che si affidano a Lui. Per dare credibilit&agrave; alla sua parola, Dio giura per se stesso (Gn 22, 16), non essendoci altro riferimento pi&ugrave; stabile della sua divinit&agrave;. </p>
<p>Tutto il resto &egrave; instabile, precario, si logora come un vestito (Sal 101, 27). Tutto passa, Dio solo resta, ma chi aderisce al Signore, fa un solo spirito con Lui (1 Cor 6, 17), ossia acquista la sua consistenza, la sua irremovibilit&agrave;. Questa consistenza ci &egrave; data dunque dall'adesione a Dio, alla sua parola: ci &egrave; data dalla Fede. </p>
<p>Alla Fede ci richiama l'Apostolo, per non essere come bambini sballottati e portati qua e l&agrave; da ogni vento di dottrina tra i raggiri degli uomini e la loro scaltrezza a inoculare l'errore; ci esorta ad operare secondo verit&agrave; (Ef 4, 14s). </p>
<p>Oltre che sulla fedelt&agrave; di Dio la nostra fede si fonda sulla sua onnipotenza. Nulla &egrave; impossibile a Dio. La sua onnipotenza &egrave; in s&eacute; infinita, ma viene limitata dalla nostra fede. Ges&ugrave; ci insegna: &quot;Se eveste fede come un granellino di senape, potreste dire a questo monte 'Spostati di qua a l&agrave;', ed esso si sposterebbe, e nulla vi sar&agrave; impossibile (Mt 17, !9; v. anche Lc 17, 6). </p>
<p>La prima e pi&ugrave; grandiosa manifestazione dell'onnipotenza di Dio sta nella Creazione, e ancor pi&ugrave; nella Redenzione. A Isaia, impressionato della decadenza dell'uomo, sembr&ograve; di chiedere l'impossibile gridando a Dio: &quot;Oh, se squarciassi i cieli e discendessi!&quot; (Is 64, 1). Ma Dio gli rispose con la profezia &quot;La vergine concepir&agrave; e dar&agrave; alla luce un figlio e gli porr&agrave; il nome Emmanuele&quot; (=&quot;Dio con noi&quot;: Is 7, 14), promettendo l'Incarnazione del Figlio suo. </p>
<p>Che Dio si faccia uomo e muoia in croce &egrave; cosa talmente al di sopra dei nostri intendimenti, che possiamo credere solo al pensiero che Dio &egrave; Amore (1 Gv 4, 8). Giustamente la Chiesa esalta Dio che ha creato il mondo in modo mirabile, e lo ha redento in modo ancor pi&ugrave; mirabile (Offertorio preconc.). E l'Apostolo trae la riflessione logica: &quot;Se Dio ci ha dato il suo Figlio, come non ci dar&agrave; ogni altro dono insieme con Lui?&quot; (Rm 8, 32). </p>
<p>La prima Fede che sposta le montagne &egrave; credere nell'Amore, &egrave; la certezza che Dio ci ama: &quot;Noi abbiamo creduto nell'Amore&quot; (1 Gv 4, 16). Allah che vuole la guerra santa non &egrave; amore, non &egrave; Dio, ma un demonio; il vero paradosso divino si verifica quando il sacerdote alza la fragile Ostia che contiene Colui che sostiene le sconfinate galassie! </p>
<p><strong>Fede contemplativa</strong> </p>
<p>In un certo senso l'intera natura vive di fede, affidandosi inconsciamente al disegno di Dio che non muta. La sua inconcussa stabilit&agrave; ci consente di contare sulla solidit&agrave; della terra per camminare senza timori, sulla legge di gravit&agrave; per costruire case e tenere le cose in ordine , sulle frequenze ondulatorie per trasmettere messaggi a distanza. Noi viviamo sulla solidit&agrave; delle creature di Dio. </p>
<p>La Scrittura allude continuamente ai fatti naturali per insegnarci le cose spirituali, anzi possiamo dire che tutto il linguaggio spirituale si snoda sulle nostre esperienze naturali, come quando diciamo &quot;camminare nelle vie del Signore, ascoltare la parola di Dio, Dio &egrave; la roccia che ci salva, Dio &egrave; luce, ecc.&quot;. </p>
<p>Dio per&ograve; interviene nella storia per informarci di ci&ograve; che la natura non ci dice, e ci rivela un mondo superiore, il mondo invisibile in cui Egli vive e che ci riserva come approdo dell'esistenza. Ci rivela la Trinit&agrave; delle Persone nell'unit&agrave; della natura divina, l'esistenza di creature angeliche, l'Incarnazione del Verbo, la Redenzione, la presenza reale di Ges&ugrave; nell'Eucaristia, l'elevazione alla grazia, l'attendibilit&agrave; delle Scritture, il Paradiso e l'inferno. Contemplando con la mente e aderendo con la volont&agrave; alla sua Rivelazione noi abbiamo una guida sicura verso la verit&agrave; tutta intera promessa da Ges&ugrave; mediante il suo Spirito (Gv 16, 12s). Ges&ugrave; solo pu&ograve; dirci: &quot;Io sono la luce del mondo: chi segue me non camminer&agrave; nelle tenebre, ma avr&agrave; la luce della vita&quot; (Gv 8, 12). </p>
<p>Contemplando le verit&agrave; rivelate, siamo elevati a vivere nel mondo in cui vive Dio stesso: ecco la ricchezza e la bellezza della fede contemplativa. Essa dilata i nostri orizzonti conoscitivi, ci apre al mondo di Dio, ci fa vedere al di l&agrave; delle cose di questo mondo, dilata i nostri orizzonti conoscitivi verso la verit&agrave; tutta intera. </p>
<p>Noi viviamo in un mondo profondamente inquinato dal peccato e dall'errore, un mondo smarrito, fuori della verit&agrave;. Si rifletta sulle falsit&agrave; con cui le masse sono state sedotte dal comunismo, dal nazismo, dall'Islam. dalle pi&ugrave; assurde ideologie! Abbiamo bisogno di disintossicarci da questa atmosfera di falsit&agrave; che ci circonda, di vedere come stanno le cose in realt&agrave;. La fede ci fa vedere le cose come le vede Dio stesso, come Lui le giudica; ci porta a penetrare la realt&agrave; con l'intelletto divino, a giudicare tutto con la sapienza divina. </p>
<p>La fede contemplativa si nutre di ci&ograve; che Dio ci rivela soprattutto mediante l'Incarnazione del Verbo, Parola di Dio che si &egrave; fatto Parola dell'Uomo. Nel Vangelo Dio ci ha detto tutto, e abbiamo, nei suoi princ&igrave;pi, la risposta a tutti i quesiti umani. Per questo il Vangelo dev'essere il nostro Primo Libro. Ci sono sacerdoti che amano commentare la Parola di Dio con le povere parole umane, intrise di errori e di frammenti di verit&agrave;: Ges&ugrave; &egrave; la Verit&agrave;, ed &egrave; sempre sproporzionato l'interesse che ci fa correre ad ascoltare gli uomini, quando abbiamo la Parola di Dio che &egrave; Ges&ugrave; e il suo Vangelo! Maria si teneva bene a mente tutte queste cose, meditandole nel suo cuore (Lc 2, 19): per questo &egrave; per noi scrigno di verit&agrave;. Maria si &egrave; scelta la parte migliore, che non le sar&agrave; tolta (Lc 10, 42). </p>
<p>Riflettiamo sul valore del silenzio contemplativo. Uno dei danni peggiori della vita moderna &egrave; l'ingombro indotto dalle sollecitazioni mondane, che soffocano il seme di Dio. Ci si alza a radio accesa, si corre trafelati al lavoro, si &egrave; assediati dalle persone, dalle preoccupazioni burocratiche, si accende la televisione, si cena guardando il video e ci si addormenta con il televisore acceso. E la preghiera? E il dialogo in famiglia? E la meditazione della Parola di Dio?... </p>
<p>Nell'accostarci al Vangelo dobbiamo tener presente quanto ci ha detto Ges&ugrave;: &quot;Le mie parole sono spirito e vita&quot; (Gv 8, 63), e quindi si percepiscono come fatti vitali che coinvolgono tutto l'essere. Si accolgono per quella congenialit&agrave; spirituale che &egrave; data da Dio stesso: &quot;Nessuno viene a me se non &egrave; inviato dal Padre mio&quot; (Gv 8, 65); congenialit&agrave; che si ottiene con la purezza di cuore: &quot;Beati i puri di cuore, perch&eacute; vedranno Dio&quot; (Mt 4, 8). Non si accolgono senza quella libert&agrave; di spirito nei confronti altrui, per non essere inceppati dall'orgoglio umano: &quot;Come potrete credere voi, che andate in cerca della gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene dal solo Dio?&quot; (Gv 5, 44). </p>
<p>Le parabole del seme ci insegnano tante cose: seme che cade su terreni diversi (Mt 13, 1s), che si sviluppa nel silenzio (Mc 4, 26s), che cresce come il grano tra la zizzania (Mt 13, 24s), che diventa arbusto forte (Mt 13, 21s). </p>
<p>Ges&ugrave; esige la sapienza di rinunciare a tutto il resto pur di possedere Lui stesso (parabola della perla preziosa: Mt 13, 44s). Esige costanza: &quot;Se voi rimanete costanti nella mia parola sarete davvero miei discepoli, conoscerete la Verit&agrave;, e la Verit&agrave; vi far&agrave; liberi&quot; (Gv 8, 31s) </p>
<p><strong>Fede operativa: l'affidamento</strong> </p>
<p>La contemplazione ispira l'azione, la purifica, la illumina. Ecco che allora si rivela in pieno l'uomo di fede, e la fede si fa affidamento. </p>
<p>Affidamento &egrave; fidarsi di Dio a occhi chiusi e lasciarsi portare da Lui come un bimbo tra le braccia della madre. E' dargli carta bianca sulla nostra vita, sapendo fin dall'inizio che Dio scriver&agrave; nella nostra esistenza cose nuove e imprevedibili: non si tratta di fare un contratto su cose note, ma di prevedere che la vita si svolger&agrave; con continue nascite successive ritmate dalla sua Provvidenza, sicuri che la sua vista trascende la nostra come il Cielo supera la terra (Is 55, 8), che Lui sa le nostre condizioni del momento e anche del futuro, sa dove vuole portarci e non pu&ograve; che portarci al meglio. Dio mi conosce e mi chiama per nome, dice il grande Newman. </p>
<p>L'Apostolo ci insegna un pricipio fondamentale nella vita di fede: &quot;Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, poich&eacute; noi non sappiamo che cosa dobbiamo chiedere come conviene; ma lo stesso Spirito lo implora per noi con gemiti inesprimibili; e Colui che scruta i cuori sa quale sia l'anelito dello Spirito, sa che Esso prega per i santi come Dio vuole. Ora noi sappiamo che in tutte le cose Dio coopera per il loro bene con coloro che lo amano, che secondo i suoi disegni sono chiamati, poich&eacute; coloro che Egli ha distinti nella sua prescienza, li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del suo Figlio, affinch&eacute; Egli sia il primogenito tra i molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati, e li ha anche giustificati, e quelli che ha giustificati li ha anche glorificati&quot; (Rm 8, 26s). </p>
<p>Lo Spirito Santo trascende la nostra visione. Un bambino non &egrave; in grado di vedere ci&ograve; che diventer&agrave; e che gli sar&agrave; necessario quando sar&agrave; adulto, ma lo Spirito Santo sa dove vuole arrivare, e orienta con aneliti inesprimibili, ossia ignoti al bimbo e avvolti nel mistero, le sue aspirazioni con la sua supercomprensione della realt&agrave; del fanciullo. Occorre che noi ci mettiamo in pieno affidamento al suo disegno, senza opporre resistenze, con la sicurezza che Dio vede e provvede, e che tutto dispone per il nostro meglio, che &egrave; la configurazione con Cristo. Infatti tutto &egrave; creato in Lui e in vista di Lui, e tutto ha consistenza in Lui (Col 1, 16s). Essere conformi a Cristo &egrave; il massimo della perfezione raggiungibile in terra e il massimo della gloria in Cielo. E' un programma gratificante, ricco di entusiasmo, nelle condizioni normali. </p>
<p>Di fronte a situazioni difficili. don Ruotolo invita ad affidare a Dio la soluzione dei nostri problemi con il motto: &quot;Cuore di Ges&ugrave;, pensaci tu!&quot;, e molte situazioni si risolvono per vie impensate, a volte miracolose. </p>
<p>Ma possiamo trovarci in vicoli chiusi senza via di uscita: un intervento chirurgico, un incidente grave, la morte: &egrave; Ges&ugrave; in noi inchiodato sulla Croce! Non resta che dire: &quot;Mio Dio, mi fido di Te! Nelle tue mani affido il mio spirito&quot;. Santa Cateria da Siena, caduta nelle mani dei nemici, disse loro: &quot;Ora fate di me ci&ograve; che Dio vuole&quot;: torture, prigionia, uccisione? Sar&agrave; Dio stesso a guidare gli avvenimenti, e a noi non resta che piegare il capo e dire con fede ferma: &quot;Sia fatta la tua volont&agrave;&quot;. Non ci sono compromessi possibili, in certe situazioni: pensiamo ai martiri di fronte ai tribunali: non &egrave; possibile fare i furbi, per&ograve;: &quot;Non temete coloro che possono uccidere il corpo; temete piuttosto colui che anima e corpo pu&ograve; mandare in perdizione nella Geenna&quot; (Mt 10, 28s). &quot;In quel momento lo Spirito del Padre parler&agrave; in voi...&quot; (Mt 10, 20s). </p>
<p>Allora &quot;il vostro dire sia s&igrave; s&igrave;, no no&quot;. &quot;Configurati morti eius&quot; conclude l'Apostolo alla scuola di Ges&ugrave;, che ci ha detto chiaramente: &quot;Chi non porta la sua croce, chi non rinuncia alla sua stessa vita per me, non pu&ograve; essere mio discepolo&quot; (Mt 10, 37 e parr.), e ci parla del grano che se non muore non porta frutto (Gv 12, 25), dandoci l'esempio di se stesso sulla croce: &quot;Tutto &egrave; compiuto: nelle tue mani affido il mio spirito&quot;. L'affidamento elimina ogni paura. </p>
<p>Dio ha molti obiettori di coscienza, che dicono &quot;Ma perch&eacute; questo, perch&eacute; quello... Se io fossi al posto di Dio, in un attimo il mondo sarebbe cambiato&quot;. Essi dimenticano che la nostra intelligenza &egrave; una scintilla, un lucignolo fumigante, di fronte al sole dell'intelligenza divina. Dire frasi simili &egrave; bestemmia: &egrave; preferire la nostra visione a quella di Dio. </p>
<p><strong>Fede e miracoli</strong> </p>
<p>Spostare le montagne vuol dire anche fare l'impossibile, fare miracoli. Ges&ugrave; ha dato il potere agli Apostoli di fare miracoli, e lo ha dato anche ai suoi discepoli di tutti i tempi: &quot;E questi miracoli accompagneranno i credenti: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno serpenti, e se berranno qualche veleno mortifero non nuocer&agrave; loro; imporranno le mani su ammalati, ed essi guariranno...&quot; (Mc 16, 15s). </p>
<p>La storia della Chiesa e le vite dei santi sono piene di miracoli, che a Lourdes vengono sottoposti al controllo di scienziati anche atei. Essi confermano le promesse di Cristo. Ma occorre tener presenti alcuni princ&igrave;pi. </p>
<p>- Il potere di far miracoli &egrave; un carisma concesso da Dio a chi Lui vuole: non si pu&ograve; presumere di far miracoli per potere personale, quindi la pretesa di avere tale carisma mediante l'imposizione delle mani come avviene negli incontri di Rinnovamento &egrave; peccaminosa e illusoria (il movimento di Rinnovamento &egrave; inquinato da tre errori: l'imposizione delle mani avviene per via iniziatica legata al Pentecostalismo, di origine anglicana, quindi legata alla ribellione di Enrico VIII; c'&egrave; la pretesa di ottenere carismi straordinari mediante l'imposizione delle mani; c'&egrave; enfatizzazione esteriore della preghiera); </p>
<p>- &egrave; frutto di fede solida, ma pu&ograve; anche avvenire su influsso di Satana, come in Sai Baba; </p>
<p>- se non si fonda sull'umilt&agrave;, non esime dal rischio di perdizione, come dice Ges&ugrave;: &quot;Molti diranno: 'Signore, Signore, non abbiamo noi nel tuo nome profetato, e nel nome tuo scacciato i demoni, e operato nel tuo nome molti miracoli?'. Allora io dichiarer&ograve; pubblicamente: 'Io non vi ho conosciuti: via da me voi operatori di iniquit&agrave;!' &quot; (Mt 7, 21s). </p>
<p>Occorre tuttavia ricordare il comando di Ges&ugrave; rivolto particolarmente ai sacerdoti: &quot;Nel mio nome sanate infermi, risuscitate morti, mondate lebbrosi, scacciate i demoni...&quot; (Mt 10, 8s ). Se si ha fede, si ottiene. Il nostro aiuto &egrave; nel nome del Signore, che ha fatto Cielo e terra (Sal 123, 8). Non nelle nostre forze, sia ben chiaro. Pietro era sincero quando disse a Ges&ugrave;: &quot;Ti seguir&ograve; fino alla morte&quot; (v. Mt 26, 35 e Parr.), ma non aveva ancora sperimentato a sue spese ci&ograve; che aveva detto Ges&ugrave;: &quot;Senza di me non potete far nulla&quot; (Gv 15, 8). La fede comporta il trasferimento della nostra sicurezza in Dio: &quot;Tutto posso in Colui che mi d&agrave; forza&quot; (Fp 4, 13). </p>
<p>E anche: &quot;Vegliate e pregate pere non cadere in tentazione&quot; (Mt 26,). </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=111]]></link>
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	<dc:date>2010-03-11T14:47:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Riflessione sulla Chiesa]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Una riflessione sulla Chiesa deve partire dalla netta distinzione tra il suo elemento attivo santificante e il suo elemento passivo santificabile. </p>
<p>E&rsquo; diffusa la critica agli uomini di Chiesa (Papa, vescovi, sacerdoti, fedeli) come se la Chiesa si esaurisse nella loro umana realt&agrave; e si identificasse con essi, che costituiscono l&rsquo;elemento santificabile della Chiesa, mentre la Chiesa &egrave; una realt&agrave; infinitamente pi&ugrave; grande, perch&eacute; essa &egrave; soprattutto Cristo Signore, Verbo di Dio fatto uomo, che ha fondato la Chiesa e la riunisce (eccles&igrave;a significa convocazione, riunione, quindi comunione) intorno al suo Sacrificio di adorazione e la nutre con il suo Corpo e il suo Sangue, e la sua Parola evangelica. </p>
<p>La Chiesa &egrave; soprattutto Cristo. Noi definiamo l&rsquo;uomo come anima incorporata, considerando giustamente che la forma hominis, ci&ograve; per cui l&rsquo;uomo &egrave; uomo, non &egrave; il suo elemento materiale, ma la sua anima spirituale. Cos&igrave; la Forma Ecclesiae non &egrave; il suo corpo terreno, ma la sua anima trascendente, che &egrave; Cristo Signore in essa operante mediante il suo Spirito. </p>
<p><strong>Corpo Mistico di Cristo</strong> </p>
<p>Il Concilio ha riflettuto sulla Chiesa soprattutto come Popolo di Dio. E&rsquo; una nozione esatta, evocata dall&rsquo;Antico Testamento per agevolare l&rsquo;impegno ecumenico. Ma tale definizione &egrave; vaga e sfumata, assai meno precisa del concetto di Corpo Mistico magistralmente illustrato, in base alla rivelazione dell&rsquo;apostolo Paolo, dalle encicliche Mystici Corporis e Mediator Dei del grande teologo Pio XII. </p>
<p>Il Corpo Mistico evoca immediatamente l&rsquo;idea del Capo, che &egrave; Cristo: &ldquo;Dio lo ha costituito al di sopra di tutto come capo della Chiesa, la quale &egrave; il suo corpo, il compimento di Lui, che si va compiendo interamente in tutti i suoi membri&rdquo; (Ef 1, 22s). Dio Padre ci ha fatto conoscere il mistero della sua volont&agrave;, che aveva in s&eacute; prestabilito per attuarlo nella pienezza dei tempi, di incentrare tutte le cose in Cristo, le cose del Cielo e quelle della terra&hellip;, perch&eacute; noi fossimo a lode della sua Maest&agrave; (Ef 1, 9s). </p>
<p>La parola incentrare nel testo greco &egrave; espressa col verbo anakephalaioomai, composta con kephal&eacute; = capo, e traducibile con ricapitolare, porre a capo. La dottrina del Corpo Mistico &egrave; illustrata da san Paolo in varie sue lettere, e soprattutto quando parla dei carismi diffusi abbondantemente dallo Spirito Santo nella sua Chiesa (v. 1 Cor 12, 1s). </p>
<p><strong>Regno dei Cieli</strong> </p>
<p>Ges&ugrave; ha preannunziato la sua Chiesa come suo Regno. Regno che non &egrave; di questo mondo, ma che &egrave; piantato nel mondo come germe del Regno dei Cieli. Egli &egrave; presente in essa sino alla fine dei tempi per dirigerla: &egrave; Lui il timoniere che la guida attraverso i flutti tempestosi di questo mondo. Quante procelle ha superato! </p>
<p>Ges&ugrave; la descrive nelle parabole, come quelle del piccolo seme di senape che si sviluppa in albero, o del grano che cade in terreni diversi oppure &egrave; soffocato dalla zizzania; cos&igrave; pure nelle parabole del banchetto nuziale o dei vignaioli. Tutto l&rsquo;insegnamento di Ges&ugrave; definisce questo capolavoro di Dio sulla terra chiamato Chiesa, alla quale ha rivolto tutte le sue attenzioni di Creatore e Redentore. E&rsquo; il capolavoro di Ges&ugrave; che ha il suo compimento nel Cielo, dove non entra nulla di impuro (Ap 21, 27), come descrive l&rsquo;Apocalisse, concludendo: &ldquo;Lo Spirito e la Sposa dicono: Vieni!&rdquo; (Ap 22, 17). </p>
<p>L&rsquo;ha eretta come &ldquo;Casa del Dio vivo, colonna e sostegno (o fondamento) della verit&agrave;&rdquo; (1 Tm 3, 15; v. Bet-El in Ubi Petrus 165, p. 2). </p>
<p>Ha posto in essa l&rsquo;Albero della vita (v. Gn 2,9; Ap 22, 14). </p>
<p>Ne ha fatto il Tempio di Dio e la Porta del Cielo (Gn 28, 17). </p>
<p>L&rsquo;ha eletta sua Sposa, per la quale &ldquo;ha dato Se stesso al fine di santificarla e purificarla per farla comparire dinnanzi a S&eacute; risplendente di gloria, senza macchia n&eacute; ruga&rdquo; (Ef 5, 25s). </p>
<p>La Chiesa nella sua realt&agrave; profonda &egrave; quindi sempre santa, perch&eacute; Tre volte Santo &egrave; Dio che l&rsquo;ha pensata nell&rsquo;eternit&agrave;, santo &egrave; il suo fondatore Ges&ugrave; Cristo, santa &egrave; la Vergine Madre di Dio, santi sono gli eletti del Paradiso che costituiscono la celeste Gerusalemme; e perch&eacute; tutti in essa sono chiamati alla santit&agrave;: &ldquo;Siate santi, perch&eacute; Io, il Signore, sono santo&rdquo;. I popoli si alternano ed entrano in essa come peccatori per essere santificati. </p>
<p>Per conoscere la natura della Chiesa occorre approfondire l&rsquo;intera Rivelazione, dato che la Chiesa &egrave; pensata e realizzata con la Sapienza divina rivelata nelle Scritture e soprattutto nel Vangelo. </p>
<p><strong>Albero della Vita</strong> </p>
<p>Quando fu fondata la Chiesa? </p>
<p>Nei Vangeli non esiste una datazione ufficiale della nascita della Chiesa. Dio l&rsquo;ha pensata nell&rsquo;eternit&agrave; in quanto &ldquo;coloro che Dio ha distinti nella sua prescienza li ha anche predestinati a essere conformi all&rsquo;immagine del Figlio suo, affinch&eacute; Egli sia il primogenito tra i molti fratelli. Quelli che ha predestinati, li ha anche chiamati, quelli che ha chiamati li ha pure giustificati, e quelli che ha giustificati li ha anche glorificati (Rm &cedil;29s). L&rsquo;unico intuito divino che ha pensato la Creazione come unit&agrave; evolutiva, l&rsquo;ha redenta pure come unit&agrave; evolutiva legata al mistero dell&rsquo;Incarnazione del Verbo nel quale sono create tutte le cose, e tutte sono finalizzate a Lui, e tutto sussiste in Lui (Col 1, 16s). </p>
<p>Un momento significativo di questa unit&agrave; evolutiva &egrave; la preparazione avvenuta mediante l&rsquo;Antica Alleanza stabilita da Dio con il popolo eletto. Nessuna religione presenta simile anticipazione profetica. &ldquo;Dio, che gi&agrave; molte volte e in molti modi ha parlato ai nostri padri mediante i profeti, in questi ultimi tempi ha parlato a noi nel Figlio, al quale ha conferito il dominio di tutte le cose, avendo anche mediante Lui creato l&rsquo;universo&rdquo; (Eb 1, 1s). Mediante il Popolo eletto la Chiesa ha avuto una anticipazione del disegno di Dio e una ricchezza da sfruttare ancora oggi, perch&eacute; dagli ebrei abbiamo le promesse, i profeti, le Scritture.</p>
<p>Questa unit&agrave; si rivela pure in modo evolutivo anche nei Vangeli, in cui possiamo vedere vari momenti. C&rsquo;&egrave; il discorso della Montagna, ci sono gli insegnamenti dell&rsquo;ultima Cena, c&rsquo;&egrave; la preghiera sacerdotale: &egrave; una serie di sequenze che illustrano tutto il mistero cristiano e l&rsquo;indole stessa della Chiesa. </p>
<p>Alcuni momenti di particolare importanza ci fanno capire con maggiore esattezza che cos&rsquo;&egrave; la Chiesa.</p>
<p>Nell&rsquo;imminenza della sua Passione una voce viene dal Cielo a glorificare il Figlio dell&rsquo;Uomo, e Ges&ugrave; proclama: &ldquo;Ora ha luogo il giudizio per questo mondo, e il principe di questo mondo ne sar&agrave; cacciato fuori. Ed Io, quando sar&ograve; levato in alto da terra, attirer&ograve; tutti a Me&rdquo; (Gv 12, 31s). Questa proclamazione rispecchia quella fatta da Ges&ugrave; a Nicodemo: &ldquo;Come Mos&egrave; ha innalzato il serpente nel deserto, cos&igrave; bisogna che sia innalzato il Figlio dell&rsquo;Uomo, affinch&eacute; chiunque crede in Lui abbia la vita eterna&rdquo; (Gv 3, 14s). </p>
<p>L&rsquo;innalzamento sulla Croce &egrave; segnalato da Ges&ugrave; come momento di grande importanza nella sua vicenda redentrice: la Croce lo innalza come potente calamita che attrae a s&eacute; l&rsquo;umanit&agrave; redenta. Essa si erge nel cuore della storia umana e apparir&agrave; nel cielo alla fine dei tempi come segno del Figlio dell&rsquo;Uomo. </p>
<p><strong>Dal Cuore squarciato</strong> </p>
<p>La Chiesa nasce e si sviluppa intorno alla Croce, e ancor pi&ugrave; esattamente, come ricorda il Concilio, &egrave; dal Cuore squarciato di Cristo che nasce la Chiesa sua Sposa (Inno al Cuore di Ges&ugrave;). &ldquo;L&rsquo;inizio e la crescita della Chiesa sono significati dall&rsquo;acqua e dal sangue che uscirono dal costato aperto di Cristo dormiente sulla Croce&rdquo; (LG 3). &ldquo;Dal costato di Cristo dormiente sulla Croce &egrave; scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa&rdquo; (SC 1). </p>
<p>Ges&ugrave; stesso ha piantato la Croce come Albero della Vita nel cuore della Chiesa istituendo il Sacrificio Eucaristico che rinnova sino alla fine dei tempi lo stesso Sacrificio da Lui compiuto come Sommo Sacerdote e come Vittima divina sulla Croce. </p>
<p>Nel Sacrificio Eucaristico &egrave; Lui stesso che si offre sulla Croce per rendere alla Santissima Trinit&agrave; l&rsquo;adorazione, il ringraziamento, la riparazione e la supplica nel modo perfettissimo possibile solo a Lui che &egrave; il Figlio di Dio. Il celebrante principale nel Sacrificio Eucaristico &egrave; quindi Ges&ugrave; stesso, in qualit&agrave; di Sommo ed eterno Sacerdote, e anche Vittima pura, santa, immacolata, mentre il sacerdote terreno &egrave; unito a Lui come strumento che gli rende possibile rinnovare il Sacrificio della Croce. Nella Santa Messa avviene un misterioso superamento oltre il tempo e lo spazio che identifica il Sacrificio Eucaristico con il Sacrificio di Ges&ugrave; in Croce. </p>
<p>Dal Sacrificio Eucaristico poi, Ges&ugrave; stesso offre alla sua Chiesa il suo Corpo e Sangue come Pane di Vita e Calice di Salvezza nella Comunione Eucaristica, e rinnova la sua Presenza tra noi sino alla fine del mondo (Mt 28, 20). </p>
<p>La Chiesa &egrave; dunque soprattutto Ges&ugrave; Eucaristia. </p>
<p>Vediamo queste file di comunicanti che si susseguono ormai in tutto il mondo alla Mensa Eucaristica, mediante la quale l&rsquo;intera Citt&agrave; redenta si offre a Dio come sacrificio universale per mezzo del grande Sacerdote, che ha offerto se stesso per noi con la sua passione per farci diventare corpo di s&igrave; eccelso Capo (S. Agostino, PO 2). Il fine &egrave; glorificare Dio e rendere santa questa umanit&agrave; che lasciata a se stessa gravita continuamente verso il peccato. Il clero stesso gravita verso il peccato originale, ma Ges&ugrave; esercita l&rsquo;attrazione potente su tutti traendoci verso la santit&agrave;. </p>
<p><strong>Lo Spirito anima della Chiesa</strong> </p>
<p>Il Corpo e il Sangue di Cristo ci sono dati come pegno del suo Spirito, che &egrave; l&rsquo;anima della Chiesa. </p>
<p>Lo Spirito Santo, che fa del Figlio uno col Padre, ha santificato il grembo di Maria, ha condotto ogni passo di Ges&ugrave;, &egrave; stato promesso agli Apostoli e alla Chiesa da Ges&ugrave; prima della sua Passione come Paraclito, Confortatore e Avvocato (Gv 14, 16s, 26s; 16,7), come Spirito di Verit&agrave; che condurr&agrave; la Chiesa alla Verit&agrave; tutta intera (Gv 16, 12s). Questa promessa tanto importante, completa quanto Ges&ugrave; disse a Pietro per la nostra sicurezza (Mt 16, 18s). </p>
<p>Ges&ugrave; stesso Lo ha effuso sugli Apostoli appena risorto in vista della remissione dei peccati: &ldquo;Mostr&ograve; loro le mani e il costato&hellip; Alit&ograve; su di essi e disse loro: &lsquo;Pace a voi! Come il Padre ha mandato Me, anch&rsquo;Io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, e a chi li riterrete saranno ritenuti&rsquo;&rdquo; (Gv 20, 26s). </p>
<p>Dopo questa effusione riservata, lo Spirito Santo fu effuso sugli Apostoli in modo pubblico e solenne: &ldquo;Il giorno di Pentecoste erano tutti insieme (nel cenacolo), e venne d&rsquo;improvviso dal cielo un frastuono come d&rsquo;un soffio di vento impetuoso, e riemp&igrave; tutta la casa dove abitavano. E apparvero loro delle lingue spartite come di fuoco, e si posarono una su ciascuno di loro. E furono tutti ripieni di Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue secondo che lo Spirito concedeva loro di esprimersi&rdquo; (At 2, 1s). </p>
<p>Da questo momento gli Apostoli cominciarono la loro testimonianza coraggiosa fino al martirio portando il Vangelo dove li conduceva lo Spirito. L&rsquo;azione dello Spirito nella Chiesa &egrave; descritta negli Atti degli Apostoli e commentata da Paolo nelle sue numerose Lettere. Egli scrive ai Corinzi: &ldquo;Nessuno pu&ograve; dire Ges&ugrave; &egrave; il Signore se non per lo Spirito Santo. Ora vi &egrave; variet&agrave; di doni, ma &egrave; lo stesso Spirito che opera tutto in tutti. A ciascuno poi la manifestazione dello Spirito &egrave; data perch&eacute; torni a comune vantaggio&hellip; Noi siamo stati battezzati in un solo Spirito per costituire un solo corpo, e tutti siamo stato imbevuti di uno stesso Spirito&rdquo; (1 Cor 12, 2s). Tra i molteplici carismi dati in dotazione alla Chiesa, Paolo invita a chiedere il meglio, il carisma migliore della caritas (sui carismi si rileggano soprattutto i capitoli 12-14 della Lettera ai Corinzi). </p>
<p>L&rsquo;azione dello Spirito Santo nella Chiesa appare soprattutto nella Liturgia del Sacrificio Eucaristico, ma lo Spirito precede e accompagna incessantemente la nostra preghiera perch&eacute; &ldquo;noi non sappiamo ci&ograve; che dobbiamo chiedere, ma lo Spirito lo implora per noi con gemiti inesprimibili&rdquo; (Rm 8, 26s). </p>
<p>L&rsquo;influsso potente dello Spirito nella Chiesa si rivela nella santit&agrave; di molti suoi figli. Il sacramento dell&rsquo;effusione dello Spirito Santo &egrave; la Confermazione. </p>
<p><strong>La forza elevante dei Sacramenti</strong> </p>
<p>Riflettiamo alla forza elevante che Ges&ugrave; esercita nella sua Chiesa mediante i sacramenti. Attraverso questi segni efficaci della grazia Egli dispensa i tesori acquisiti con la sua morte in Croce alle molteplici condizioni di vita dei credenti. </p>
<p>Mediante il <em><strong>Battesimo</strong></em> li ristabilisce nella grazia di Dio. Li libera dalla maledizione originale e dai peccati personali, li rende figli di Dio partecipi della stessa natura divina (2 Pt 1,4), coeredi di Cristo, della Vita Eterna. </p>
<p>Pensiamo alla conversione dei popoli e alla trasformazione dei loro costumi al contatto con la Chiesa primitiva. </p>
<p>Una misteriosa forza elevante si rinnova ogni giorno mediante il sacramento della Confessione. Il Sangue dell&rsquo;Agnello scende sui peccatori sciogliendoli dalla grande tribolazione e rendendo bianche le loro vesti (Ap 7, 14s). </p>
<p>La <em><strong>Confessione</strong> </em>ravviva la coscienza del peccato, restituisce la grazia di Dio, rinnova lo slancio spirituale, offre occasione per la guida spirituale e l&rsquo;affinamento interiore. Sono file interminabili di persone restituite a Dio nella pace e spiritualmente rinnovate. I fratelli dissidenti, che non hanno accolto questo immenso dono, non hanno luce </p>
<p>La<em> <strong>Cresima</strong></em> conferisce i doni dello Spirito Santo e rinvigorisce la forza di testimoniare il Vangelo. </p>
<p><em><strong>L&rsquo;Unzione degli infermi</strong></em> ravviva la fede nel destino eterno dell&rsquo;uomo, sostiene nella debolezza fisica, libera dai peccati. </p>
<p>Il <em>sacramento dell<strong>&rsquo;Ordine</strong></em><strong> </strong>rende partecipi del Sacerdozio di Cristo e abilita a &ldquo;predicare il Vangelo, scacciare i demoni, guarire i malati&rdquo; (v. Mt 10, 1s; Mc 3, 13s; ecc.). La predicazione del Vangelo &egrave; il primo impegno della Chiesa, che dalle origini lo assolve in vari modi. I miracoli e le guarigioni miracolose avvengono con frequenza maggiore di quanto sappiamo, come a Lourdes. Ma pensiamo alla enorme portata delle guarigioni operate dai sacramenti. Molte malattie fisiche e psichiche sono conseguenze del peccato, e del disordine che ne segue fino alla pazzia. Una prima guarigione, ed &egrave; universale, avviene mediante la predicazione evangelica che conferisce equilibrio morale e anche fisico. Chi conosce gli ambienti di tossicomani, di alcolizzati o di libertini pu&ograve; meglio valutare il risanamento apportato abitualmente in anticipo dai richiami alla sobriet&agrave; e alla rinuncia, dai consigli dei confessori, dalla lotta della Chiesa contro ogni genere di peccato. </p>
<p>Cos&igrave; la prima liberazione dai demoni, che agiscono con molta frequenza tra i pagani, non &egrave; data tanto dall&rsquo;esorcismo, quanto dalla predicazione della Fede e dall&rsquo;uso dei Sacramenti. </p>
<p>Il <strong><em>Matrimonio</em> </strong>aiuta gli sposi a mantenersi nella reciproca fedelt&agrave; e li abilita a sostenere il peso della loro difficile vocazione. </p>
<p><strong>Donna vestita di Sole</strong> </p>
<p>Con l&rsquo;immagine della Donna vestita di Sole (Ap 12, 1s) l&rsquo;Apocalisse identifica Maria con la Chiesa.al punto che le immagini si sovrappongono in un&rsquo;unica vicenda che coinvolge gli Angeli del Cielo al comando di Michele, il gran Dragone rosso con gli angeli ribelli, la schiera degli eletti i cui nomi sono scritti nel Libro della Vita, e lo stesso Figlio di Dio dal suo apparire sulla scena umana fino alla vittoria finale. </p>
<p>Questa identificazione, che va meditata nei suoi ricchi particolari, pone il quesito sul rapporto tra Maria e la Chiesa. Entrambe sono Donna vestita di Sole, perch&eacute; portatrici del Verbo. Maria genera il Verbo nel suo grembo verginale come Madre di Dio, la Chiesa genera spiritualmente il Verbo come Madre del Corpo Mistico. </p>
<p>Donna: perch&eacute;? Dio &egrave; Padre, e potenza Creatrice e Redentrice. La Donna rappresenta la sua Misericordia. Maria &egrave; Madre di Misericordia donata dalla Trinit&agrave; divina per esercitare sugli smarriti cuori umani la fiducia: la madre nella famiglia svolge la mediazione della bont&agrave; paziente e persuasiva, sempre pronta a difendere i figli dalla severit&agrave; del marito. La Chiesa &egrave; data a noi come Madre di Misericordia fatta di carne umana per comprendere le debolezze dei figli, richiamarli con pazienza inesauribile mediante i Sacramenti (si pensi al Sacramento del Perdono offerto non sette volte ma settantasette volte nei suoi confessionali). </p>
<p>Maria nella carne &egrave; figlia di Adamo, venuta al mondo per generazione naturale. Ma nello spirito &egrave; generata dalle profondit&agrave; del Cuore del Verbo, che l&rsquo;ha pensata e l&rsquo;ha creata ab aeterno a sua immagine purissima esente dal peccato di origine, tutta Immacolata, ricolmata di Luce in vista della Divina Maternit&agrave;. </p>
<p>Essa entra nel mondo come creazione nuova, come germe del Paradiso, che si sviluppa con Lei fino alla piena maturazione. </p>
<p>Essa &egrave; resa partecipe dell&rsquo;opera redentrice del Figlio al punto di essere nostra Corredentrice. </p>
<p>Ges&ugrave; &egrave; la fonte di tutta la Grazia effusa nella Chiesa, Maria &egrave; il canale della Grazia, la Mediatrice. </p>
<p>Si pu&ograve; dire che Maria, la Donna vestita di Sole, &egrave; gi&agrave; essa stessa la Chiesa? Il Magistero la definisce primizia della Chiesa: le ciliegie donate come primizia sono gi&agrave; ciliegie, ne hanno gi&agrave; l&rsquo;essenza e il sapore. Maria porta in s&eacute; gli attributi della Chiesa, come La vediamo ai piedi della Croce e nelle prime riunioni dei credenti: oltre che Madre della Chiesa, &egrave; gi&agrave; lei stessa Chiesa. La Chiesa nasce in Lei, cresce con Lei, colma il Paradiso di Lei. </p>
<p><strong>&ldquo;Su questa pietra&hellip;&rdquo;</strong> </p>
<p>Ges&ugrave;, Capo invisibile della Chiesa, ha voluto darci una garanzia visibile della sua assistenza sino alla fine dei tempi, e ha fondato la sua Chiesa sulla roccia (Cefa, ossia Pietro, significa Roccia) dell&rsquo;Apostolo Pietro, e lo ha eletto, con i suoi successori, centro visibile e garante della sua Unit&agrave; Salvifica: dottrinale, giuridica, sacramentale. </p>
<p>La Chiesa ha bisogno di una dottrina sicura, di una retta comprensione di quanto Ges&ugrave; ha insegnato, del suo Vangelo, e di un interprete infallibile della Volont&agrave; di Dio, e ha promesso il dono dello Spirito Santo per portarci alla Verit&agrave; tutta intera (v. Gv 16, 12s) nel variare delle situazioni complesse in cui la barca di Pietro avrebbe dovuto navigare. Oggi, ad esempio, emergono problemi nuovi posti dalla bioetica, dal globalismo, dalle complicate situazioni culturali, politiche, sociali. Difficile distinguere il bene dal male, individuare il retto comportamento voluto da Dio. La sbandamento nella dottrina si ripercuoterebbe nel disordine dei comportamenti. Per questo Dio ha dotato Pietro del dono dell&rsquo;infallibilit&agrave; dottrinale (Concilio Vaticano I, ecc.) e lo ha eletto supremo garante della Fede e della Morale per la Chiesa e l&rsquo;umanit&agrave; intera. Personalmente &egrave; soggetto a errori, ma nel suo Magistero abituale &egrave; assistito dallo Spirito Santo per non errare, e quando definisce solennemente (ex cathedra) una verit&agrave; di Fede o di morale gode del carisma dell&rsquo;infallibilit&agrave;. </p>
<p>Il Primato di giurisdizione gli conferisce autorit&agrave; incondizionata e immediata su tutti i membri della Chiesa: vescovi, conferenze episcopali, sacerdoti, fedeli singoli o raggruppati: &ldquo;A te dar&ograve; le chiavi del regno dei Cieli, e ci&ograve; che legherai sulla terra sar&agrave; legato anche nei Cieli, e ci&ograve; che scioglierai sulla terra rester&agrave; sciolto nei Cieli&rdquo; (Mt 16, 19s). </p>
<p>Di conseguenza il Papa &egrave; garante anche riguardo ai mezzi di santificazione come i Sacramenti, la Liturgia, ecc. In essi l&rsquo;autore principale resta sempre Ges&ugrave;, presente nel Sacrificio, presente nei Sacramenti in modo che quando uno battezza &egrave; Cristo stesso che battezza, presente nella sua Parola, infine presente quando la Chiesa prega e loda Lui che ha promesso &lsquo;Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro&rsquo; (Vaticano II. SC 7); ma l&rsquo;ordinamento giuridico della liturgia, che nel suo insieme &egrave; l&rsquo;esercizio del sacerdozio di Cristo (SC 7) &egrave; affidato al Sommo Pontefice. </p>
<p><strong>&ldquo;Non praevalebunt&rdquo;</strong> </p>
<p>&ldquo;Le porte dell&rsquo;inferno, ossia le potenze infernali, non prevarranno&rdquo; contro la Chiesa. La Chiesa &egrave; un miracolo enorme della divina Provvidenza. Cristo &egrave; la sua pietra angolare: chi cadr&agrave; su di essa si sfraceller&agrave; (Mt 21, 44; 1 Pt 2, 6). </p>
<p>L&rsquo;Apocalisse riassume la lotta scatenata da Satana contro la Chiesa e la vittoria finale di Cristo. Possiamo verificare questa vittoria nella stessa continuit&agrave; della Chiesa fino ad oggi: si alternano imperi potenti, hanno il loro lampo di accensione, poi si afflosciano nel nulla; la Chiesa passa attraverso persecuzioni sanguinosissime, ma risorge pi&ugrave; forte di prima. </p>
<p>Ricordiamo: al termine delle persecuzioni l&rsquo;impero romano si &egrave; svegliato cristiano. Le irruzioni dei barbari si sono concluse con la loro conversione al Cristianesimo. Sono seguite le lotte medioevali tra Chiesa e potere politico, e la Chiesa si &egrave; trovata asservita alle pretese feudali, ma se ne &egrave; liberata con l&rsquo;umiliazione dell&rsquo;imperatore a Canossa grazie alla forza di Gregorio VII. </p>
<p>Le insidie pi&ugrave; pericolose alla Chiesa sono scaturite dal suo interno, con il rigurgito del paganesimo rinascimentale, e hanno portato alle dissidenze luterane anglicane e protestanti, ma il Concilio di Trento ha ridato vigore alla Chiesa con una crescente fioritura della santit&agrave;. </p>
<p>Questi ultimi secoli sono segnati dall&rsquo;aggressione massonica, che soprattutto mediante il comunismo ha ingigantito la persecuzione con ogni male, ma l&rsquo;impero comunista si &egrave; disfatto in due giorni. </p>
<p>Rimane oggi l&rsquo;aggressione modernista, che tenta di dissolvere la Fede nelle sue stesse radici, ma i segni di una nuova vittoria, pi&ugrave; sfolgorante di quelle del passato, sono gi&agrave; in vista. Pensiamo alla profezia delle due colonne descritta a don Bosco (v. Ubi Petrus 114) per aver luce sull&rsquo;esito della persecuzione attuale. </p>
<p><strong>&ldquo;Porta del Cielo&rdquo;</strong> </p>
<p>La Casa di Dio nella visione di Giacobbe &egrave; chiamata anche Porta del Cielo. Giacobbe contempla la grande scala che unisce la terra al Cielo con gli Angeli che scendono e salgono su di essa. </p>
<p>La Chiesa, Immagine della Citt&agrave; superna, del Sangue incorruttibile conservatrice eterna (Manzoni: si mediti il suo splendido inno alla Chiesa), non si chiude sulla terra. La sua realt&agrave; pi&ugrave; splendida &egrave; in Paradiso, dove occhio mai vide n&eacute; orecchio ud&igrave;, n&eacute; mai entr&ograve; in mente umana quali cose ha preparato Dio per coloro che Lo amano&rdquo; (1 Cor 2, 9). </p>
<p>Il Catechismo afferma, con la Scrittura, l&rsquo;unit&agrave; che esiste tra la Chiesa Trionfante, la Chiesa Purificante e la Chiesa Militante sulla terra: sono tre facce di un&rsquo;unica realt&agrave; che ci immerge: la Comunione dei Santi. </p>
<p>Ges&ugrave; ci annunzia il Paradiso come banchetto sponsale, e ci assicura: &ldquo;Chi mangia la mia carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna, e Io lo risusciter&ograve; nell&rsquo;ultimo giorno&rdquo; (Gv 6, 54), e l&rsquo;Apostolo descrive questa risurrezione: Si semina corpo animale, risorge spirituale&rdquo; (1 Cor 15,44). </p>
<p>L&rsquo;Apocalisse, dopo aver rivelato la lotta scatenata da Satana contro la Chiesa, descrive la Citt&agrave; Santa, la Nuova Gerusalemme, come &ldquo;Cielo nuovo e Terra nuova, adorna come una sposa, dimora di Dio con gli uomini: Egli sar&agrave; con essi e terger&agrave; ogni lacrima dai loro occhi, n&eacute; vi sar&agrave; pi&ugrave; cordoglio n&eacute; gemito. E Colui che siede sul trono dice: &lsquo;Ecco, Io faccio nuova ogni cosa&rsquo; (Ap 21, 1s). &ldquo;Il Signore Dio splender&agrave; su di loro, gli eletti, ed essi vedranno il suo volto, e porteranno il suo nome sulla fronte&rdquo; (Ap 22, 4s). E lo Spirito e la Sposa dicono: Vieni! (Ap 22, 17). </p>
<p>Gustiamo tutta la fierezza di appartenere alla Chiesa. Non ringrazieremo mai abbastanza il Signore di averci sottratti dal potere delle tenebre e trasferiti nel Regno del suo Figlio diletto (Col 1, 13). Amiamo la Chiesa e difendiamola dai suoi aggressori, e attingiamo dalla Chiesa la Grazia immensa che porta in S&eacute;! </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=110]]></link>
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	<dc:date>2010-03-11T14:40:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I volti della Persecuzione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Mai nella sua storia millenaria la Chiesa &egrave; stata perseguitata in maniera cos&igrave; vasta e cruenta, con un disegno anticristiano che dura da secoli. E' in atto </p>
<p>- una persecuzione diretta che produce ogni anno una trentina di uccisioni di missionari e migliaia di vittime dell'odio contro il Cristianesimo; </p>
<p>- una persecuzione indiretta che crea condizioni di difficolt&agrave; all'azione della Chiesa; </p>
<p>- e anche una perseczione indolore, impercettibile, ma pi&ugrave; dannosa di tutte che produce peccato e apostasia. </p>
<p>Dissolta la dittaura comunista, attualmente il martirio &egrave; provocato sopratutto dall'Islam, che invade l'Europa per il disegno di globalismo massonico di fondere nazioni, culture, costumi e le stesse religioni sotto l'alta ispirazione esoterica, esigendo dalla Chiesa la rinuncia alla sua fisionomia salvifica. La persecuzione ha registrato punte di inasprimento anticristiano giunte fino alla crocifissione dei cristiani (Filippine...) e al genocidio (Armenia, Sudan...). </p>
<p><strong>Il Grande Disegno</strong> </p>
<p>1. E' in atto da secoli una persecuzione indiretta e non meno sanguinosa data dal susseguirsi di rivoluzioni e guerre che vanno attuando il piano massonico di ridurre l'area cristiana fino a soffocare totalmente la Chiesa. E' il Grande Disegno elaborato fin dal Rinascimento nel movimento rosacrociano (Komenius...) e poi trasmesso alle massonerie, strumento dell'ebraismo e del protestantesimo, che hanno provocato le sanguinose rivoluzioni di questi ultimi secoli, da quella francese in poi, e le grandi guerre mondiali, volute per modificare gli assetti politici e religiosi dell'Europa. </p>
<p>Come era stato escogitato dalle logge (Lord Palmerston, Mazzini, ecc.), dalla prima guerra mondiale usc&igrave; distrutto quanto rimaneva dell'antico romano impero (Impero Austro-Ungarico) e lo zarismo russo, e con la rivoluzione di ottobre nacque il comunismo; dalla seconda guerra mondiale usc&igrave; rafforzato il protestantesimo ed ebbe espansione mondiale il comunismo, colossale strumento massonico di persecuzione dei cristiani, che ha provocato 220 milioni di morti in Russia, Cina, Cambogia, Vietnam, Cuba e molte altre parti del mondo. </p>
<p>Altre guerre e persecuzioni hanno indebolito le aree cristiane di periferia: l'Armenia, con il massacro di due milioni di cristiani da parte dei turchi (1914); la Spagna con la rivoluzione comunista (1935-39); il Libano, ridotto a stato musulmano (anni 1975-89); infine i Balcani con le guerre recenti. </p>
<p>Si pensi al peso di vite umane di tante guerre: la rivoluzione francese con 740.000 vittime; le guerre napoleoniche, durate un ventennio, che portarono al fronte milioni di soldati (nel 1799 scesero in campo 170.000 soldati di Napoleone contro 300.000 alleati dell'Austria; lo scontro di Eylau nel 1805 lasci&ograve; sul campo 27.000 morti russi e 20.000 francesi. Si pensi alle battaglie della Marna in cui le ondate di soldati si succedevano sotto il tiro delle mitraglie per i puntigli dei generali. Si pensi alle asprezze delle guerre di trincea, o nel deserto di Alamein. Tutti giovani cristiani stesi a profusione sui campi di combattimento per guerre provocate dall'orgoglio umano. La prima guerra mondiale fece in Italia 360.000 morti, la seconda 35 milioni nel mondo. </p>
<p>E ora avanza terribile la minaccia dell'Islam, strumento massonico di invasione dell'Europa, che ci ha dato un saggio della sua crudelt&agrave; anche nelle Due Torri di New York. </p>
<p>Per i padroni della guerra ha pi&ugrave; valore una vita umana o un carro armato? I giovani che disobbediscono a Dio e abbandonano la Chiesa non rischiano di dover obbedire a simili padroni, che li armano di mitra per massacrasi tra loro? </p>
<p>2. La persecuzione, che si identifica globalmente nella rivoluzione anticristiana, ha radici molto lontane e si sviluppa soprattutto mediante le societ&agrave; segrete. </p>
<p>Fin dal quattrocento agivano i Rosacroce, che preparavano le varie ribellioni e i movimenti di dissidenza protestanti: Lutero (1517) risulta munito di un anello di rosacroce; Enrico VIII agisce sotto suggestione ebraica; il risacroce Comenius (+1671) delinea una nuova ecumene opposta alla Chiesa; con il protestantesimo la ribellione contro la Chiesa priva l'intero nord Europa dei sacramenti di salvezza: Confessione, Eucaristia... </p>
<p>L'unione europea nasce apostata dal Cristianesimo all'insegna della stella a cinque punte. La moneta italiana dell'Euro nasce con l'insegna dell'Adam-Cadhmon, simbolo dell'uomo nuovo emancipato da Dio. </p>
<p><strong>Leggi persecutorie</strong> </p>
<p>Il punto di arrivo della rivoluzione &egrave; lo stato agnostico, gestito da atei che umiliano la religione con leggi ingiuste e immorali. </p>
<p>La fede cattolica &egrave; anzitutto posta in minoranza con la parificazione delle religioni. Il nuovo Concordato non considera pi&ugrave; il cattolicesimo come religione dell'Italia, ma pone le varie confessioni sullo stesso piano. I musulmani avanzano la pretesa di cambiamenti giuridici in loro favore, ad esempio con il riconoscimento della poligamia e l'eliminazione dei crocifissi. Perfino il satanismo fruisce del diritto di cittadinanza in un paese di millenaria storia cattolica. </p>
<p>La massoneria si &egrave; battuta per le varie liberalizzazioni immorali riguardanti il divorzio, l'aborto, la pornografia, l'omosessualit&agrave;, l'eutanasia, ecc. </p>
<p>La laicizzazione della scuola discrimina la scuola privata, che in Italia non &egrave; finanziata dallo stato: coloro che vogliono educare i figli in scuole cattoliche, oltre a pagare come gli altri le tasse allo stato con il diritto di una scuola paritaria, sono costretti a stipendiare ulteriormente la scuola privata dei propri figli. Altre offese alla fede risultano nell'insegnamento religioso, nei programmi scolastici (riduzione della memoria storica alla sola modernit&agrave;), nell'eliminazione dei crocifissi, ecc. (v. anche sotto). </p>
<p>La Legge Mancino fornisce ai nemici della Chiesa perfino un'arma giuridica per la persecuzione dei cristiani (v. C. A. Agnoli, Legge Mancino 122 ecc., Ed. Civilt&agrave;, Brescia 1993). </p>
<p>L'attuale ordinamento giuridico appare pi&ugrave; permissivo a favore dell'esaltazione del male (cortei di gay, G8, ecc.), che nella difesa della moralit&agrave; e nella promozione del bene della famiglia e della persona. </p>
<p><strong>La persecuzione culturale</strong> </p>
<p>Le persecuzioni politiche antictristiane sono abitualmente precedute da persecuzioni culturali. &quot;Calunniate, calunniate: qualche cosa rester&agrave;!&quot; diceva il massone Voltaire, uno squallido personaggio assurto oggi a modello di certi divulgatori culturali foraggiati da poteri anticristiani. </p>
<p>Il terreno alla rivoluzione francese fu arato dall'Enciclopedia e dai venditori ambulanti di libelli volterriani che diffamavano la Chiesa. </p>
<p>L'avanzata comunista ha sempre dato importanza enorme alla propaganda e ha privilegiato la classe degli intellettuali e la figura gramsciana del pensatore &quot;organico&quot;, integrato nel sistema. </p>
<p>Attualmente la mentalit&agrave; anticristiana &egrave; alimentata dal concerto dei media: giornali, riviste, spettacoli, e soprattutto quello strumento di suggestione popolare che &egrave; la TV conclamano la mentalit&agrave; nuova, decisamente ostile al Critianesimo. Sotto l'affrettata etichetta di postcristiano &egrave; in atto una squallida mistificazione di fatti storici, e non aiuta certo l'obiettivit&agrave; dei giudizi la richiesta di perdono di errori passati giudicati fuori dal loro contesto storico. Le crociate condotte anche per salvare le spiagge dalle incursioni islamiche, l'inquisizione che nonostante gli invitabili difetti umani ha salvato l'Europa, la conquista dell'America Latina che ha liberato i popoli dagli orridi sacrifici umani (l'ultimo nel Mesico fu di 80.000 vittime), il caso Galileo e altri episodi sono sfruttati con intenti scandalistici contro ogni obiettivit&agrave; storica. </p>
<p>Uno degli ambiti pi&ugrave; contesi per la mistificazione culturale &egrave; la scuola, cominciando da quella materna, nella quale elementi comunisti hanno dato pessima prova di s&eacute;. Basti consultare i libri scolastici per accorgerci delle manipolazioni in atto con la riforma Berlinguer, che ha depennato dall'insegnamento della storia tutto il passato anteriore alla rivoluzione francese, per dimenticare la storia della Chiesa, e al problema dell'insegnamento religioso, che declassa la religione cristiana al rango delle altre religioni. Molti insegnanti battezzati sono di fatto apostati che tolgono il crocifisso dalle scuole con il pretesto di non offendere gli alunni musulmani, o non ammettono il presepio n&eacute; simboli natalizi n&eacute; altri riferimenti cristiani. </p>
<p><strong>La persecuzione dell'immoralit&agrave;</strong> </p>
<p>La diffusione dell'immoralit&agrave; e delle strutture del peccato &egrave; uno strumento di persecuzione che mira a soffocare l'anima cristiana. </p>
<p>Nella massonica Alta Vendita l'alto iniziato Volpe in data 9 agosto 1938 scriveva al suo collega Nubius: &quot;Il Cattolicesimo, meno ancora della monarchia, non teme la punta di uno stile bene affilato, ma queste due basi dell'ordine sociale possono cadere sotto il peso della corruzione. Non istanchiamoci mai di corrompere. Tertulliano diceva a ragione che il sangue dei martiri era il seme dei cristiani. Ora &egrave; deciso nei nostri consigli che non vogliamo pi&ugrave; cristiani: non facciamo dunque dei martiri, ma rendiamo popolare il vizio nelle moltitudini. Fa d'uopo che lo respirino nei cinque sensi, che lo bevano, che ne siano sature. Fate dei cuori viziosi, e voi non avrete pi&ugrave; cattolici&quot; (Delassus I, 248). </p>
<p>Si comprende come massoneria, comunismo, socialismo, radicalismo e altre istituzioni massoniche facciano di tutto per creare strumenti di corruzione: pornografia, in Italia nelle mani dei socialisti (v. Dalla Vedova, I padrini della pornografia), che inviavano ogni settimana un tir di stampe pornografiche in Spagna. Poi la droga, le discoteche, le liberalizzazioni... Il Piano Malthusiano massonico gestisce da decenni la strategia della corruzione perch&eacute;, come sentenzi&ograve; Malthus, &quot;il modo migliore per controllare socialmente e demograficamente l'umanit&agrave; &egrave; la diffusione del vizio e della immoralit&agrave;&quot; (v. Crescita Demografica Zero, ecc.). </p>
<p>Ricordiamo il sessantotto con la contestazione giovanile a base di droga, sesso, controcultura, preparato a lungo dal massonico istituto Tavistok di Londra e da ben individuati centri americani. I nostri giovani avevano tra le mani il Libretto rosso degli studenti, il fascicolo radicale Contro la famiglia e altri scritti affini, istigatori di ribellione e di impurit&agrave;, e attualmente sono sedotti dai Centri Sociali e dalle sette sataniche. Discoteche, sale a luci rosse e altri ambienti di corruzione si sono moltiplicati per influsso di radicali, socialisti, comunisti. </p>
<p><strong>Gli infiltrati</strong> </p>
<p>Un'altra arma persecutoria sono le infiltrazioni all'interno della Chiesa. </p>
<p>La massoneria, che opera nell'occulto, ha sempre tentato di insinuarsi nei ranghi della Chiesa per portarvi sconcerto. Alle origini del Modernismo troviamo massoni quali l'abate Roca. La critica alla storicit&agrave; del Vangeli (Reimarius, Harnack, Bultmann...) &egrave; stata il primo colpo di piccone per introdurre il modernismo nella Chiesa e l'ultima picconata per estinguere la fede dello stesso protestantesimo. </p>
<p>E' risultato che fin dagli anni trenta nei seminari e nelle strutture eclesiastiche operavano infiltrati per suscitare contestazioni e suggestionare lo stesso clero in senso modernista. </p>
<p>Il comunismo &egrave; penetrato pi&ugrave; volte nella Chiesa con le sue quinte colonne. Grande influsso ebbe al tempo del Concilio il Movimento Pax, fondato su commissione di Mosca da M. Piasecki, che agiva come suggestione modernista mediante le pubblicazioni di I.DOC (Chenu, ecc.), e che lanci&ograve; la teologia della liberazione nell'America Latina (v. Gnosi e Rivoluzione, pp. 69s; &quot;Medjugorie&quot; 50, 220s; 84, 22s). </p>
<p>Ricordiamo anche i vari Preti della Pace suscitati nei paesi dell'est e in Cina per creare un clero politicamente asservito al comunismo e dividere la Chiesa dall'interno. Anche attualmente il governo comunista cinese sostiene i Preti della Pace e perseguita il clero fedele al Papa. </p>
<p>La massoneria non cessa di infiltrare nella Chiesa i suoi adepti fino ai ranghi pi&ugrave; alti del clero (vescovi e cardinali massoni fino in Vaticano). </p>
<p><strong>&quot;Perseguiteranno anche voi&quot;</strong> </p>
<p>Di fronte a questo uragano di persecuzioni che mira a distruggere la Chiesa, quale sar&agrave; la nostra difesa? L'armatura di Dio: &quot;Rivestitevi dell'armatura di Dio per poter resistere agli assalti del diavolo&quot; (Ef 6, 15). Non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte al vero orchestratore della lotta contro Dio, &quot;colui che viene chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto l'orbe abitato&quot; (Ap 12, 9). La fede ha un fondamento granitico e non teme gli assalti della ragione, perch&eacute; il dono di Dio ci viene dato tramite l'intelligenza e la volont&agrave;. Teme il peccato e la debolezza del cuore che si lascia suggestionare dal male. </p>
<p>La persecuzione &egrave; un fatto inscindibile dalla vita della Chiesa. Ges&ugrave; ha detto: &quot;Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi&quot; (Gv 15, 20). Anzi, pi&ugrave; a monte, segna fin dalle origini la demarcazione tra il bene e il male, tra Dio e Satana. Fa parte del mistero della &quot;Luce che illumina ogni uomo e le tenebre, che non l'hanno compresa&quot; (Gv 1, 5), del mistero della libert&agrave; umana. </p>
<p>Ges&ugrave; ha beatificato i perseguitati per la giustizia portandoli al vertice delle Beatitudini: &quot;Beati siete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno e mentendo diranno di voi ogni male per causa mia. Gioite ed esultate, perch&eacute; grande sar&agrave; la vostra ricompensa nei Cieli. Cos&igrave; del resto hanno perseguitato i profeti che furono prima di voi&quot; (Mt 5, 10s). </p>
<p>La condizione del cristiano di fronte al mondo non &egrave; facile, e Ges&ugrave; ci avverte: &quot;Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe. Guardatevi dagli uomini, poich&eacute; vi tradurranno in tribunale, e nelle loro sinagoghe vi fagelleranno, e sarete per causa mia condotti davanti a governatori e re per rendere testimonianza a loro e ai pagani. E quando vi avranno tradotti davanti a loro, non vi date pensiero di come parlerete o di quel che direte, poich&eacute; in quel momento vi sar&agrave; dato quel che dovrete dire, non essendo voi quelli che parlate, ma lo Spirito del Padre mio che parla in voi. Il fratello consegner&agrave; il fratello perch&eacute; sia messo a morte, e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avr&agrave; perseverato sino alla fine sar&agrave; salvo&quot; (Mt 10, 16s; v. anche Mt 24, 9s; Lc 21, 12s). E' un avvertimento chiarissimo, con altre esortazioni di Ges&ugrave; per le situazioni estreme, in cui non ci sar&agrave; altra via di uscita che fidarsi a occhi chiusi della grazia di Dio, una grazia che il Signore dar&agrave; certamente a chi confida in lui. E' il momento in cui chi ama la propria vita la perde, e chi non rinuncia a tutto, anche alla propria vita, non pu&ograve; essere discepolo di Ges&ugrave; (v. Lc 14, 33). </p>
<p>Con questo non dobbiamo esporci in modo imprudente e presuntuoso alle persecuzioni, ma essere semplici come colombe e prudenti come serpenti (v. sopra), e quando siamo perseguitati in una citt&agrave;, andare in un'altra (Mt 10, 23). </p>
<p>Infine Ges&ugrave; ci invita a &quot;pregare per i persecutori&quot; (Mt 5, 44) perch&eacute; si convertano, come fece Paolo, che grazie al martirio di Stefano divenne grande apostolo. </p>
<p>Ges&ugrave; annuncia grandi tribolazioni per la fine dei tempi, ma anche nel procedere della storia annunzia un'abominazione desolante (Mt 24, 15s), e gli Apostoli mettonno in guardia dall'Anticristo che si oppone a tutto ci&ograve; che &egrave; di Cristo (v. 1Gv 4, 1s), di &quot;defezione per il manifestarsi dell'uomo dell'empiet&agrave; e figlio di perdizione, l'avversario che si innalza al di sopra di quanto viene chiamato Dio ed &egrave; oggetto di venerazione, fino ad assidersi nel tempio di Dio, proclamando di essere Dio lui stesso&quot; (1 Ts 2, 3s). </p>
<p>Questa situazione non &egrave; forse attuale nel momento in cui la massoneria sembra al termine della sua lunga marcia per imporre a tutti l'umanesimo ateo? La moneta fondamentale dell'euro italiano porta l'emblema dell'Adam-Cadhmon (disegno di Leonardo da Vinci) assunto dalla massoneria come simbolo del nuovo umanesimo anticristiano e ateo, annunziato chiaramente fin dal 1865 dall'alto iniziato Lafargue: &quot;La rivoluzione &egrave; il trionfo dell'uomo su Dio&quot; (Delassus I, p. 32). Ma che ci dice l'Apostolo Giovanni? &quot;Tutto ci&ograve; che &egrave; generato da Dio vince il mondo, e l'arma invincibile che ha vinto il mondo &egrave; questa: la nostra fede&quot; (1 Gv 5, 4). </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=109]]></link>
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	<dc:date>2010-03-11T14:26:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Come partecipare alla Messa?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nel Sacrificio Eucaristico Ges&ugrave; rinnova il suo Sacrificio sulla Croce, ma non da solo. Egli unisce a s&eacute; la Chiesa e i presenti nel suo gesto redentivo, di glorificazione del Padre e di salvezza del mondo, e con la trasformazione del pane e del vino nel Suo Corpo e Sangue rende attuale la sua presenza nella Chiesa fino a unirsi intimamente ai presenti mediante la Comunione Eucaristica per fare di tutti un solo Corpo e un solo Spirito con Lui stesso. </p>
<p>Il Sacrificio Eucaristico non &egrave; quindi opera dell&rsquo;uomo, ma di Cristo: &egrave; Dio stesso ad agire, e noi siamo coinvolti in questo agire di Dio. </p>
<p>Scrive il Card. Ratzinger: &ldquo;Qui dovrebbe essere chiaro a tutti che le azioni esteriori sono del tutto secondarie&hellip; e ci&ograve; che conta &egrave; ci&ograve; che d&agrave; spazio all&rsquo;azione di Dio. Chi ha capito questo comprende facilmente che ora non si tratta pi&ugrave; di guardare il sacerdote, ma di guardare insieme il Signore e di andarGli incontro. La comparsa quasi teatrale di attori diversi, cui oggi &egrave; dato di assistere soprattutto nella preparazione delle offerte, passa semplicemente a lato dell&rsquo;essenziale. Se le singole azioni esteriori (che vengono artificiosamente accresciute di numero) diventano l&rsquo;essenziale della liturgia, e questa stessa viene degradata a un generico agire, allora viene misconosciuto il vero teodramma della liturgia, che viene ridotta a parodia. </p>
<p>La vera educazione liturgica non pu&ograve; consistere nell&rsquo;apprendimento e nell&rsquo;esercizio di attivit&agrave; esteriori, ma nell&rsquo;introduzione nell&rsquo;azione essenziale che fa della liturgia la potenza trasformante di Dio, il quale attraverso l&rsquo;evento liturgico vuole trasformare noi stessi e il mondo. A questo riguardo l&rsquo;educazione liturgica di sacerdoti e laici &egrave; oggi deficitaria in misura assai triste&rdquo; (J. Ratzinger, Introduzione allo spirito della liturgia, Ed. Paoline, pp.230, a p. 169s). </p>
<p><strong>Lo spirito con cui dobbiamo partecipare al Sacrificio Eucaristico &egrave; indicato nell&rsquo;Enciclica Mediator Dei con questo insegnamento di Pio XII:</strong> </p>
<p>&ldquo;Ges&ugrave; &egrave; vittima, ma per noi, sostituendosi all&rsquo;uomo peccatore. Ora il detto dell&rsquo;Apostolo &lsquo;Abbiate in voi lo stesso sentire che fu in Cristo Ges&ugrave;&rsquo; esige da tutti i cristiani di riprodurre in s&eacute;, per quanto &egrave; in potere dell&rsquo;uomo, lo stesso stato d&rsquo;animo che aveva il divino Redentore quando faceva il sacrificio di S&eacute;, cio&egrave; l&rsquo;umile sottomissione dello spirito, l&rsquo;adorazione, l&rsquo;onore, la lode e il ringraziamento alla somma Maest&agrave; di Dio; richiede inoltre di riprodurre in se stessi le condizioni di vittima, cio&egrave; l&rsquo;abbandono di s&eacute; secondo i precetti del Vangelo, il volontario e spontaneo esercizio della penitenza, il dolore, l&rsquo;espiazione dei propri peccati. Esige, in una parola, la nostra mistica morte in croce con Cristo, in modo che possiamo dire &lsquo;Sono confitto in croce con Cristo&rsquo; &ldquo;. </p>
<p>Molti si lamentano che la Messa sia ridotta a spettacolo. La Messa spettacolo infastidisce, ma non cesser&agrave; finch&eacute; il celebrante sar&agrave; rivolto al popolo. </p>
<p>Il card. Ratzinger scrive. &ldquo;L&rsquo;idea della Messa come convito ha introdotto una clericalizzazione senza precedenti. Ora infatti il presidente diventa un vero e proprio punto di riferimento di tutta la celebrazione. Termina tutto su di lui. </p>
<p>E&rsquo; lui che bisogna guardare, &egrave; alla sua azione che si prende parte, &egrave; a lui che si risponde, &egrave; la sua creativit&agrave; a sostenere l&rsquo;insieme della celebrazione. Il sacerdote rivolto al popolo d&agrave; alla comunit&agrave; l&rsquo;aspetto di un tutto chiuso in se stesso&hellip; </p>
<p>Con lo stesso orientamento del sacerdote e del popolo &hellip; verso il Signore, non si chiudono in cerchio, ma come popolo in cammino sono in partenza verso il Cristo che avanza e ci viene incontro&rdquo; (J. Ratzinger, Introduzione ecc. p. 76). </p>
<p>E ancora: &ldquo;Resta essenziale, nella celebrazione eucaristica, il comune orientamento (del celebrante e del popolo). Non &egrave; importante lo sguardo rivolto al sacerdote, ma l&rsquo;adorazione in comune, l&rsquo;andare incontro a Colui che viene. Non il cerchio chiuso in se stesso esprime l&rsquo;essenza (del Sacrificio Eucaristico), ma la partenza comune che si esprime nell&rsquo;orientamento comune&hellip; Il sacerdote &egrave; forse pi&ugrave; importante del Signore? Questo errore dovrebbe essere corretto il pi&ugrave; presto possibile&rdquo; (J. Ratzinger, Introduzione ecc. p. 77,79). </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=108]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=108</guid>
	<dc:date>2010-03-11T14:12:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L’Eucaristia cuore della Chiesa]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;L&rsquo;apostolo Paolo rivela ai primi cristiani l&rsquo;elemento che unifica la Chiesa: &ldquo;Un corpo solo siamo noi, quantunque, molti, perch&eacute; noi tutti partecipiamo di uno stesso Pane&rdquo; (1 Cor 10, 17) e &ldquo;perch&eacute; imbevuti di uno stesso Spirito&rdquo; (1 Cor 12, 13). L&rsquo;Eucaristia - e lo Spirito Santo ci &egrave; dato mediante il Battesimo e l&rsquo;Eucaristia - &egrave; l&rsquo;elemento di fusione e la linfa di santificazione della Chiesa. </p>
<p>Nel definire la Chiesa non possiamo cedere alla mentalit&agrave; &ldquo;laica&rdquo; pensando la Chiesa come clero, come popolo di Dio in cammino (immagine sbiadita rispetto alla forte immagine paolina del Corpo Mistico), come semplice comunit&agrave; visibile dei cristiani, come una delle tante efflorescenze religiose della storia. Cogliendo la realt&agrave; della Chiesa nella sua radice possiamo dire: &ldquo;La Chiesa &egrave; Ges&ugrave; presente nell&rsquo;Eucaristia, la Chiesa &egrave; l&rsquo;Eucaristia&rdquo;. </p>
<p>Lo stesso Corpo Mistico non sussiste da solo senza il Verbo di Dio fatto Uomo che unisce questa umanit&agrave; redenta al suo Sacrificio Eucaristico e la nutre col suo Corpo, col suo Sangue, con la sua Parola redentrice. </p>
<p><strong>Il linguaggio di Ges&ugrave;</strong> </p>
<p>In base alla Rivelazione la teologia definisce in vari modi la Chiesa. Nel Vangelo Ges&ugrave; presenta Se stesso come la fonte da cui essa scaturisce e viene alimentata, l&rsquo;Anima che la tiene in vita, lo Sposo che la rende feconda e l&rsquo;attende alle nozze eterne, il buon pastore che la guida sino alla fine dei tempi, la Donna vestita di Sole, l&rsquo;Io profondo della Chiesa. </p>
<p>Di fronte alla complessa realt&agrave; della Chiesa, come i Sacramenti, la Liturgia, i Pastori che la governano, i gradi gerarchici, le sue ramificazioni geografiche, si impone come fondamento predominante la realt&agrave; divina del Verbo di Dio fatto Uomo. La Chiesa &egrave; innanzi tutto e soprattutto Ges&ugrave;. </p>
<p>Il suo linguaggio in merito va colto nella sua concretezza espressiva: come Figlio di Dio, Ges&ugrave; ha pieno diritto di mettere in risalto il proprio Io di Creatore e di Redentore. E&rsquo; questo Io, &egrave; unicamente questo Io che d&agrave; senso a ogni elemento della Chiesa. Riportiamo per convincerci le sue stesse parole.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Dove sono due o tre radunati nel mio nome, Io sono in mezzo a loro. Vi dico in verit&agrave; che se due di voi si accorderanno sulla terra intorno a qualunque cosa da chiedere, sar&agrave; loro concessa dal Padre mio che &egrave; nei Cieli&rdquo; (Mt 18, 20, 19). &ldquo;Se mi chiederete qualcosa, la far&ograve;&rdquo; (Gv 14, 14). &ldquo; Qualunque cosa chiederete al Padre, Io la far&ograve;&rdquo; (Gv 14, 13; 16, 23). </p>
<p>La presenza di Ges&ugrave; in mezzo a noi si attua soprattutto nella riunione (eccles&igrave;a) da Lui stesso istituita, e in modo tutto particolare nel Sacrificio Eucaristico. </p>
<p>&ldquo;Prendete e mangiate: questo &egrave; il mio corpo. Prendete e bevete: questo &egrave; il calice del mio sangue sparso per voi e per molti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di Me&rdquo; (1 Cor 11, 23s). E&rsquo; Ges&ugrave; che genera la Chiesa intorno al Sacrificio della Croce da Lui stesso rinnovato nel Sacrificio Eucaristico. Il sacerdote &egrave; suo ministro, ossia amministratore della grazia salvifica emanante dall&rsquo;Albero della Vita piantato nel giardino terrestre della sua Chiesa. </p>
<p>Ex Corde scisso Ecclesia, Cristo iugata, nascitur: dal Cuore squarciato di Cristo nasce la Chiesa sua Sposa. </p>
<p>&ldquo;Se non mangerete la carne del Figlio dell&rsquo;Uomo non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e Io lo risusciter&ograve; nell&rsquo;ultimo giorno, perch&eacute; la mia carne &egrave; vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in Me e Io in lui. Come il Padre, il Vivente, ha mandato Me, e Io vivo per il Padre, cos&igrave; pure chi mangia di Me vivr&agrave; per me&rdquo; (Gv 6, 54s). La Chiesa attua in pienezza questa presenza ed efficacia nella Comunione Eucaristica: &egrave; Ges&ugrave; stesso che raggiunge a uno a uno tutti i suoi figli per nutrirli del suo Corpo e del suo Sangue. </p>
<p>Nella Chiesa assistiamo ogni giorno a ondate di persone che si susseguono a ricevere il Pane di Vita. E&rsquo; Ges&ugrave; che nutre tutti di S&eacute;. &ldquo;Da Lui esce una forza che sana ogni malattia e ogni languore&rdquo; (Mt 4, 23 ecc.).</p>
<p>&nbsp;Con Lui nell&rsquo;Eucaristia la Chiesa &egrave; piena, senza l&rsquo;Eucaristia la Chiesa &egrave; vuota, come le chiese protestanti, che oltre all&rsquo;Eucaristia hanno eliminato anche il sacramento della Penitenza, che dispone a ricevere l&rsquo;Eucaristia come conviene. </p>
<p>&ldquo;Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo&rdquo; (Mt 28, 20). E&rsquo; Ges&ugrave; il Buon Pastore che conosce le sue pecore, d&agrave; la vita per esse, va alla ricerca delle pecore smarrite e riunir&agrave; gli eletti in un solo gregge sotto un unico Pastore (v. Gv 10, 1s). </p>
<p>Questa promessa di Ges&ugrave;, fatta in modo solenne nel conferire la missione di predicare il Vangelo, di battezzare tutte le genti scacciando i demoni e guarendo ogni male indica che dietro l&rsquo;operare della Chiesa &egrave; Lui stesso a dirigere ogni cosa donando il suo Spirito per guidarla verso la Verit&agrave; tutta intera (Gv 16, 13s). </p>
<p>Tutta la fatica di Ges&ugrave;, dalla nascita alla predicazione fino alla morte in Croce e alla Risurrezione, tutta la sua vita si incentra nella fondazione del suo Regno sulla terra, il suo Regno si incentra nella Chiesa, e la Chiesa si incentra nella sua Presenza tra noi sino alla fine dei tempi, che &egrave; l&rsquo;Eucaristia. L&rsquo;Io profondo della Chiesa &egrave; Lui, e lo sar&agrave; anche nella Vita eterna. </p>
<p>Sapessi chi &egrave; Ges&ugrave;! esclamano coloro che entrano in Paradiso (Prof. Mor). </p>
<p><strong>Il linguaggio del Concilio</strong> </p>
<p>I frequenti passi eucaristici del Concilio Vaticano II illustrano i molteplici aspetti dell&rsquo;Eucaristia. Ne riportiamo i pi&ugrave; significativi. </p>
<p><strong>- L&rsquo;Eucaristia &egrave; il Centro dell&rsquo;unit&agrave;.</strong> </p>
<p>Col sacramento del Pane eucaristico viene rappresentata e si compie l&rsquo;unit&agrave; dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in Cristo. Tutti gli uomini sono chiamati a questa unione con Cristo, che &egrave; la Luce del mondo: da Lui veniamo, per Lui viviamo e a Lui siamo diretti (LG 3). </p>
<p>Il Cristo istitu&igrave; nella Chiesa il mirabile sacramento dell&rsquo;Eucaristia, dal quale l&rsquo;unit&agrave; della Chiesa &egrave; significata e attuata (UR 2). </p>
<p>La Sinassi Eucaristica &egrave; il centro della comunit&agrave; dei cristiani presieduta dal Presbitero (PO 5). </p>
<p>Non &egrave; possibile che si formi una comunit&agrave; cristiana se non avendo come radice e come cardine la celebrazione della Santa Eucaristia, dalla quale deve quindi prendere le mosse qualsiasi educazione tendente a formare lo spirito di comunit&agrave; (PO 5). </p>
<p><strong>- L&rsquo;Eucaristia &egrave; il vincolo di unione dei Presbiteri e dei fedeli.</strong> </p>
<p>Tale unione viene rappresentata quando i Presbiteri concelebrano l&rsquo;Eucaristia in comunione di affetti (PO 8). </p>
<p>Nella liturgia della Parola durante la celebrazione della Messa si realizza l&rsquo;unit&agrave; inscindibile tra l&rsquo;annunzio della morte e risurrezione del Signore, la risposta del popolo che ascolta, e l&rsquo;oblazione stessa con la quale Cristo ha confermato nel suo Sangue la Nuova Alleanza: oblazione in cui si uniscono i fedeli sia con i loro voti e preghiere, sia con la recezione del Sacramento (PO 4). </p>
<p><strong>- L&rsquo;Eucaristia crea la coesione tra le chiese particolari.</strong> </p>
<p>In ogni comunit&agrave; che partecipa all&rsquo;altare, sotto la sacra presidenza del vescovo, viene offerto il simbolo di quella carit&agrave; e unit&agrave; del Corpo Mistico senza la quale non pu&ograve; esserci salvezza. In queste comunit&agrave;, sebbene spesso piccole e povere e disperse, &egrave; presente Cristo, per virt&ugrave; del quale si raccoglie la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica (LG 26. ) </p>
<p><strong>- L&rsquo;Eucaristia &egrave; il centro della lode liturgica.</strong> </p>
<p>Il Sommo Sacerdote della Nuova Alleanza, Cristo Ges&ugrave;, prendendo la natura umana ha introdotto in questo esilio terrestre quell&rsquo;inno che viene eternamente cantato nelle sedi celesti&hellip;Questo ufficio sacerdotale Cristo lo continua per mezzo della sua Chiesa, che loda incessantemente il Signore e intercede per la salvezza del mondo non solo con la celebrazione dell&rsquo;Eucaristia, ma anche in altri modi, specialmente con l&rsquo;Ufficio Divino (SC 83). </p>
<p>Quando celebriamo il Sacrificio Eucaristico ci uniamo in sommo grado al culto della Chiesa Celeste, comunicando con essa e venerando la memoria soprattutto della gloriosa sempre vergine Maria, e anche del beato Giuseppe, dei beati Apostoli e Martiri, e di tutti i Santi (LG 50). </p>
<p><strong>- L&rsquo;Eucaristia centro e vertice dell&rsquo;attivit&agrave; ecclesiale</strong>. </p>
<p>Tutti i Sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici, sono strettamente uniti alla Sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati (PO 5). </p>
<p><strong>- L&rsquo;Eucaristia centro delle comunit&agrave; consacrate.</strong> </p>
<p>La vita in comune, sull&rsquo;esempio della Chiesa primitiva in cui la moltitudine dei credenti era d&rsquo;un cuore solo e d&rsquo;un&rsquo;anima sola, nutrita per mezzo degli insegnamenti del Vangelo, della sacra Liturgia e soprattutto dell&rsquo;Eucaristia, perseveri nell&rsquo;orazione e nella stessa unit&agrave; di spirito (PC 15). </p>
<p><strong>- L&rsquo;Eucaristia anima dell&rsquo;evangelizzazione.</strong> </p>
<p>L&rsquo;Eucaristia si presenta come fonte e culmine di tutta l&rsquo;evangelizzazione, cos&igrave; che i catecumeni sono introdotti a poco a poco alla partecipazione dell&rsquo;Eucaristia, e i fedeli gi&agrave; segnati dal sacro Battesimo e dalla Confermazione sono pienamente inseriti nel Corpo di Cristo per mezzo dell&rsquo;Eucaristia (PO 5). </p>
<p>Per mezzo dell&rsquo;annuncio apostolico del Vangelo il Popolo di Dio viene convocato e adunato in modo che tutti coloro che appartengono a questo Popolo, dato che sono santificati dallo Spirito Santo, possono offrire se stessi come &lsquo;ostia viva, santa, accettabile a Dio&rsquo;. Inoltre &egrave; attraverso il ministero dei Presbiteri che il sacrificio spirituale dei fedeli viene reso perfetto perch&eacute; viene unito al Sacrificio di Cristo, unico Mediatore. Questo Sacrificio infatti, per mano dei Presbiteri e in nome di tutta la Chiesa, viene offerto nell&rsquo;Eucaristia in modo incruento e sacramentale fino al giorno della venuta del Signore. A ci&ograve; tende e in ci&ograve; trova la sua perfetta realizzazione il ministero dei Presbiteri. Effettivamente il loro servizio, che comincia con l&rsquo;annunzio del Vangelo, deriva la propria forza e la propria efficacia dal sacrificio di Cristo, e ha come scopo che &lsquo;tutta la citt&agrave; redenta, cio&egrave; la riunione e la societ&agrave; dei santi, si offra a Dio come Sacrificio universale per mezzo del Grande Sacerdote, il quale ha offerto se stesso per noi con la sua passione, per farci diventare corpo di s&igrave; eccelso Capo&rsquo; (S. Agostino) (PO 5). </p>
<p><strong>- L&rsquo;Eucaristia anima dell&rsquo;attivit&agrave; caritativa e missionaria.</strong> </p>
<p>La celebrazione eucaristica per essere piena e sincera deve spingere alle diverse opere di carit&agrave; e al reciproco aiuto, all&rsquo;azione missionaria, e alle varie forme della testimonianza cristiana (PO 6). </p>
<p><strong>- L&rsquo;Eucaristia cuore della Chiesa.</strong> </p>
<p>&ldquo;Nella Santissima Eucaristia &egrave; racchiuso tutto il bene della Chiesa, cio&egrave; lo stesso Cristo, nostra Pasqua e Pane vivo, che mediante la sua Carne vivificata e vivificante nello Spirito Santo d&agrave; vita agli uomini&rdquo; (PO 5). </p>
<p>Giovanni Paolo II ha definito l&rsquo;Eucaristia<strong> Cuore della Chiesa</strong>, aggiungendo che &ldquo;dove fiorisce l&rsquo;Eucaristia, fiorisce anche la Chiesa&rdquo; (a Siena, 14 settembre 1980). </p>
<p>La Chiesa &egrave; Ges&ugrave;! La Chiesa &egrave; Ges&ugrave; Eucaristia! &ldquo; Ges&ugrave; Cristo &egrave; sempre lo stesso: oggi, domani e per tutti i secoli&rdquo; (Eb 13, 8). </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=107]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=107</guid>
	<dc:date>2010-03-09T15:14:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L’albero della Vita]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L&rsquo;Eucaristia ci viene dalla Croce. Ges&ugrave; l&rsquo;ha istituita come Sacrificio che rende presente sino alla fine dei tempi il suo Sacrificio sulla Croce: &ldquo;Il Signore Ges&ugrave;, la notte in cui fu tradito prese del pane, rese grazie, lo spezz&ograve; e disse: &lsquo;Questo &egrave; il mio corpo dato per voi. Fate questo in memoria di Me&rsquo;. Similmente dopo aver cenato prese il calice dicendo: &lsquo;Questo calice &egrave; la Nuova Alleanza nel mio sangue: fate questo, tutte le volte che lo berrete, in memoria di me&rsquo;. Ogni volta dunque che voi mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore fino a che egli venga&rdquo; (1 Cor 11, 23s). Il realismo della divina presenza nel Sacrificio Eucaristico &egrave; confermato nel discorso sul Pane di Vita (Gv 6, 52s). </p>
<p>L&rsquo;Eucaristia ci giunge quindi per via della Croce, come rinnovamento del Sacrificio di Ges&ugrave; sul Calvario. Contro Lutero e i suoi seguaci nemici della Croce di Cristo (Fp 3, 18 ) che ancora oggi non vogliono sentir parlare di Sacrificio e riducono la Messa semplice cena simbolica, il Concilio Vaticano II ripete con il Concilio di Trento e la ininterrotta dottrina tradizionale: &ldquo;Il nostro Salvatore nell&rsquo;ultima cena, la notte in cui fu tradito, istitu&igrave; il Sacrificio Eucaristico del suo corpo e del suo Sangue al fine di perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il Sacrificio della Croce, e per affidare cos&igrave; alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e della sua risurrezione&rdquo;(SC 47). </p>
<p>E Pio XII, nell&rsquo;enciclica Mediator Dei, afferma: </p>
<p>&ldquo;L&rsquo;augusto Sacrificio dell&rsquo;altare non &egrave; una pura e semplice commemorazione della passione e morte di Ges&ugrave;, ma un vero e proprio sacrificio nel quale, immolandosi incruentamente, il Sommo Sacerdote fa ci&ograve; che fece una volta sulla croce offrendo al Padre tutto se stesso, vittima graditissima&rdquo;. E precisa: &ldquo;Differente per&ograve; &egrave; il modo col quale Cristo &egrave; offerto. Sulla croce, infatti, Egli offr&igrave; a Dio tutto se stesso e le sue sofferenze, e l&rsquo;immolazione della vittima fu compiuta per mezzo di una morte cruenta liberamente subita; sull&rsquo;altare invece, a causa dello stato glorioso della sua umana natura, &lsquo;la morte non ha pi&ugrave; dominio su di Lui&rsquo;, e quindi non &egrave; possibile l&rsquo;effusione del sangue. Ma la divina Sapienza ha trovato il modo mirabile di rendere manifesto il Sacrificio del nostro Redentore con segni esteriori che sono simboli di morte. Poich&eacute;, per mezzo della transustanziazione del pane in Corpo e del vino in Sangue di Cristo, come si ha realmente presente il suo Corpo, cos&igrave; si ha il suo Sangue. Le specie eucaristiche poi, sotto le quali &egrave; presente, simboleggiano la cruenta separazione del Corpo e del Sangue. Cos&igrave; il memoriale della sua morte reale sul Calvario si ripete in ogni Sacrificio dell&rsquo;altare, perch&eacute; per mezzo di simboli distinti si significa e dimostra che Ges&ugrave; Cristo &egrave; in stato di vittima&rdquo; (Mediator Dei). </p>
<p>Ges&ugrave;, figlio di Dio fatto Uomo, ha voluto immergersi nel cuore della creazione fino all&rsquo;abisso del peccato umano per rendere a Dio la gloria adeguata alla sua Maest&agrave; e riparare i peccati del mondo, e ha collocato il Sacrificio della Croce nel paradiso terrestre della Chiesa come Albero della Vita dal quale potessimo cogliere sino alla fine del mondo i frutti della sua Incarnazione, Passione e Morte mediante la Comunione con Lui, e unirci a Lui stesso per glorificare in modo adeguato il Padre, per ringraziarlo dei suoi doni, per espiare le colpe nostre e del mondo intero, per ottenere le grazie di cui abbiamo bisogno. </p>
<p><strong>I fini del Sacrificio</strong> </p>
<p>Sono cos&igrave; espressi da Pio XII nell&rsquo;enciclica Mediator Dei. </p>
<p><strong>Sacerdote e Vittima</strong> </p>
<p>Nell&rsquo;Eucaristia Ges&ugrave; si fa presente come Sacerdote che offre e come Vittima offerta da Lui stesso a Dio, coinvolgendo la sua Sposa, la Chiesa, e ognuno di noi nella sua azione sacerdotale. Nel Sacrificio Eucaristico Egli fa di noi i veri adoratori che adorano Dio in Spirito e Verit&agrave; (Gv 4, 23). </p>
<p>Dice il Concilio: &ldquo;Il servizio sacerdotale, che comincia con l&rsquo;annuncio del Vangelo, deriva la propria forza e la propria efficacia dal Sacrificio Eucaristico, e ha come scopo che &lsquo;tutta la citt&agrave; redenta cio&egrave; la riunione e la societ&agrave; dei santi, si offra a Dio come sacrificio universale per mezzo del Grande Sacerdote, il quale ha offerto se stesso per noi con la sua passione, per farci diventare Corpo di cos&igrave; eccelso Capo&rsquo; (S. Agostino)&rdquo; (PO 2). </p>
<p>Si comprende come dal Cuore squarciato di Cristo nasce la Chiesa sua Sposa (Inno della Festa del Sacro Cuore), e dal costato di Cristo dormiente sulla Croce &egrave; scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa (SC 5). </p>
<p>La Chiesa dunque vive e si rigenera quotidianamente nel Sacrificio Eucaristico. La Chiesa &egrave; Ges&ugrave; che nel Sacrificio Eucaristico crea l&rsquo;unione dei credenti, l&rsquo;unit&agrave; salvifica, facendo s&igrave; che, come prega Ges&ugrave;, &ldquo;tutti siano uno come Tu sei in Me, e Io in te,&hellip;e siano consacrati nella Verit&agrave;&rdquo; (Gv 17, 21s, 19). La Chiesa, definita nel suo centro unificatore e santificatore, &egrave; Ges&ugrave; Eucaristia. </p>
<p><strong>La nostra compartecipazione</strong> </p>
<p>Si comprende come la presenza al Sacrificio Eucaristico non &egrave; un semplice ascoltare o pregare, ma impegni tutto il nostro essere cristiani e soprattutto sacerdoti. &Egrave; compartecipare al Sacrificio di Ges&ugrave;. Padre Pio si sentiva sospeso con Ges&ugrave; sulla Croce. </p>
<p>Con quale spirito dobbiamo partecipare al Santo Sacrificio ci viene richiamato con tanta penetrazione da Pio XII nell&rsquo;enciclica Mediator Dei. E ancor pi&ugrave; precisamente: </p>
<p><strong>La situazione attuale</strong> </p>
<p>Ci si chiede, a questo punto, se nell&rsquo;attuale svolgimento liturgico tutto converga ad agevolare questa comprensione del Sacrificio. </p>
<p>I segni liturgici assumono una importanza fondamentale nel richiamare i significati profondi del Sacrificio. Dobbiamo ammettere che il fumo di Satana &egrave; entrato nelle nostre chiese creando quella confusione che molti ormai accusano con ragione e che provoca l&rsquo;attuale decadimento liturgico. Lo stesso card. Ratzinger, Prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, e quindi massima autorit&agrave; dottrinale con il Papa, nel delineare lo spirito della Liturgia ha richiamato al giusto stile della celebrazione eucaristica. </p>
<p>Una deformazione profonda &egrave; stata indotta nel passaggio dall&rsquo;altare alla mensa: l&rsquo;altare rivolto al Crocifisso sottolineava visibilmente la identificazione del sacerdote celebrante con il Sommo ed Eterno Sacerdote nel gesto di adorazione del Dio Altissimo e di salvezza del mondo. La stessa posizione rivolta alla Croce favoriva il raccoglimento interiore del celebrante e agevolava la retta comprensione del suo ruolo sacerdotale e del mistero che si svolgeva sotto i suoi occhi. La mensa colloca celebrante e assemblea come commensali confinando in secondo piano il Sommo Sacerdote, e incentra l&rsquo;attenzione dei presenti sul celebrante, favorendo quel protagonismo spettacolare che ha dato origine alle sceneggiate pi&ugrave; stravaganti, e dissolvendo l&rsquo;indole sacrificale della Messa. Come pu&ograve; il sacerdote, preoccupato di soddisfare con parole e comportamenti l&rsquo;assemblea, pensare al grande mistero del Sacrificio di Cristo che &egrave; chiamato a rinnovare? </p>
<p>Riflettendo anche su altri elementi dell&rsquo;attuale riforma liturgica, come l&rsquo;emarginazione dei tabernacoli, l&rsquo;abolizione degli inginocchiatoi e dei segni di adorazione, la Comunione nella mano, i canti, gli avvisi, e altri elementi di dissipazione indotti nel breve tempo del ringraziamento, si scopre un astuto e ben concertato piano di dissolvimento del mistero eucaristico istigato dal modernismo di ispirazione massonica. Dice bene Ges&ugrave; stesso nel messaggio sulla Comunione obbligatoria nella mano: &ldquo;Questa decisione che uomini empi stanno per prendere fa parte del grande piano della massoneria per sminuire il valore della Santa Eucaristia e arrivare all&rsquo;ultimo termine, che sar&agrave; quello di togliere il mio Santo Corpo dalle chiese al fine di unificarsi alle religioni protestanti&hellip; Mi vedo trattato come un semplice pezzo di pane, segno solo di fraternit&agrave; umana e non di Comunione divina e spirituale&rdquo; (A +L 20.9.03). </p>
<p>Dissolto il Sacrificio, dissolta l&rsquo;Eucaristia &egrave; dissolta la Chiesa </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.resegone.com/dinamite/articolo.asp?articolo=106]]></link>
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	<dc:date>2010-03-09T14:58:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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